Quali sono i sintomi della patologia di Papa Francesco

Il Santo Padre è stato sottoposto a un intervento chirurgico per stenosi diverticolare sintomatica del colon, una conseguenza della diverticolite

Diverticolite, quali sono i sintomi e come si cura la malattia di Papa Francesco

Si è risolto positivamente l'intervento chirurgico programmato al colon a cui è stato sottoposto Papa Francesco nel pomeriggio di domenica 4 luglio. A condurre l'operazione, il professore Sergio Alfieri.

Il Santo Padre soffre di stenosi diverticolare sintomatica del colon, una conseguenza della diverticolite, ovvero l'infiammazione dei diverticoli dell'intestino che, specialmente negli anziani, si può tradurre in un restringimento del lume con conseguente ostacolo per il passaggio delle feci. I diverticoli, di natura congenita oppure acquisita, sono delle piccole sacche che si formano lungo le pareti del colon. Ecco perché si infiammano e quali sono i sintomi a cui è bene prestare attenzione.

Diverticolosi e diverticolite, le cause

La diverticolosi, ossia la presenza di diverticoli, è la terza patologia gastrointestinale più comune. Ad esserne colpita è soprattutto la popolazione anziana dei paesi occidentali. L'incidenza, infatti, aumenta con l'età e raggiunge un picco massimo nei soggetti con più di 80 anni. La diverticolosi spesso evolve nella diverticolite, l'infiammazione dei diverticoli che si verifica nel 10-25% dei casi. Frequenti sono le recidive, basti pensare che dopo il primo episodio e nonostante l'adeguata terapia, la flogosi può comparire nuovamente entro i primi 5 anni. Seppur l'incidenza della malattia negli individui con meno di 30 anni sia molto bassa (1-2%), essa è destinata a crescere a causa delle sempre più diffuse cattive abitudini alimentari e dello stile di vita sregolato.

Non è possibile conoscere anzitempo se e quando i diverticoli si infiammeranno. Esistono, tuttavia, alcuni fattori di rischio che predispongono all'avvento della diverticolosi:

  • scarsa assunzione di fibre;
  • consumo esagerato di cibi speziati;
  • sovrappeso e obesità;
  • fumo di sigaretta;
  • consumo eccessivo di alcolici;
  • abuso di farmaci antinfiammatori non steroidei;
  • familiarità.

I sintomi della diverticolite

Il sintomo tipico della diverticolite è il dolore addominale, inizialmente lieve e localizzato al fianco sinistro. Con il passare del tempo tende a diventare più intenso e a interessare tutto l'addome.

Altre manifestazioni includono: nausea, vomito, diarrea o costipazione, febbre con brividi, tachicardia, disturbi vescicali. Nessuno di questi segni clinici deve essere sottovalutato. Se un attacco di diverticolite non viene curato adeguatamente può dar luogo a una serie di gravi complicazioni. Tra queste si ricordino:

  • ascesso: è la conseguenza di una severa infezione del diverticolo, con formazione di una raccolta di pus. Se piccolo viene trattato con una terapia antibiotica, diversamente è indispensabile un drenaggio chirurgico;
  • fistola: questa comunicazione anomala tra due organi si forma in seguito ad un'infiammazione tra due parti dell'intestino, tra intestino e cute o tra intestino e vescica;
  • emorragia rettale: è l'esito della rottura di un piccolo vaso sanguigno presente all'interno di un diverticolo;
  • occlusione intestinale: si verifica in seguito ad un'infiammazione cronica a carico del colon.

Come trattare la diverticolite

La cura della diverticolite varia a seconda dell'intensità dei sintomi e delle condizioni generali del paziente. Inizialmente, è possibile somministrare allo stesso antibiotici e antispastici. Questo trattamento deve essere affiancato da una dieta liquida e/o semiliquida e dal riposo a letto. Trascorsi 2/3 giorni, in assenza di miglioramenti, è indispensabile ricorrere al ricovero, soprattutto se il malato è anziano o affetto da altre patologie, quali diabete, insufficienza renale e malattie del sangue. In ospedale la cura prevede antibiotici per via endovenosa, antidolorifici e reidratazione con liquidi per via parenterale.

Quando i farmaci non fanno effetto e in presenza di complicanze (occlusione intestinale, emorragia, perforazione del colon) si deve ricorrere alla chirurgia. L'intervento può essere programmato nei soggetti con attacchi di diverticolite ricorrenti oppure in caso di fistole o di subocclusione. Due sono le modalità dell'operazione:

  • colectomia: resezione del tratto malato di colon e successiva unione delle due estremità sane. Il ricovero ha una durata di almeno una decina di giorni;
  • colectomia con colostomia: attraverso un'apertura temporanea del colon sulla pelle, viene inserito un sacchetto per la raccolta delle feci. Trascorsi alcuni mesi e a guarigione avvenuta, la stomia sarà chiusa.
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