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(LaPresse) Jacques e Jessica Moretti, proprietari del disco bar 'Le Constellation' di Crans-Montana, in Svizzera, dove a Capodanno sono morte 40 persone, negli uffici della procura di Sion per essere interrogati. La coppia, indagata per omicidio, lesioni e incendio colposo, è arrivata scortata dalla polizia e senza rilasciare dichiarazioni.

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Crans-Montana, Jacques e Jessica Moretti in Tribunale a Sion per l'interrogatorio

(LaPresse) “Io non appartengo a Hamas, questo lo dico ufficialmente, non faccio parte di Hamas però faccio parte del popolo palestinese, rispetto ogni fazione palestinese che rispetta i diritti del popolo palestinese, che lotta per strappare questi diritti per l’autodeterminazione". Diceva così nell'agosto scorso Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione Palestinesi d’Italia, tra i nove arrestati oggi con l'accusa di aver finanziato il movimento estremista responsabile dell'attacco del 7 ottobre. "Hamas fa parte del popolo palestinese, Hamas come movimento ha avuto più del 70% dei voti del popolo palestinese in Cisgiordania e nella striscia di Gaza, per cui Hamas è il legittimo rappresentante del popolo palestinese”, diceva ancora Hannoun, parlando a LaPresse a margine della carovana per la Palestina organizzata a Milano, dopo essere stato inserito nella blacklist del Dipartimento del Tesoro statunitense con l’accusa di essere un finanziatore del terrorismo e di promuovere manifestazioni contro Israele. “Io sono simpatizzante di Hamas come sono simpatizzante di ogni fazione che lotta per i miei diritti”, ha proseguito. "Per cui questa frottola, questa accusa di far parte di Hamas, di essere un leader di Hamas è una bugia, una bufala. Io non faccio parte di Hamas, io non sono leader di Hamas, io sono un palestinese, io mi impegno, mi sono impegnato da decenni nella lotta per i diritti del popolo palestinese”, ha concluso.

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Quando Hannoun diceva: "Non faccio parte di Hamas, ma simpatizzo per loro"

(La Presse) “Sono stato più di un’ora a parlare dei reati commessi Alfonso Signorini, secondo me nel giro di 5 giorni gli busseranno a casa e quando gli faranno la perquisizione gli troveranno materiale allucinante. Se prendono il cellulare a Signorini trovano Sodoma e Gomorra”. Così Fabrizio Corona dopo essere stato ascoltato per oltre un’ora dai pm di Milano nell’ambito della denuncia di Alfonso Signorini per revenge porn. “Ho fatto i nomi oggi. Ho la mail aperta e abbiamo un sacco di segnalazioni” che sono state messe “anche a verbale. Per tre minuti ho parlato del revenge porn e un’ora di Alfonso Signorini, di tutti i giri di Signorini e di tutte le sue amicizie. Ho raccolto più di 100 testimonianze”. Secondo Corona “due denunce devono essere depositate entrambe entro questa settimana. Antonio Medugno la farà domani”.

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Fabrizio Corona: "100 testimonianze contro Signorini e pronte due denunce"

Fabrizio Corona all'arrivo in procura a Milano per essere interrogato rispetto all'accusa di revenge porn dopo la querela del giornalista e conduttore tv Alfonso Signorini. L'ex re dei paparazzi è stato denunciato dopo la pubblicazione di foto intime e chat di Signorini, nella puntata di Falsissimo su YouTube.

Manuela Messina
Fabrizio Corona all’arrivo in tribunale a Milano

(LaPresse) “Abbiamo fatto un concordato, a volte bisogna cedere delle cose per andare avanti. Sono contento si sia chiusa oggi senza ulteriori anni di vita buttati e anche per un bene superiore che è quello della minore. La guerra fa male a tutti. È andata bene, abbiamo fatto un concordato per un bene superiore, oggi è una buona giornata. Chi vuole speculare speculi, ma intanto tutti i soggetti coinvolti possono andare avanti senza conflitti, la guerra porta guerra e io non voglio conflitti”. Così Leonardo Caffo al termine della sentenza d’Appello del tribunale di Milano che ha condannato il filosofo a 2 anni di reclusione per maltrattamenti, con sospensione condizionale, accettando il concordato tra le parti.

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Caso Caffo, il filosofo: "A volte bisogna cedere cose per andare avanti"

(LaPresse) - "Oggi verrà messo il suggello su perizie che peraltro sono state depositate e lette. Non sappiamo se il giudice concederà ai periti e ai consulenti di illustrare le proprie conclusioni, potrebbe anche evitarlo perché la documentazione ci è stata data per tempo. Il suggello su un dato probatorio già compiuto". Lo ha detto Libero Cataliotti, avvocato difensore di Andrea Sempio, prima di entrare in tribunale a Pavia per l'incidente probatorio sul delitto di Garlasco, quando, il 13 agosto 2007, fu uccisa Chiara Poggi. "La nostra linea è che pur avendo la dottoressa Albani fatto il possibile e lavorato egregiamente - ha affermato - c'è un vulnus di partenza cioè il fatto che il dato non è stato replicato con uguale risultato e questo rende la comparazione e cioè l'uso di quei reperti per identificare quantomeno la linea genitoriale rende il risultato giuridicamente inutilizzabile".

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Delitto Garlasco, legale Sempio: "Per noi Dna giuridicamente inutilizzabile"

(LaPresse) "Vuole manifestare il rispetto per l'autorità giudiziaria e credo che sia l'atteggiamento giusto da tenere, rispetto e interesse. Non entro nel merito, dobbiamo entrare e ogni parte deve fare il proprio dovere. Alberto anche all'uscita non rilascerà dichiarazioni, ci teneva a esserci". Così l'avvocato Antonio De Rensis che arriva a Pavia per l'incidente probatorio sul delitto di Garlasco insieme al suo assistito Alberto Stasi, condannato a 16 anni di carcere per la morte di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007.

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Delitto Garlasco, legale Stasi: "Ci teneva a esserci"

Il tribunale fa slittare ancora la sentenza sui bambini di Palmoli, come se contassero solo le carte: qui c'è in ballo il Natale di esseri umani in carne e ossa che stanno vivendo un trauma

Luca Fazzo
Il Natale nel bosco
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