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Solidarietà da rivali e alleati. "Inaccettabile la violenza"

Da Macron a Sánchez, da Lula alla von der Leyen, un coro unanime di sostegno. Confermata la visita di Re Carlo da oggi negli Stati Uniti

Solidarietà da rivali e alleati. "Inaccettabile la violenza"
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Leader antagonisti, avversari, partner e alleati. Lunga ed eterogenea la lista delle solidarietà espresse ieri alla presidenza americana. Al di là della condanna globale del gesto, vicinanza corale a Donald Trump e a Melania; con qualche assente all'appello e scambi utili a ravvivare un dialogo tra capi di Stato e di governo messo alla prova dalle recenti uscite del tycoon. Per esempio, con Londra. Tra i primi a far sapere di un'avvenuta telefonata con la coppia della Casa Bianca, il premier britannico, "sconvolto dalle scene alla cena dei corrispondenti" a Washington, scrive Starmer su X. Qualsiasi attacco alle istituzioni democratiche o alla libertà di stampa "dev'essere condannato con fermezza". Con Trump, Starmer ha parlato anche di Medioriente, fa sapere Downing Street, e della "necessità di ripristinare il traffico nello Stretto di Hormuz alla luce delle conseguenze gravi per l'economia globale", mentre veniva confermata la visita da oggi negli States del re Carlo d'Inghilterra e della regina Camilla con livello di sicurezza accresciuto.

Seppure nel pieno di una presidenza americana avvolta da circospezione per appuntamenti a singhiozzo nei colloqui a Islamabad, e caratterizzata da affilate prese di parola via social verso alcune cancellerie europee, Trump incassa solidarietà unanime nell'Ue. Dal "pieno sostegno" del capo dello Stato Macron, secondo cui l'attacco armato al presidente Usa è "inaccettabile, la violenza non ha posto in una democrazia", al premier spagnolo Sánchez, ultimo leader con cui il tycoon era andato allo scontro frontale su Nato e cieli di Madrid chiusi ai jet Usa per gli attacchi all'Iran: "Condanniamo l'aggressione, la violenza non è mai la soluzione scrive l'iberico su X L'umanità potrà progredire solo attraverso la democrazia, la convivenza e la pace". Ferma condanna anche da Berlino: "La violenza non ha posto in una democrazia". Così il cancelliere Merz stigmatizza il gesto dell'Hilton: "Decidiamo a maggioranza, non con le armi".

Sul fronte Nato, "sconvolto" il segretario generale Rutte denuncia un "attacco alle società libere, sosteniamo la democrazia solidali con gli Usa". Si schiera pure chi gestisce il secondo esercito più numeroso dell'Alleanza dopo l'America, a cavallo tra Europa e Medioriente: "È rassicurante che nessuno sia rimasto ferito", dichiara il presidente turco Erdoan sostenendo che "non c'è posto per alcuna violenza, nelle democrazie le lotte si conducono attraverso le idee". Dal Pakistan, è "profondamente sconvolto" il primo ministro Sharif. Come il premier indiano Modi, per cui "la violenza non ha posto in democrazia e dev'essere inequivocabilmente condannata". E se da Teheran si alimenta la teoria della messinscena, il premier israeliano è "scioccato" per il "tentato assassinio" del presidente Usa. E pur nella crescente tensione tra Brasilia e Washington, condanna "con forza l'attacco" il presidente Lula. Solidarietà a Trump e Melania. "La violenza politica è un affronto ai valori democratici", aggiunge Lula, che pochi giorni fa aveva provocato il tycoon promettendo di portagli una pianta di jabuticaba, frutto e calmante naturale tipico degli Stati di Minas Gerais ed Espirito Santo. Coesione nella tragedia sventata. Dopo l'attacco, la presidente della Commissione europea Von der Leyen ha avuto un colloquio telefonico con Trump: "La violenza politica non ha posto nelle nostre democrazie".

Stessa posizione dall'Alto rappresentante Ue Kallas e analoga dal premier ungherese uscente Orbán. Condanna del gesto e solidarietà anche dal premier canadese Carney: "La violenza politica non ha posto in nessuna democrazia".

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