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Tutte le misure del governo. Gli speculatori nel mirino

Sforbiciata di 25 centesimi al litro per i carburanti. Salvini ai petrolieri: "Tutti devono fare la loro parte"

Tutte le misure del governo. Gli speculatori nel mirino
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Via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge che taglia di 25 centesimi al litro il prezzo dei carburanti schizzato per l'escalation della guerra in Iran. Il provvedimento, messo in campo grazie al meccanismo della riduzione delle accise, durerà per 20 giorni in attesa di capire le evoluzioni del conflitto in Medio Oriente. Viene così assorbita e ampliata la misura ipotizzata in un primo momento dei buoni benzina tramite la social card "Dedicata a te" che avrebbe riguardato solo i redditi bassi. Il decreto introduce anche un credito d'imposta da 10 milioni di euro per autotrasportatori e pescatori destinato a coprire le spese per l'acquisto del carburante a partire da marzo, aprile e maggio del 2026 nella misura del 20 per cento. L'obiettivo è evitare che l'aumento del prezzo si trasferisca sui beni di consumo. Non solo. Per combattere la speculazione il governo potenzia il ruolo di Mister Prezzi, come annunciato nei giorni scorso dal ministro Adolfo Urso. Se il monitoraggio rileverà "un anomalo e repentino incremento dei prezzi", dovrà comunicare alla Guardia di Finanza distributori e compagnie petrolifere da controllare, a caccia di eventuali fenomeni speculativi. Le Fiamme Gialle a quel punto trasmetteranno i risultati allo stesso Garante per la sorveglianza dei prezzi e all'antitrust "per l'eventuale avvio dei procedimenti sanzionatori". Nei casi più gravi, infine, trasmetterà le carte all'autorità giudiziaria.

Il cdm ha fatto la sintesi del confronto sul dossier carburanti che è andato avanti per tutta la giornata. Al mattino Giorgia Meloni ha avuto un serie di riunioni con il titolare dell'Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, e il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti. Che poi, dopo pranzo, ha partecipato da remoto alla riunione in prefettura a Milano con il vicepremier Matteo Salvini e le principali aziende petrolifere. Ad anticipare ai giornalisti la convocazione del cdm è stato proprio il ministro dei Trasporti. Che, a margine dell'incontro, ha subito rilanciato la proposta di mettere un tetto ai prezzi: "Per me dobbiamo scendere sotto 1,90 euro al litro, ovviamente per i diesel, quindi almeno 20-25 centesimi al litro". Ma soprattutto ha annunciato il "primo sostanziale e sostanzioso taglio delle accise che può diventare uno sconto alla pompa già nelle prossime ore. Parliamo di diverse centinaia di milioni di euro per un intervento sperimentale della durata di un mese". Il problema resta la durata del conflitto: "Noi possiamo mettere centinaia di milioni o miliardi nelle prossime settimane, ma se la guerra andasse avanti per mesi il problema non sarà quanto costa il carburante, ma se c'è il carburante", ha risposto Salvini a chi gli chiedeva se la misura potesse diventare strutturale. Quanto al tavolo aperto con i petrolieri, che sarà riconvocato anche la settimana prossima, il vicepremier ieri ha chiesto di fare la loro parte con un prezzo medio massimo da non superare. "Le compagnie ci hanno detto che non stanno speculando, però saremo attenti al centesimo e verificheremo. Se tutti fanno la loro parte, aggiungeremo anche una richiesta ai concessionari autostradali, visto che la benzina e il diesel in autostrada costano di più rispetto alla città", ha sottolineato.

Salvini ha infine puntato il dito sul tema degli Ets, delle tasse e dei vincoli europei, "regolamenti assolutamente idioti e fuori dal mondo e fuori dal tempo, come tutto il Green Deal". Nel frattempo, a proposito di Ets, i capi di Stato di 10 Paesi Ue, tra cui Italia, Polonia e Grecia, hanno chiesto una revisione profonda del sistema per ridurne l'impatto su industria ed energia.

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