Leggi il settimanale

"Insulti a Borsellino, strani silenzi di Anm. Antimafia e pm ora vadano avanti"

Il presidente di commissione del Csm Felice Giuffrè: "Sia condivisa la reazione contro quelle parole sprezzanti. E serve un impulso per diradare le nubi su mafia-appalti"

"Insulti a Borsellino, strani silenzi di Anm. Antimafia e pm ora vadano avanti"
00:00 00:00

Quanto era centrale il dossier "Mafia Appalti" per Falcone e Borsellino? "Non sono un componente della Commissione Antimafia. Però leggendo le dichiarazioni di magistrati che avevano parlato direttamente con Paolo Borsellino mi sembra naturale ritenere che la pista vada approfondita con il massimo impegno". A dircelo è Felice Giuffrè, presidente della Quinta commissione del Csm, che ha subito preso le distanze dalle frasi su Borsellino e la sua famiglia, pronunciate dall'ex pm Gioacchino Natoli, lo stesso che concordava le domande con il senatore dei 5 Stelle Roberto Scarpinato per l'audizione in Commissione antimafia.

Perché ha deciso di esporsi?

"Dopo aver sentito e risentito il contenuto delle intercettazioni, in cui si esprimevano considerazioni sprezzanti nei confronti di Borsellino e dei suoi familiari, ho pensato che fosse giusto intervenire. Qualche settimana fa, con una delegazione del Consiglio Superiore della Magistratura, abbiamo fatto una visita istituzionale alla Corte d'Appello di Palermo. Ma non è stata solo una visita di routine, perché dopo l'assemblea con i magistrati requirenti e giudicanti, abbiamo visitato il bunkerino, poi deposto una corona in via D'Amelio, alla presenza di Manfredi Borsellino, e, infine, abbiamo concluso la giornata con la visita a Capaci, proprio a sottolineare il significato, per la comunità nazionale, dei momenti tragici della nostra storia repubblicana. Momenti che hanno costituito una presa di coscienza del Paese rispetto al fenomeno mafioso. Quindi sentire certe espressioni, peraltro utilizzate da un ex magistrato, ha fatto scattare in me e in altri consiglieri del Csm la reazione che ha portato ai nostri comunicati".

C'è chi ha timore nell'esprimersi all'interno del Csm pur avendo il medesimo pensiero?

"Non appena sono uscite le agenzie ho ricevuto messaggi di tanti magistrati, anche apicali, sia siciliani che non; Tutti messaggi di grande apprezzamento per le dichiarazioni e per la reazione rispetto alle affermazioni nei confronti della famiglia Borsellino e dello stesso giudice. Quindi si tratta di un sentimento, quello che abbiamo espresso noi, ampiamente condiviso nella magistratura. D'altra parte, mi ha sorpreso il silenzio dell'Associazione Nazionale Magistrati, perché anche autorevoli componenti dell'Anm hanno espresso la loro condivisione rispetto alle dichiarazioni che, con altri colleghi, ho fatto. Auspico, quindi, che l'Anm superi ogni sorta di inopportuna timidezza sull'argomento, in linea del resto con quanto fa abitualmente su altre vicende".

Come spiega questo silenzio?

"Forse c'è un'eccessiva attenzione a non creare fratture all'interno dell'Anm. Ma credo che in questo momento si debba invece pretendere un'assunzione di responsabilità da parte di ciascun. Si deve avere il coraggio di dire le cose che si pensano, di invitare tutte le istituzioni coinvolte, quindi sia la magistratura requirente di Caltanissetta sia la Commissione Nazionale Antimafia, ad andare avanti per scoprire finalmente una verità che è fondamentale per la storia, e direi anche per l'identità del nostro Paese"

Perché c'è chi ha sottovalutato il filone "Mafia-appalti"?

"Non spetta a me entrare nel merito. Quello che auspico, anche per il mio ruolo, è che chi ha le attribuzioni per indagare, sia dal punto di vista giudiziario che storico, lo possa fare senza subire condizionamenti o attacchi. Non ci devono essere tabù nella ricostruzione di una vicenda che ha segnato profondamente la storia dell'Italia nel secondo Dopoguerra. Non ci possono essere zone franche, pudori o strumentalizzazioni. Voglio dare il mio contributo per fare in modo che chi ha la competenza per indagare, senta il sostegno delle istituzioni deputate al governo autonomo della magistratura. Non ci possono essere timidezze su questo piano o tentativi di creare cortine fumogene.

Per troppo tempo la verità è rimasta in ombra e non si è fatto quello che si doveva per ricostruire la verità. È giunto il momento di dare un impulso decisivo per diradare tutte le nubi che ancora avvolgono questa vicenda".

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica