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La sinistra confeziona l'ultimo attacco a Nordio. Scoppia il caso Bartolozzi

Il capo di gabinetto: "Certi pm come plotone di esecuzione". Il Guardasigilli: spiace, si scuserà

La sinistra confeziona l'ultimo attacco a Nordio. Scoppia il caso Bartolozzi
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Il Re è nudo ma è colpa di chi ha il coraggio di dirlo. Giusi Bartolozzi parla della magistratura più ideologica e correntizzata come "un plotone d'esecuzione", dice che certi processi "uccidono le persone e le famiglie" quando sono basati sul nulla, sostiene che se vince il No "scapperà da questo Paese" perché è il segnale che sarebbe irriformabile. Come darle torto? La Bartolozzi non è solo il capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio, è un magistrato. Non parla da "nemico" ma da soldato che si arrende a un Sistema che prova a stritolarla solo perché flirta con il "nemico" Giorgia Meloni, il prossimo 22 e 23 marzo voterà Sì come tanti colleghi perché crede alla separazione delle carriere , non certo perché è stata infangata da accuse risibili nel pasticcio del criminale di guerra Almasri che pesa tutto sulle spalle di Corte d'Appello e Procura generale che ha disapplicato la legge 237 del 2012 liberando il generale libico prima che il governo decidesse (o meno) di consegnarlo alla Corte penale internazionale. Sull'accusa di "false informazioni" c'è un potenziale conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale tra Parlamento e Procura di Roma, la presunzione d'innocenza per lei non vale.

Per aver detto un'ovvietà che tutte le vittime di malagiustizia che si ritengono innocenti conoscono, la solita sinistra giudiziaria le ha dato involontariamente ragione con un fuoco di fila degno di Norimberga, analizzando al Var un'intervista di qualche giorno fa. Da Angelo Bonelli di Avs ai big di Pd e M5s come Debora Serracchiani e Federico Cafiero de Raho, gli slogano sono sempre gli stessi: "Parole inaccettabili, si dimetta", "la Bartolozzi chiarisce che la riforma è una vendetta", "se ne vada o Nordio la cacci", "ha sbugiardato in 13 secondi i 13 minuti della Meloni" e via lapidando. Ma cosa ha detto veramente la Bartolozzi in un'ora e mezza di intervista a Telecolor sabato scorso? "Fin dall'inizio ho precisato che la riforma è fatta in favore della magistratura per recuperare la credibilità, che purtroppo ormai è persa, ho più volte precisato che la gran parte dei magistrati sono eccellenti professionisti, che lavorano nel silenzio della aule e non cercano ribalte".

Ma la frase ghiotta alla quale l'opposizione l'ha impiccata alla gogna social è sintetizzata nella frase detta davanti alla senatrice Ilaria Cucchi, un'altra che prima di andare in Parlamento la malagiustizia l'ha vissuta sulla pelle: "Votate Sì e ci togliamo di mezzo la magistratura. Io ho un'inchiesta in corso, scapperò da questo Paese" come quei giovani "che vanno via e non ritorneranno finché la magistratura non avrà riacquisito credibilità, le aziende si fideranno del nostro Paese e torneranno a investire". Al togato di sinistra del Csm, siciliano come lei, che la punzecchia ("che la riforma faccia rientrare i cervelli all'estero lo trovo un po' eccessivo...") la Bartolozzi ha replicato: "Finché le cose non ci capitano sulla pelle, non avete idea di cosa vuol dire".

In serata interviene lo stesso Guardasigilli, oggi a Milano, che prova a stemperare lo scontro in ossequio all'appello del capo dello Stato: "Mi dispiace per le parole usate, apparse un attacco all'intera magistratura.

Ha già chiarito che si riferiva a una piccola parte di giudici politicizzati e non avrà alcuna difficoltà a scusarsi per parole che non rispecchiano il suo pensiero e la stima per la magistratura di cui lei stessa fa parte".

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