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delitto

Un'impronta insanguinata di un piede scalzo e tracce di sangue sul muro dell'ingresso della palazzina di via Montiglio 35, nel quartiere romano di Casalotti. Sono i segni che, secondo i primi accertamenti, sarebbero riconducibili al figlio maggiore, unico sopravvissuto alla strage avvenuta ieri, nella quale una persona, al momento ricercata, ha ucciso a colpi di mannaia il padre, la madre e la sorellina più piccola. Tracce che sembrano raccontare il disperato tentativo del ragazzo di mettersi in salvo dalla furia omicida. Il giovane è ricoverato in prognosi riservata al Policlinico Agostino Gemelli.

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Le impronte del figlio sopravvissuto a Roma sulla scena del crimine

Un ragazzo di 20 anni di origine egiziana, Hamza Salama, è morto, colpito forse a sprangate o bastonate, nella tarda serata di ieri in mezzo alla strada, nella zona di san Bernardino, un quartiere di Crema. È poi morto in ospedale. Anche il sospettato è un giovane che ha 17 anni e già conosceva la vittima. Nei suoi confronti al momento non sarebbero stati presi provvedimenti, ma è già stato rintracciato dai carabinieri. Secondo i primi accertamenti degli investigatori, si sarebbe trattato di un regolamento di conti e non di un delitto innescato da una lite improvvisa. Non risulta sia stata trovata finora l'arma utilizzata per l'aggressione che l'assassino avrebbe buttato via durante la fuga. La procura dei minorenni di Brescia è stata informata degli sviluppi delle indagini. (Servizio Di Filippo Venezia)

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L'aggressione di un 20enne a Crema: i rilievi sul luogo del delitto. Guarda il video
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