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Massacrato in un agguato con spranghe e coltelli davanti a casa

Enzo Ambrosino, 30 anni e padre di due bambini: aggredito e ucciso da 5-6 persone. Due fermati

Massacrato in un agguato con spranghe e coltelli davanti a casa
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L'altra notte, quella tra venerdì e sabato, quella che per lui si sarebbe rivelata l'ultima, Enzo Ambrosino tornava dalla festa di compleanno della figlia. Aveva ancora negli occhi il sorriso della sua bambina, quel tipo di sorriso che per un padre separato vale più di qualsiasi cosa. Mancavano pochi minuti all'una quando, in via Gian Pietro Porro strada centrale di Induno Olona, paese sonnolento del Varesotto, in Valceresio, con poco più di diecimila anime , sotto il portico di casa si è trovato davanti un gruppo di cinque o sei uomini arrivati in auto e in moto, piombati sotto casa sua proprio nel momento in cui lui rincasava e che, è evidente, lo stavano aspettando.

Un velocissimo scambio di parole, quasi niente. Poi sono spuntate spranghe, mazze ferrate, coltelli: un agguato premeditato. Le urla hanno tagliato il silenzio come lame. Il sangue è colato sull'asfalto e ha raggiunto il portico della corte, denso, lucido sotto la luce dei lampioni. Una vicina, affacciata al balcone, ha visto tutto e probabilmente non lo scorderà mai: "C'era una moto per terra, lui per terra, sangue dappertutto. Quattro ragazzi, uno gridava andiamo, scappiamo e sono fuggiti su una macchina nera".

Enzo, trent'anni, è stato colpito al busto. Un fendente netto, profondo. Si è accasciato lì, sotto casa, mentre il padre di cinquant'anni e il fratello 27enne scendevano dal loro appartamento per difenderlo. Anche loro sono finiti nella mischia. Entrambi sono stati ricoverati in codice rosso: il più giovane al Sant'Anna di Como, l'altro, già dimesso, al Niguarda di Milano. Enzo invece è morto prima ancora dell'arrivo delle ambulanze. La salma, trasportata poi all'ospedale di Varese, si trova ora a disposizione della Procura.

Ex imbianchino, Enzo Ambrosino non era un eroe da prima pagina. Dopo aver vissuto con la moglie e i figli a Buguggiate - 15 chilometri da Induno - dopo la separazione e quindi da poco era tornato a vivere accanto alla famiglia d'origine (il padre, il fratello, gli zii) in una piccola casa di corte. Aveva appena trovato lavoro come panettiere a Como: un contratto, un turno di notte, qualcosa che sembrava finalmente dare un senso alle giornate. Padre di due bambini di quattro e nove anni, che vivono con la madre a Porto Ceresio, una vita ordinaria, fatta di piccoli sforzi, di una separazione accettata a denti stretti, di tentativi di rimettersi in piedi. Nessun precedente, nessuna lite annunciata, nessuna pista evidente: né droga, né vendette, né rancori noti. Solo un uomo di trent'anni che rientrava a casa dopo una torta e le candeline.

I carabinieri di Varese hanno già fermato due persone. Intanto setacciano testimonianze, telecamere di videosorveglianza, interrogatori. Il movente resta sospeso nel vuoto: "per cause ancora in fase di accertamento", ripetono le fonti come un mantra. Nel frattempo Induno Olona si è svegliata con il fiato corto.

Via Porro è una strada normale, non un vicolo di periferia violenta. I vicini parlano ancora di grida terribili che hanno squarciato il sonno. La zia della vittima ha detto solo: "Ho visto mio nipote a terra". Parole semplici, pesanti come pietre.

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