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Una costante fatigue (stanchezza debilitante e persistente) che ti accompagna nelle tue attività quotidiane; un senso di smarrimento, di incertezza e di timore per lo stigma, ma anche una volontà forte di reagire e di non farsi abbattere. Questi alcuni dei temi contenuti nel monologo teatrale ‘Battiti’ lavoro conclusivo di ‘ITP on stage’, tratto dai vissuti delle persone con ITP che hanno partecipato all'iniziativa, presentato oggi in anteprima al Franco Parenti di Milano, un progetto di sensibilizzazione che ha utilizzato tecniche teatrali per esplorare il peso della malattia sulla vita delle persone con Trombocitopenia Immune (ITP).Nel progetto ITP on Stage, realizzato con il patrocinio di AIPIT – Associazione Italiana Porpora Immune Trombocitopenica - sono stati coinvolti clinici, pazienti e caregiver tra Milano e Napoli che hanno condiviso esperienze, difficoltà ed emozioni del vivere con questa rara patologia ematologica.L’ITP interessa 9.5 persone su 100.0001, è una rara malattia autoimmune che colpisce la produzione di piastrine ed è caratterizzata da fatigue, lividi e sanguinamento con un impatto significativo sulla qualità di vita.

Redazione web
ITP on stage: il teatro come inno alla vita contro la malattia

Uno dei video più seguiti delle suore della Congregazione delle Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, fondata dalla beata Madre Eugenia Ravasco e attiva in attività educative in diversi Paesi del mondo. Parlano di preghiera, accolgono intenzioni dei follower e condividono frammenti della loro vita quotidiana, mostrando con semplicità e autenticità la loro fede. I loro video divertenti le hanno fatte diventare delle vere e proprie star dei social

Roberta Damiata
Le suore star dei social

Condannato in primo grado, l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy è stato recluso nel carcere della Santé. Un epilogo sorprendente per il politico che voleva “desessantottizzare” la Francia, simbolo di una destra moderna e vincente, ma con ancora la puzza sotto al naso verso "les Italiens"

Francesco Maria Del Vigo
“Io non sono contento, ma…”. Sarkozy e la superbia francese

Ogni tanto, nel nostro Paese, riaffiora un "giudice a Berlino". Questa volta lo si è intravisto nella pronuncia del Tribunale del Riesame di Milano che ha demolito l’impianto accusatorio costruito dalla procura milanese. Un impianto che, sulla base di intercettazioni parziali ha tenuto agli arresti domiciliari, o addirittura in carcere, i protagonisti di quello che era stato definito un "sistema corrotto" dietro lo skyline del capoluogo lombardo. Solo una voce si è levata a difesa del percorso intrapreso da Milano: quella di Roberto Vecchioni.

Giovanni Toti
Il professore, i giudici e il garantismo inatteso
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