Le sardine hanno fretta: "Adesso Conte ci inviti per un incontro"

Il movimento riconosce la gaffe per la foto con Benetton: "È stata una ingenuità, un errore prima o poi doveva capitare"

Le sardine hanno fretta: "Adesso Conte ci inviti per un incontro"

Le sardine premono sull'acceleratore e mettono fretta a Giuseppe Conte, a cui hanno chiesto nuovamente un incontro: "Più del merito, di cui discuteremo senz’altro, ci piacerebbe che dal premier ci arrivasse la richiesta di un incontro anche fisico. Per noi avrebbe un grande significato". Dopo la lettera indirizzata al presidente del Consiglio, nella giornata di oggi è attesa la risposta da parte di Palazzo Chigi. Il movimento spinge perché potrebbe trattarsi di una dimostrazione che "quattro giovani venuti dal nulla possono portare le loro istanze dentro Palazzo Chigi avviando un’interlocuzione con chi guida il governo".

Al centro del colloquio ci saranno diversi temi. Tra questi il Sud: "Il premier che è meridionale di origine sa bene che bisogna partire dalla parte più svantaggiata del Paese, quella è la priorità assoluta e su quella bisogna investire". Non potevano ovviamente mancare anche i decreti Sicurezza, già messi nel mirino del Viminale e recentemente pure da Laura Boldrini. "Per noi non vanno modificati, ma aboliti. In particolare, la norma sulla confisca dei beni rischia di essere un regalo per la criminalità organizzata", fa sapere la sardina Perna.

"Abbiamo fatto un errore"

Come riportato dal Corriere della Sera, i quattro amici bolognesi hanno riconosciuto di aver commesso un errore pubblicando la foto insieme a Luciano Benetton e Oliviero Toscani: "È stata un’ingenuità perché ha offerto un assist a tutti quelli che non vedevano l’ora di screditarci. È stato un errore, prima o poi doveva capitare. Ma anche chi ci apprezza deve capire che non siamo infallibili". Mattia Santori ha voluto provare a spiegare la verità dal suo punto di vista: "Io non ho nemmeno parlato con l’imprenditore. E a tavola mi avevano riservato un posto vicino a lui ma ho preferito rimanere in mezzo ai ragazzi". Il leader del movimento ha così risposto alle molteplici critiche: "Noi quattro siamo andati a titolo personale, non in quanto rappresentanti delle sardine. Capisco che altri non lo avrebbero fatto". Ora le sardine sono impegnate a definire una propria organizzazione e un proprio statuto, da approvare a Scampia, che consenta loro di "interloquire con i partiti". La loro scommessa è chiara: "Continuare ad investire sul protagonismo civico dei cittadini di cui noi rappresentiamo semplicemente l’avanguardia".

Intanto sono già arrivate diverse aperture alla maxi ammucchiata rossa, a partire da Nicola Zingaretti fino al grillino Giuseppe Brescia, passando per i ministri Boccia e Provenzano. Il pesciolino Donnoli ha dichiarato di apprezzare lo sforzo, ma ora bisognerà vedere "come e fino a che punto si svilupperà il coinvolgimento della società civile e delle altre forze non partitiche".

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