Cambio di stagione, gli effetti sul corpo e sulla mente

L'arrivo della primavera è un evento molto stressante per l'organismo, sia a livello fisico che psichico. Ecco come affrontare il cambio di stagione e mantenere alto il livello di benessere

Cambio di stagione, gli effetti sul corpo e sulla mente

Le giornate si allungano, il clima si fa mite, la natura ritorna a poetare la sua bellezza verdeggiante. Ogni anno si attende con trepidazione l'arrivo della primavera, da sempre stagione simbolo di rinascita e di speranza. Tuttavia, lungi da ciò che si potrebbe credere, il cambio di stagione è un evento molto stressante per l'organismo.

Non sono ancora chiari i motivi per cui il corpo reagisce in maniera brusca al passaggio stagionale. Secondo alcuni studi, le variazioni di temperatura, di umidità e di pressione influenzerebbero l'attività dei neurotrasmettitori, ovvero sostanze chimiche come la serotonina che garantiscono il benessere della sfera emotiva.

Inoltre, la maggiore esposizione alla luce implica una modificazione dei livelli di secrezione della melatonina, l'ormone che regola il ritmo sonno-veglia. Soprattutto chi non è abituato a uno stile di vita dinamico potrebbe accusare disturbi del sonno, quali difficoltà di addormentamento o frequenti risvegli notturni. L'innalzamento della temperatura, infine, si traduce in un rallentamento della funzione tiroidea. Dalla stanchezza alle allergie, sono numerose le problematiche che il cambio di stagione porta con sé.

Cambio di stagione e ripercussioni fisiche

"Aprile, dolce dormire". Così recita l'antico proverbio che sembra calzare a perfezione per il cambio di stagione. Infatti, l'avvento della primavera è spesso accompagnato da stanchezza e spossatezza. Questa condizione, che in termini medici viene definita "astenia" (dal greco "stenos" cioè "mancanza di forze"), colpisce circa due soggetti su dieci ed è correlata anche a un'altra manifestazione tipica del passaggio stagionale: l'insonnia.

Come già accennato, i livelli di secrezione di melatonina subiscono modifiche importanti. La sera si fa fatica ad addormentarsi. Di notte ci si risveglia frequentemente e al mattino non si ha la giusta carica per affrontare la giornata. Lo stress, che a sua volta scaturisce da una situazione del genere, provoca altri disturbi, tra i quali:

  • alterazioni del ciclo mestruale;
  • sbalzi della pressione arteriosa;
  • manifestazioni gastriche come iperacidità;
  • variazioni della temperatura corporea.

Cambio di stagione, come influisce sull'umore?

Prati rigogliosi, cieli tersi e umore in caduta libera. Questo è uno dei tanti paradossi del cambio di stagione. A influire sullo stesso, ancora una volta, sono le alterazioni dell'equilibrio ormonale. Ansia, irritabilità e depressione sono le conseguenze delle variazioni, anche importanti, di cortisolo e di serotonina. Il cortisolo, chiamato anche "ormone dello stress", viene prodotto dalle cellule surrenali in risposta all'ormone ipofisario ACTH. Livelli elevati si traducono in tachicardia, angoscia e nervosismo.

La serotonina, l'ormone del buonumore, è un neurotrasmettitore sintetizzato dal cervello a partire dall'amminoacido essenziale triptofano. Precursore della melatonina, essa regola i ritmi circadiani e sincronizza il ciclo sonno-veglia. Talvolta, negli individui maggiormente predisposti, l'arrivo della primavera scatena il cosiddetto "disturbo affettivo stagionale" o SAD (Seasonal Affective Disorder). Si tratta di un'alterazione psicofisica che provoca vari cambiamenti dell'umore e la cui fisiopatologia fu descritta per la prima volta nel 1984 da Norman E. Rosenthal del "National Insitute of Mental Health".

Cambio di stagione e allergie

Fra le conseguenze più fastidiose del cambio di stagione vi sono senza dubbio le pollinosi, ovvero le allergie legate all'esposizione ai pollini. Le particelle espulse dalle piante, librandosi nell'aria e sospinte dal vento, possono entrare in contatto con le mucose di occhi, naso e gola. Nei soggetti ipersensibili esse si irritano e si gonfiano come diretta conseguenza di una risposta eccessiva del sistema immunitario. Quest'ultimo, infatti, considera tali sostanze nemiche dell'organismo (allergeni) e rilascia istamina.

Sintomi tipici delle allergie di primavera, includono:

  • starnuti;
  • lacrimazione;
  • naso chiuso e rinorrea;
  • tosse secca;
  • riduzione del gusto e dell'olfatto;
  • prurito;
  • insonnia;
  • stanchezza;
  • mal di testa.

I rimedi per contrastare il cambio di stagione

La prevenzione dei disturbi legati al cambio di stagione passa soprattutto dalla tavola. Dopo il letargo invernale, caratterizzato dal rallentamento del metabolismo e dall'accumulo di grasso, la giusta alimentazione è in grado di dare una scossa all'organismo. Via libera, dunque, a frutta, verdura, cereali integrali, legumi, semi.

Tutti questi cibi, poiché ricchi di vitamine, minerali e sostanze antiossidanti, sono in grado di combattere i radicali liberi che si formano in seguito a un consumo eccessivo di zuccheri e di grassi. La stanchezza tipica dell'arrivo della primavera si può contrastare assumendo alimenti in cui la vitamina B1 abbonda, dunque: lenticchie, pistacchi, soia, crusca, semi di papavero, lievito di birra, germe di grano.

Non meno importante dell'alimentazione è l'attività fisica. Se praticata con costanza (almeno 40 minuti, 3-4 volte a settimana), essa è in grado di offrire benefici concreti. Oltre a tenere sotto controllo il peso, infatti, aumenta l'energia e induce il rilascio di endorfine, neurotrasmettitori le cui proprietà donano maggiore tranquillità e serenità.

Commenti