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Il post choc di Bachelet: offesi i "sanitari"

L'ira di Zanon. TeleMeloni? Nei tg Rai più spazio per chi è contro

Il post choc di Bachelet: offesi i "sanitari"
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"Questa volta Bachelet l'ha fatta fuori dal vaso". Fuor di metafora, la battuta di Nicolò Zanon, già vicepresidente della Corte costituzionale e ora presidente del comitato "Sì Riforma", calza a pennello a commento dell'ultimo post pubblicato da Giovanni Bachelet sui social (nella foto), dove si vedono due sanitari a corredo dell'informazione che vede la nascita di un Comitato per il Sì costituito proprio da 250 professionisti del settore sanitario che si è costituito proprio ieri a Roma. "Ma è mai possibile - chiede Zanon allo stesso Bachelet - che voi sostenitori del No dovete sempre disprezzare in questo modo vergognoso gli elettori del Sì? È un problema antropologico, è un problema psicologico? Qual è il vostro problema nei confronti di chi non la pensa come voi?" Un endorsement per il Sì è arrivato anche dal presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, nel corso di un evento in Campania.

La campagna referendaria si sta scaldando e sono già iniziate le recriminazioni sugli spazi televisivi affidati ai comitati del Sì e del No. Chiamata in causa, l'Agcom ha appena pubblicato i dati relativi al periodo compreso tra il 12 e il 28 febbraio. Nonostante le paure dei membri dell'opposizione che temono che da "teleMeloni" (come viene chiamato da quelle parti il servizio pubblico televisivo) venga messa a disposizione del Sì una sponda più che favorevole. I dati forniti dal Garante, però, smentiscono i pregiudizi più diffusi. Infatti, andando ad analizzare il tempo dedicato dai telegiornali Rai ai due comitati si scopre che al momento i comitati che promuovono il No per il referendum sulla Giustizia del 22 e 23 marzo prossimi superano decisamente il 50 per cento del tempo. Al Tg1 il No "vince" con il 52,1% del tempo (mentre al Sì resta il 47.9). Il divario massimo a favore del No si registra sul Tg3 con il 53,4%. Mentre il 55,1% registrato dal Sì su Rainews non riesce a bilanciare lo spazio informativo che complessivamente è 50,7% a favore del No.

Con due distinte delibere, poi, l'Autorità ordina a Discovery Italia e a La7

l'immediato riequilibrio dell'informazione nei rispettivi palinsesti. Dai dati del primo ciclo di monitoraggio (12-28 febbraio 2026) è infatti "emersa una sotto rappresentazione della posizione del Sì sui canali Nove e La7".

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