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L'autocritica di Zangrillo: "Voto emotivo, ma noi dovevamo essere più diretti"

La Carta è stato il convitato di pietra nello scontro diretto tra i due fronti. Ma Zangrillo non ci sta a passare come un nemico della Costituzione

L'autocritica di Zangrillo: "Voto emotivo, ma noi dovevamo essere più diretti"
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"Anch'io ho qualcosa da dire". Il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, dirigente di vertice di Forza Italia, non nasconde la sorpresa per la pesante sconfitta alle urne del Sì. Eppure nei giorni scorsi non appariva così pessimista dopo un tour de force che l'ha portato a parlare della riforma a decine di eventi in Piemonte nella veste di coordinatore regionale.

Sembra quasi ancora in campagna elettorale a giudicare dall'inusuale look sportivo, "alla Marchionne" scherza, maglioncino blu e jeans. È a Torino tra un incontro e l'altro con i parlamentari azzurri del territorio. "Rispetto il popolo e accetto il risultato - ammette - certo che si è coalizzato un ampio fronte trasversale del No...".

Nella sua mente si succedono le varie analisi, un ragionamento a voce alta che condivide con il suo staff. "È stato un voto emotivo - ragiona -, mi ricorda il referendum sul nucleare che fu giocato tutto sul terrore. Poi anni dopo molti si sono pentiti della scelta di bloccarlo alle urne, ma quando si gioca sul tema dell'emotività spesso si va a finire così. Eppure io credo che siamo andati bene durante la campagna referendaria".

Ma non c'è bisogno di incalzarlo in tema di autocritica. Andati bene ma...? Il ministro sospira: "Quelli del No hanno veicolato un messaggio chiaro ma del tutto strumentalizzato: se votate Sì attaccate la Costituzione. Ecco, forse dovevamo essere più diretti...".

La Carta è stato il convitato di pietra nello scontro diretto tra i due fronti. Ma Zangrillo non ci sta a passare come un nemico della Costituzione. Si accende: "Eh no, è un patrimonio di tutti. Loro se ne sono impossessati. Ma l'hanno redatta i padri liberali, non certo i Cinque stelle o la Schlein. E sono stati loro ad aggredirla in passato". La conversazione cade sui precedenti storici. "L'hanno attaccata nel 1993 quando hanno cancellato l'immunità parlamentare. E poi hanno introdotto un po' di federalismo per andare contro la Lega".

Con la netta vittoria del No, si riaprono nuovi scenari di fine legislatura.

Ma come ha premesso, il ministro Zangrillo ha pronto un messaggio di autocritica per la coalizione di centrodestra: "Era chiaramente un quesito molto tecnico e lo abbiamo spiegato nel merito, ma probabilmente abbiamo sottovalutato il linguaggio semplice dei promotori del No".

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