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L'intesa Italia-Germania punta su imprese e difesa

Il Piano di azione avvicina Roma all'asse franco-tedesco. Coordinamento sulle politiche industriali e su quelle militari

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Un accordo di rilevanza strategica che avvicina l'Italia all'asse Francia-Germania che detiene la leadership dell'Unione europea. È questo, in sintesi, il Piano di azione firmato ieri dal premier Giorgia Meloni con il cancelliere tedesco Olaf Scholz. L'intesa si inserisce nell'ambito degli accordi bilaterali che legano i tre Paesi (il Trattato del Quirinale tra Italia e Francia e quello di Aquisgrana tra Germania e Francia). La speranza, manifestamente dichiarata da entrambi i contraenti, è che l'intesa possa sbloccare la riforma del Patto di stabilità. Meloni ha ribadito che sono stati compiuti «passi in avanti giorno dopo giorno» per «cercare posizioni di sintesi». Scholz, pur ribadendo la necessità di rientro del debito per l'Italia, ha tuttavia rimarcato la necessità di un compromesso.

Se le dichiarazioni pubbliche fanno comprendere che lo stallo tuttavia persiste, sull'ingresso di Lufthansa nel capitale di Ita, la ex Alitalia, le idee sono chiare. «Vogliamo un trattamento veloce, giusto, equo a Bruxelles», ha detto Scholz, risentito dagli stop-and-go orchestrati da Air France. Meloni ha annunciato che «siamo pronti a inviare la notifica la settimana prossima a Bruxelles».

Nel dettaglio, il Piano di azione strategica bilaterale rafforza la collaborazione italo-tedesca in diversi ambiti: dallo sviluppo tecnologico alle tecnologie green, dall'approvvigionamento energetico al comparto difesa. I due Paesi, si legge nel testo, «vogliono assumersi la responsabilità comune di plasmare attivamente il futuro dell'Ue». Tra le iniziative l'istituzione di «un Forum macroeconomico bilaterale per discutere le questioni finanziare ed economiche», in cui i due Paesi si scambieranno anche «esperienze e buone prassi sull'attuazione dei nostri rispettivi Pnrr» nonché sul contrasto dell'evasione fiscale e dell'efficientamento della spesa. Un Forum annuale tra il ministro delle Imprese Adolfo Urso e il suo omologo dell'Economia Christian Lindner delineerà un approccio comune sulle politiche di strategia industriale europea. Come ha ricordato la Camera di commercio italo-germanica, l'intesa è fondamentale perché lo scambio tra i due Paesi ha toccato 168,5 miliardi nel 2022 e in Italia le 1.700 imprese tedesche presenti hanno fatturato 75 miliardi.

Importanti gli impegni sul fronte energetico, soprattutto in merito a «nuove condutture per gas e idrogeno tra Italia e Germania (attraverso l'Austria e/o la Svizzera), e in particolare il Corridoio centro-meridionale che collega le parti meridionali della Germania e l'Italia con il Nord Africa». Obiettivo della grande infrastruttura è «realizzare l'importazione di 10 milioni di tonnellate di idrogeno entro il 2030» e favorire così anche l'accelerazione della produzione di energia rinnovabile, gas e idrogeno in Nord Africa.

Sul piano della politica estera e di difesa, viene deciso un «meccanismo di consultazioni congiunte tra i ministri della Difesa e degli Esteri su numerosi scenari internazionali, tra cui Nord Africa, immigrazione e Ucraina. In ambito Difesa è stata riaffermata l'importanza dei progetti di cooperazione come Eurofighter, Eurodrone, il sottomarino U212A e l'elicottero Nh-90. Altrettanto importanti le potenziali collaborazioni in progetti futuri come il sistema di combattimento terrestre Mgcs e il sistema di fanteria Aics.

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