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Tra le persone arrestate dai Carabinieri questa mattina, su mandato della Dda di Roma, c'è anche Raffaele Pernasetti, Er Palletta della Banda della Magliana classe 1950. Secondo quanto emerge dall'ordinanza emessa dal gip della Capitale, il 75enne si occupava del narcotraffico procurando per l'organizzazione criminale la droga e in particolare hashish e cocaina. Dalle carte dell'indagine emerge che l'ex Magliana aveva legami con gruppo di narcotrafficanti di San Basilio guidato da Rosario Morando, ritenuto dagli inquirenti esponente della famiglia di 'ndrangheta di Platì. Chi indaga ha accertato che Pernasetti frequentava quasi quotidianamente un ristorante di Testaccio scoprendo i vertici dell'organizzazione che operava nel quartiere del Trullo, area sud di Roma. Secondo gli inquirenti a capo della struttura c'era il quarantenne Manuel Severa. Il gip scrive che l'indagato "gestiva la compravendita della droga mentre Pernasetti aveva il ruolo di intermediario per l'acquisto e il rifornimento, svolgendo la funzione di broker e sfruttando la sua vasta rete di conoscenza nel settore del narcotraffico, in cui godeva della fiducia e rispetto, conquistati nel corso degli anni". Nell'ordinanza viene ricostruito il curriculum criminale di Er Palletta che negli anni '70 si unì alle batterie di rapinatori legate al boss Enrico De Pedis, detto Renatino, di cui divenne l'uomo di fiducia. Il gruppo operava nel quartieri di Trastevere, Testaccio, Torpignattara e Centocelle. Dal punto di vista giudiziario, nel 1998, dopo le dichiarazioni del pentito Maurizio Abbatino, nel processo di secondo grado contro la "Banda", la Prima Corte D'Assise di Appello di Roma ha condannato Pernasetti all'ergastolo: sospettato di sette omicidi, viene riportato nell'ordinanza, venne poi condannato in primo grado a quattro ergastoli; per tre di questi assolto in Appello.

Redazione web
Torna in carcere 'Er Palletta' della Magliana, era l'uomo di fiducia di De Pedis

"Lui era qui tranquillo, con suo figlio e la sua compagna. Neanche avesse cercato la sfida ma per aver detto 'non lanciate le bottiglie' è stato preso d'assalto da questi animali": queste le parole di Matteo Bruzzi, parente di Giacomo Bongiorni

Ansa
Morto per aver chiesto di non lanciare bottiglie, un parente: "Non sono persone da tenere nella nostra civiltà"

Attorno ad Hannoun ci sono imam radicalizzati e personaggi vicini ad Hamas al punto da venire ritratti all'interno dei tunnel. Durante il referendum avevamo raccontato che gli islamici invitavano a votare no perché così i giudici li avrebbero aiutati nelle sentenze che a loro interessano. Ecco la prima prova: l'annullamento dell'arresto di Hannoun

Tommaso Cerno
Dopo il no al referendum, ecco la prima prova dell'alleanza islamici-giudici: l'annullamento dell'arresto di Hannoun

Era già stato perquisito nell'ambito di un'indagine condotta a Brescia nei confronti di persone tutte sospettate di appartenere a gruppi virtuali di estrema destra con posizioni radicali neonaziste, suprematiste, xenofobe e antisemite il ragazzo arrestato in Umbria per disposizione del gip dei minori di L'Aquila con l'accusa di avere progettato una strage a scuola.

Ansa
Progettava una strage a scuola, 17enne in manette - VIDEO
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