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Magistratura

Le toghe fuori dal coro smontano le "fake". "E ora basta correnti"

Le toghe fuori dal coro smontano le "fake". "E ora basta correnti"

Ci mettono la faccia in 50. Magistrati di ogni ufficio, livello e parte d'Italia, che si espongono a favore del Sì alla separazione delle carriere e ne rappresentano tanti altri che non possono o vogliono uscire allo scoperto.

Nella maratona oratoria romana a Palazzo Wedekind, le toghe fuori dal coro smontano le fake news sulla riforma costituzionale e dicono che questa Anm, fattasi partito politico per il No, non li rappresenta. "È - dice il presidente di Cassazione Giacomo Rocchi -una riforma epocale e dispiace il livore con cui l'Anm difende le correnti, dispiace che abbia presentato il comitato del No nell'aula magna della Cassazione, come a dire: i tribunali sono nostri. No, sono dei cittadini". Rosita D'Angiolella, consigliere di Cassazione ora consigliere giuridico del governo, protesta: "La magistratura non è monolitica come dicono i sostenitori del No, che fanno i difensori della Costituzione. Il referendum non è contro la magistratura, serve a renderla più forte e credibile".

L'incontro, affollatissimo, è organizzato dal Comitato Sì riforma. Dice il presidente Nicolò Zanon, già numero 2 alla Consulta: "Inquieta l'immagine di una Anm schierata compattamente per il No, voi avete il coraggio di mostrare che non è così". Per Isabella Bertolini, segretario del Comitato e laica al Csm, "si vuole ridare credibilità alla giustizia, sempre più sofferente, rafforzando autonomia e indipendenza dei magistrati ma puntando sul merito e mettendo fine al sistema correntizio". Su quel sistema Alessandro Sallusti ha scritto due libri con Luca Palamara ed è lui ad introdurre gli oratori, come portavoce del Comitato. "Questo - dice - è l'appuntamento più importante della campagna referendaria, perché sfata le più grandi fake news sulla riforma, che offenda la Costituzione è voglia sottomettere le toghe".

Luigi Salvato, già Pg della Cassazione: "Noi rispettiamo la Costituzione più di chi dice No alla riforma e chiede un voto politico contro la maggioranza che l'ha voluta. La verità che spaventa il sorteggio". Giuseppe Capoccia, presidente del tribunale di Lecce, sente "il giustizialismo sotto i discorsi di chi vota No". E Simonetta Matone, come ex magistrata, non deputata leghista: "La mia gioia sarebbe interrogare la Schlein sulla riforma, come facevo una volta in toga".

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