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"Votare contro di me? È una trappola"

La Meloni ospite del podcast di Fedez: "Si decide sulla giustizia, non sul governo"

"Votare contro di me? È una trappola"
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Sarebbe bastato attendere la pubblicazione della puntata di "Pulp podcast" in cui Giorgia Meloni è ospite di Fedez e Davide Marra per mettere a tacere ogni polemica, invece, ancor prima di vedere il video, nei giorni scorsi è andato in scena un surreale dibattito con la sinistra che ha attaccato la premier per la sua partecipazione a Pulp.

"Un podcast non è il luogo adeguato per un presidente del Consiglio", "Ci va per disperazione", "Andarci è l'ultima spiaggia" sono solo alcune delle critiche che non hanno risparmiato nemmeno Fedez e Marra colpevoli di aver ospitato la premier a pochi giorni dal referendum sulla giustizia. Eppure i conduttori del podcast avevano spiegato, email alla mano, di aver invitato anche gli altri leader dell'opposizione a partire da Elly Schlein e Giuseppe Conte che non hanno però risposto.

Così ieri, qualche ora prima che uscisse la puntata con il video del primo Presidente del Consiglio italiano ospite di un podcast, Giorgia Meloni ha scritto sul suo profilo Instagram "quando non parlo, dicono che scappo. Quando parlo, contestano il luogo, il mezzo e pure chi mi intervista. A questo punto il sospetto è uno: che preferirebbero semplicemente che io non esistessi. Mi spiace, ma su questo non posso accontentarli. Posso però invitarli a una cosa più semplice: guardare la puntata prima di commentarla".

Anche Matteo Grandi, capo progetto di Pulp, ha respinto le critiche al mittente: "Prendere lezioni di deontologia da chi sta commentando una puntata che non ha neppure visto è una cosa irricevibile".

In effetti, dopo aver visto la puntata, emerge tutta l'infondatezza della polemica dei giorni scorsi. Si è trattato di un'intervista in cui non sono mancate domande scomode da parte di due figure non certo ascrivibili a un'area ideologica di destra. Il podcast si è aperto con la politica estera discutendo della posizione italiana nella guerra in Iran, "non sono vigliacca se non condanno gli Usa. Conta la sicurezza degli italiani", per poi arrivare a parlare di referendum: "Non si può continuare a dire che i cittadini votano emotivamente perché noi stiamo sbagliando la campagna elettorale. Per carità, in questa campagna si è detto di tutto e mi pare più dall'altra parte che dalla nostra" ha spiegato la premier.

E sulla riforma della giustizia ha precisato: "Il fronte del no lavora per farlo diventare un referendum contro il governo e ha difficoltà a stare nel merito della proposta, che invece è di buon senso e l'unico strumento che ha è dire: Vai a votare per mandare a casa Meloni. Io penso che sia una trappola, anche per quelli che mi detestano perché non si vota sulla Meloni, si vota sulla giustizia". Sempre ieri Arianna Meloni, responsabile della segreteria di Fdi, aprendo la manifestazione conclusiva del partito per il sì al referendum al Palazzo dei Congressi di Roma, ha dichiarato: "La riforma della giustizia può fare la storia, gli italiani la aspettano da trent'anni" aggiungendo "è una fase complessa, non oso immaginare se non ci fosse Giorgia oggi alla guida di un momento così complesso". Intanto Matteo Salvini, intervenendo alla trasmissione di Rai Radio1 Un giorno da pecora, ha affermato: "Giorgia Meloni ospite di Fedez? Ha fatto benissimo ad andarci ma non l'ho vista. Fedez mi ha invitato ad andare al suo podcast, se avrò modo ci andrò in futuro".

La verità, che a

molti non piacerà, è che si è trattato di un'intervista che sarebbe potuta andare in onda su qualsiasi trasmissione televisiva. Giorgia Meloni ha scritto una nuova pagina nella storia della comunicazione politica italiana.

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