Il Regno Unito al voto locale oggi, nella tornata elettorale più importante dalle elezioni politiche del 2024. Un voto che richiama alle urne più di 20 milioni di cittadini britannici, non solo in Inghilterra, ma anche in Scozia e in Galles. Nella prima infatti vengono rieletti tutti i 129 membri del Parlamento e nel secondo sono in gioco 96 seggi. Sono invece ben 5mila i seggi da rinnovare in alcune autorità locali inglesi ed è qui che si giocherà la partita più importante. Per i due principali partiti di maggioranza e opposizione si tratta certamente di un test importantissimo, anche perché, per la prima volta nella sua storia, questo voto potrebbe segnare la fine del classico bipolarismo e l'avvento sulla scena politica di nuovi protagonisti già preannunciati dai sondaggi.
Le previsioni sono pessime per i laburisti di Keir Starmer, mai così bassi nelle percentuali relative ai consensi, con 18 punti contro i 24 di Reform, il partito di Nigel Farage che guida la classifica e che sembra l'unica minaccia anche per i partiti in lizza in Scozia e Galles. Nel Parlamento gallese, il Labour potrebbe vedersi sconfitto per la prima volta in un secolo mentre gli uomini di Farage sono gli unici in grado di contrapporsi ai rappresentanti di Plaid Cymru che si battono per un Galles indipendente. In Scozia il favorito rimane il partito nazionalista scozzese poiché in una terra che aveva votato in massa per rimanere in Europa, il partito della Brexit ha sicuramente più difficoltà a battere gli avversari. Anche qui però il sostegno ai laburisti è dato in forte calo. Il discorso è invece diverso per gli enti locali inglesi dove sia laburisti che conservatori appaiono in netta difficoltà, non solo perché rincorsi dal partito di Farage, ma anche ostacolati dal crescente successo dei Verdi guidati da Zack Polanski, vera sorpresa di questi ultimi mesi che possono vantare il 17% dei consensi, un punto soltanto in meno di laburisti e conservatori. Stabili, seppur non pericolosi, anche i LiberalDemocratici con un dignitoso 13%.
Saranno giorni estremamente difficili i prossimi, soprattutto per il leader Keir Starmer, il cui destino politico appare sempre più incerto.
Già messo in discussione dagli ultimi scandali legati al caso Epstein, il premier è rimasto a galla anche grazie alla presa di distanza dall'aggressione americana all'Iran, ma questo non ha spento le polemiche interne al partito dove una minoranza chiede di conoscere la data esatta delle sue dimissioni. E mentre lui assicura che guiderà il Paese fino alle prossime politiche, sui giornali nazionali già appaiono i nomi dei probabili successori. I risultati finali sono attesi fra venerdì sera e sabato mattina.