Lo sport olimpico come vettore di pace e di pacificazione. Avrebbe dovuto sempre essere così. E invece nel 1972 il mondo intero ha dovuto assistere in diretta alla ferocia del terrorismo. In quel caso le vittime furono alcuni atleti della squadra olimpica israeliana ospitata, come le altre, nel Villaggio olimpico di Monaco di Baviera. Nel 2026 siamo ancora a parlare di violenza e guerra che gettano ombre pesanti sul sereno svolgimento dei giochi olimpici. E si intitola proprio "Milano 1972/ Milano-Cortina2026", il convegno che si è tenuto ieri in Regione Lombardia con Enrico Ellero, segretario dell'associazione Dror che ha curato l'organizzazione, nelle vesti di moderatore. L'obiettivo dell'iniziativa è la denuncia dell'antisemitismo nel mondo dello sport e nel lanciare l'allarme sulla recrudescenza che questo fenomeno sta avento in questi ultimi anni. All'incontro hanno preso parte, oltre al presidente della Regione nei vesti di padrone di casa, anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano e il direttore del Giornale, Tommaso Cerno, e il deputato di Fratelli d'Italia Marco Osnato.
Tra gli interventi più toccanti c'è da segnalare quello di Shaul Ladany, che in videocollegamento, ha raccontato della diretta esperienza di quel "Settembre nero", come lo ribattezzarono i media, in quanto componente della squadra israeliana. Ladany, marciatore, era sopravvissuto ai lager. Lo sport, ha sottolineato il presidente dell'associazione Dror, Alessio Pellegrini, deve preservare il suo valore di fratellanza.