Allergia: dai pollini ai farmaci, tutti i sintomi e come controllarli

Si stima che queste reazioni spropositate del sistema immunitario colpiscano circa 10milioni di individui. Ecco quali sono i sintomi con cui compaiono le allergie e come tenerli a bada

Allergia: dai pollini ai farmaci, tutti i sintomi e come controllarli

Si stima che in Italia ne siano affetti circa 10milioni di persone, ovvero più del 20% della popolazione. Con il termine allergia si indica una risposta esagerata ed abnorme del sistema immunitario esito del contatto, dell'inalazione e/o dell'esposizione a sostanze normalmente innocue, gli allergeni.

Più nello specifico una reazione allergica è una risposta immunitaria specifica mediata dalle immunoglobuline IgE prodotte dai mastociti. Due sono le fasi che caratterizzano l'allergia:

  • sensibilizzazione: dopo il primo contatto con l'allergene, i macrofagi inducono contro lo stesso la reazione dei linfociti che, dunque, producono IgE specifiche. Queste, una volta entrate in circolo, aderiscono alla membrana dei mastociti, ovvero cellule di difesa presenti nella pelle, nel naso, nei polmoni. Se l'allergene entra in contatto con l'organismo per la seconda volta, i mastociti sono in grado di individuarlo;
  • risposta allergica: si verifica con un successivo contatto con l'allergene. Le IgE localizzate sulla membrana dei mastociti liberano sostanze come l'istamina e provocano la reazione del sistema immunitario.

Gli allergeni sono davvero numerosi: pollini, acari della polvere, alimenti, lattice, muffe, farmaci. A questi si aggiungono, poi, i prodotti cosmetici e chimici per l'uso domestico, come saponi e detersivi. Ecco quali sono le tipologie di allergia più diffuse, ossia ai pollini, agli alimenti e ai farmaci.

Allergia ai pollini, un disturbo stagionale

Definita anche pollinosi, l'allergia ai pollini è un insieme di manifestazioni cliniche a carattere stagionale. La liberazione del polline, la cellula riproduttiva maschile, varia a seconda del clima e della specie. Essa, ad esempio, è massima nelle giornate calde e ventose e minima quando l'aria è particolarmente umida. I pollini si depositano sulle mucose delle vie respiratorie e scatenano immediatamente la risposta del sistema immunitario. Quest'ultimo, infatti, produce una serie di mediatori chimici pro-infiammatori con conseguente comparsa di una tipica sintomatologia:

  • lacrimazione;
  • prurito e arrossamento della congiuntiva;
  • fotofobia;
  • congestione nasale;
  • riduzione dell'olfatto;
  • prurito al naso e/o al palato;
  • abbondante secrezione di colore chiaro.

La rinite allergica può evolvere in asma che si manifesta con difficoltà respiratoria, senso di oppressione al torace, tosse secca e stizzosa. La terapia si basa sulla somministrazione di farmaci antistaminici, broncodilatatori, cortisonici. Tuttavia è possibile prevenire le crisi rispettando alcuni accorgimenti:

  • consultare i calendari della fioritura;
  • non passeggiare in giardini e prati dove l'erba è stata tagliata da poco;
  • tenere chiuse le finestre tra le 10 e le 16;
  • installare nei condizionatori filtri antipolline;
  • non stendere il bucato all'aperto.

Allergia agli alimenti, perché può essere pericolosa

L'allergia alimentare colpisce circa il 2-7% della popolazione adulta e il 6-13% dei bambini. Anche in questo caso, come per l'allergia ai pollini, il sistema immunitario riconosce come estraneo un determinato cibo e, di conseguenza, scatena una serie di reazioni avverse. La FAO (Food and Agricolture Organization), in collaborazione con la Commissione Europea, ha stilato una lista degli alimenti maggiormente allergenizzanti. Tra questi si ricordino: uova, arachidi, latte, grano, pesce, molluschi, soia, noci, fragole, banane, kiwi, melone, avocado, sedano e castagne.

I sintomi, che insorgono immediatamente o anche dopo un'ora dalla fine del pasto, variano in base alla localizzazione e all'intensità. Essi comprendono:

  • orticaria e/o eczema cutaneo;
  • prurito alla faringe e al cavo orale;
  • dolore addominale, diarrea, nausea e/o vomito;
  • vertigini, emicrania e/o svenimenti;
  • gonfiore delle labbra, del viso, della lingua;
  • asma, congestione nasale e/o difficoltà respiratorie.

La conseguenza più temibile dell'allergia alimentare è lo choc anafilattico, ovvero una sindrome clinica seria che può mettere a repentaglio la vita. Esso si manifesta con angioedema delle vie respiratorie superiori, broncospasmo, tachipnea, pallore, palpitazioni, caduta della pressione arteriosa e coma.

Allergia ai farmaci, un problema da non sottovalutare

L'allergia ai farmaci, come suggerisce il termine stesso, è una reazione avversa che avviene in seguito all'assunzione di un determinato medicinale. Quest'ultima, come sempre, è l'esito di una risposta eccessiva del sistema immunitario che individua la molecola come agente estraneo potenzialmente dannoso per l'organismo. Tutti i farmaci possono essere potenzialmente allergenizzanti, tuttavia alcuni si rivelano più pericolosi: antiaritmici, acido acetilsalicilico, antibiotici (penicilline, cefalosporine, sulfamidici, tetracicline), anticonvulsivanti, miorilassanti, antipsicotici, antipertensivi, mezzi di contrasto, antitubercolari e chemioterapici.

Esistono, poi, fattori di rischio in grado di influenzare la comparsa dell'allergia, fra cui l'età del paziente e le sue patologie pregresse. Anche la via di somministrazione è una componente da non sottovalutare. Quella orale e parenterale favorisce reazioni sistemiche. I sintomi possono essere lievi e, dunque, si risolvono interrompendo l'assunzione del medicinale, oppure possono essere gravi e condurre al temuto chock anafilattico. Manifestazioni tipiche includono:

  • ipotensione;
  • aritmia;
  • dispnea;
  • broncospasmo;
  • angioedema;
  • eritema;
  • orticaria;
  • vertigini;
  • convulsioni;
  • vomito;
  • nausea;
  • diarrea.
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