Non abbiamo capacità predittive, quindi non sappiamo esattamente come finiranno le elezioni ungheresi di oggi. Non conosciamo quale sarà il futuro prossimo di Viktor Orbán, l'uomo che incarna in una persona sola tutti gli incubi della sinistra mondiale e mondialista. Ma possiamo dirvi con certezza assoluta che qualunque sia il risultato del voto magiaro, verrà utilizzato come oggetto contundente contro Giorgia Meloni. Come un martello. Ogni riferimento a Ilaria Salis è puramente voluto. Se Orbán dovesse vincere - ipotesi per i sondaggi poco probabile, dunque plausibile - il mondo progressista bercerebbe contro la montante onda nera che sta travolgendo l'Occidente dal Danubio fino a Washington. Onda nera che sventolano come minaccia da anni e che - per fortuna - non si è mai realizzata. Perché si tratta di un'arma di distrazione di massa, più che di una previsione politica. Se Orbán dovesse perdere, sarebbe comunque una clava da usare contro la destra italiana: perché verrebbe letta - capziosamente - come il primo segnale di scricchiolìo delle destre europee e non solo, la mosca cocchiera che preannuncia un disastroso effetto domino. Qualcuno, con sprezzo del ridicolo e del buonsenso, leggerebbe lo schiaffo a Budapest come uno schiaffo a Roma. Analisi sbagliate in entrambi i casi. Perché la destra è una galassia articolata e spesso contraddittoria, non un monolite. Essere amici o alleati non significa condividere tutte le posizioni dell'altro, così come essere nemici non significa disprezzare tutto ciò che fa l'avversario. La destra di Giorgia Meloni ha origini, tradizioni, presente e futuro diversi da quella di Fidesz; è una destra moderna e liberale, scettica nei confronti di questa Ue ma sicura dell'irrinunciabilità del ruolo dell'Europa, saldamente radicata nell'Occidente, al di qua e al di là dell'Atlantico.
Qualunque sarà l'esito delle consultazioni in Ungheria c'è una sola certezza: Orbán o non Orbán, la sinistra continuerà ad agitare il fantasma dell'uomo nero, perché quando scarseggiano le idee si gioca solo con le paure.