Gambe stanche e pesanti, come trattarle

Gambe stressate, difficoltà nei movimenti e senso di pesantezza, una condizione di disagio accentuata anche dal caldo. Ecco le cause e le soluzioni più utili

Gambe stanche e pesanti, come trattarle

Senso di pesantezza e di gonfiore, una doppia condizione di disagio in grado di aumentare con l'arrivo del caldo estivo. Una situazione molto comune che può colpire tutti, ma in percentuale maggiore le donne, non sempre condizionato dalle stagioni ma anche sinonimo di problematiche legate alla circolazione. Le cause possono essere tante e differenti, tra queste possiamo individuare l'aumento di peso, la predisposizione genetica e familiare ma anche l'utilizzo di farmaci.

Senza dimenticare uno stile di vita errato con abitudini alimentari sbagliate, passando per le problematiche legate all'età, alla scarsa attività fisica, alla stitichezza e a una serie di patologie di differente gravità. Le gambe gonfie sono condizionate da un'insufficienza venosa che le rende più stanche, sviluppando al contempo altre problematiche quali le vene varicose. È sempre buona usanza quella di rivolgersi al proprio medico, in particolare se la condizione non dovesse migliorare in breve tempo. Ma scopriamo insieme di cosa si tratta e come porvi rimedio, nei casi meno seri.

Gambe pesanti e stanche, le cause

Le cause posso risultare molteplici e produrre una pressante sensazione di pesantezza e stanchezza alle gambe, accompagnate spesso da dolore e tensione. Tra queste possiamo individuare:

  • predisposizione genetica e familiare;
  • eccessivo sforzo fisico oppure, al contrario, mancanza di movimento;
  • cattive abitudini quali tabagismo, abuso di alcolici;
  • alimentazione scorretta e sbilanciata;
  • problemi circolatori;
  • gravidanza;
  • aumento di peso;
  • uso di farmaci;
  • disturbo del sonno;
  • abbigliamento e scarpe troppo aderenti e scomode;
  • problemi di stitichezza e di età;
  • patologie varie quali diabete, ernia al disco, insufficienza renale, piede diabetico, tromboflebite, trombosi venosa profonda e vene varicose.

La sensazione è pari a una forte pressione alle gambe, spesso doloranti e affaticate con evidente difficoltà a mantenere la posizione eretta. A volte sono presenti formicolii, indolenzimento, crampi notturni combinati con l'impossibilità di tenerle ferme mentre si è sdraiati a letto. In alcuni casi con ristagno venoso e alterazione del sistema linfatico.

Rimedi e soluzioni valide

Per ridimensionare la problematica si possono mettere in atto una serie di soluzioni e rimedi naturali, tra questi possiamo individuare:

  • movimento, camminare e praticare attività fisica può ridurre la sensazione di disagio riattivando la circolazione;
  • calze elastiche, o elastocompressive, in grado di ridurre il ristagno venoso grazie a una compressione mirata;
  • evitare l'esposizione alle alte temperature;
  • bere tanta acqua per una buona idratazione;
  • alimentazione bilanciata con tanta frutta, verdura e fibre;
  • una maggiore assunzione di fragole, ribes, mirtilli, kiwi ed agrumi, ricchi di flavonoidi e di vitamina C;
  • ridurre o eliminare le cattive abitudini, calibrando anche l'impiego del sale e sostituendolo con erbe aromatiche e spezie;
  • evitare di rimanere seduti a lungo, senza incrociare le gambe;
  • scegliere abiti e scarpe comode, leggeri, limitando l'uso di indumenti troppo aderenti;
  • automassaggio dal basso verso l'alto, rinfrescando le gambe con acqua fredda o anche attraverso l'immersione in acqua con ghiaccio;
  • sollevare le gambe durante il sonno, grazie all'aiuto di un cuscino, oppure appoggiandole al muro per qualche minuto prima di dormire;
  • impacco all'aceto diluito in abbondante acqua, da realizzare con teli di cotone da immergere, strizzare e avvolgere intorno alla parte per quindici minuti;
  • impacco al tè verde, ottenuto dall'infusione delle foglie in acqua bollente per una notte, si filtra, si immergono le garze, si strizzano posizionandole sulla parte per una immediata sensazione di benessere.

Nei casi più severi e in presenza di patologie è importante non improvvisare, ma richiedere supporto al medico curante che potrà definire un quadro clinico preciso suggerendo la cura più adatta alla singola situazione.

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