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"L'obiettivo è di chiudere il ciclo e fare in modo che non ci siano più viaggi della disperazione che trasportano rifiuti in altre parti d'Italia e all'estero, quindi che ci sia una capacità di fare riciclo e di avere target ambiziosi. È un piano rifiuti ambizioso che risolve alcune criticità che abbiamo ereditato, che prendiamo di petto e affrontiamo, senza polemica. È stato un peso importante che avevamo sulle spalle e sul quale dovevamo lavorare con serietà". Queste le parole del Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, a margine della presentazione del nuovo Piano di Gestione dei rifiuti della Regione Lazio. (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Rocca (Lazio) su gestione rifiuti: Anni precedenti ci sono state criticità, nuovo piano le risolve

Un cioccolatino può uccidere. E a volte lo fa due volte, a distanza di cinquant’anni. Nel 1937, a Genova, una bambina di 12 anni muore dopo aver mangiato un cioccolatino alla stricnina. Quel dolce non era destinato a lei, ma a sua madre, Maria Maddalena Berruti. Due giovani, in cerca di denaro, avevano progettato di avvelenare la donna. Lei non lo mangia. Lo porta a casa. E lo offre alla figlia. La bambina muore tra convulsioni violente, soffocata dal veleno. Cinquant’anni dopo, nel 1987, la storia si riapre. Maria Maddalena Berruti ha 82 anni. Vive sola. Viene trovata morta nel suo appartamento. Nessuna effrazione. Nessun furto. Solo un cordino stretto attorno al collo. Un omicidio inspiegabile. L’assassino entra senza forzare la porta. Usa un oggetto trovato in casa. Sposta il corpo. E lascia dietro di sé qualcosa di ancora più enigmatico: macchie di vernice verde sui muri, sui mobili, persino su un mazzo di chiavi. Una firma? Un messaggio? Le piste non portano a nulla. Non è una rapina. Non è un gesto impulsivo. È un delitto che sembra nascere da lontano. Nel 2013, Don Gallo racconta di aver raccolto la confessione dell’assassino. Ma il nome resta coperto dal segreto confessionale. Due omicidi. Una madre e una figlia. Lo stesso filo oscuro che attraversa mezzo secolo. È adesso online l’analisi investigativa del docente dell’Università degli Studi di Milano e dell’Insubria Alessandro Politi.

Alessandro Politi
Il cioccolatino che uccise due volte

Continuità del comando, ma evoluzione del sistema. L’operazione antimafia di ieri a Brancaccio e Sperone, a Palermo, lo conferma: tra i 32 fermati a seguito delle indagini del Nucleo investigativo dei carabinieri, della Squadra mobile e della Sisco, coordinate dalla Dda di Palermo, c’è Nino Sacco, boss storico del mandamento, scarcerato nel maggio del 2024 e tornato subito a comandare

Valentina Raffa
Il blitz antimafia di carabinieri e polizia a Palermo

A San Babila gli antagonisti hanno effettuato un fitto lancio di bottiglie, bombe carta e fumogeni contro le forze dell’ordine, che hanno risposto con lacrimogeni e idranti, bloccando l’avanzata. Sono principalmente esponenti dei centri sociali Lambretta e Zam..

Francesca Galici
Milano, gli antagonisti verso piazza Duomo: azionati gli idranti

I Carabinieri di Napoli hanno diffuso un video che ricostruisce in tre dimensioni gli scavi realizzati dalla banda che il 16 aprile ha messo a segno la rapina alla filiale del Credit Agricole di piazza Medaglie d’Oro. Secondo quanto emerso, i malviventi avrebbero operato nel sottosuolo, lavorando sotto il caveau dell’istituto di credito. Dopo il colpo, sono riusciti a far perdere le proprie tracce rifugiandosi nella rete fognaria, dove i militari hanno poi rinvenuto un generatore elettrico e diversi attrezzi utilizzati durante l’azione. La ricostruzione tridimensionale è stata realizzata con il supporto del geologo Gianluca Minin.

LaPresse
Rapina in banca a Napoli, la ricostruzione in 3D del tunnel sotto il caveau
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