Alti livelli di colesterolo LDL, ovvero il ben noto colesterolo cattivo, possono produrre effetti negativi per lla salute dell’organismo. In particolare aumentando il rischio di sviluppare l’aterosclerosi, una problematica infiammatoria delle arterie caratterizzata dall’accumulo di placche di grasso al loro interno. Il risultato favorisce un indurimento delle arterie stesse che risultano più rigide, con la riduzione del flusso sanguigno. Questo può causare infarto, ictus, ischemia e problematiche cardiache.
Per ridurre questo rischio scende in campo l’avena, un alimento tipico della cucina povera ma genuina di un tempo e dall’alto potenziale benefico. Assumerla per 48 ore offre benefici a lungo termine per l’organismo, con un’evidente e rapida riduzione dei livelli di colesterolo pari al 10%. Uno studio condotto dallo staff dell'Università di Bonn in Germania ha analizzato gli effetti positivi dati dall’impiego calibrato dell’avena.
Colesterolo e avena, perché fa bene
Dall’alto potere nutritivo l’avena è un alimento sano, ricco di proteine, vitamine, minerali e in particolare fibre solubili. Le sue origini affondano nel passato più lontano, veniva coltivata già nel 3000 a.C., divenendo prima alimento per gli animali e successivamente cibo di sostentamento nei paesi più freddi: il ben noto e amato porridge. Finita un po’ nel dimenticatoio, l’avena ha recuperato posizioni negli ultimi decenni trasformandosi in un cibo sano e perfetto per le colazioni healthy. In particolare per chi soffre di diabete o della sindrome metabolica perché agevola un valido senso di sazietà, monitora i livelli glicemici e migliora la salute intestinale. Ed è proprio nell’intestino che l’interazione tra l’avena e microbiota intestinale permette la riduzione dei livelli di colesterolo LDL.
Cosa dice lo studio
Lo studio, pubblicato su Nature Communications, ha seguito due gruppi di persone con sindrome metabolica sottoposte a due interventi dietetici con controlli in parallelo, confrontando un'assunzione di avena ad alto dosaggio a breve termine e un'assunzione moderata di avena per sei settimane. Il primo gruppo ha seguito una dieta ipocalorica composta quasi esclusivamente dalla somministrazione di fiocchi d’avena, per tre pasti al giorno nell’arco di 48 ore. Con l’aggiunta moderata di frutta e verdura selezionata, ma senza condimenti. Il secondo gruppo ha seguito una dieta isocalorica per circa sei settimane, con una presenza moderata di avena. In entrambe le situazioni l’avena ha interagito positivamente con il microbiota intestinale e sui profili metabolici totali.
Nel primo gruppo la riduzione di colesterolo totale è risultata immediata e pari all’8%, mentre il colesterolo LDL è diminuito del 10%. Con effetti positivi sia sul peso che sulla pressione. Nel secondo gruppo la riduzione dei livelli di colesterolo è apparsa più lenta, senza un calo rapido come quello riscontrato nel primo gruppo ma costante e a lungo termine. A garantire questi effetti è il lavoro messo in atto dai batteri presenti nell’intestino, responsabili della scomposizione delle molecole di avena in favore della produzione di composti fenolici. Questi, una volta presenti nel circolo sanguigno, agiscono sul metabolismo lipidico favorendo l’eliminazione del colesterolo LDL. Inoltre le fibre solubili, beta-glucani, creano un gel nell’intestino che riduce l’assorbimento del colesterolo.
L'avena è un alimento che aiuta la salute dell’organismo, per assumerla nel modo migliore è importante chiedere supporto a un nutrizionista esperto. In modo da seguire una dieta adatta alla propria condizione fisica e medica, agevolando un risultato ottimale e duraturo.