
Siamo il cibo che mangiamo? Lo chef Davide Oldani all'evento del Giornale
Durante l’incontro "La Terra non è Gratis", organizzato dal Giornale a Palazzo Mezzanotte a Milano, lo chef Davide Oldani ha raccontato a Marco Lombardo la sua visione del cibo come elemento culturale accessibile a tutti. "All’inizio, a San Pietro all’Olmo, erano diffidenti, pensavano che un ristorante stellato non fosse per loro. Ma la cucina è per tutti: diffidate da chi dice di capirne più di voi". Con il suo ristorante D’O e la scuola alberghiera “Olmo di Cornaredo”, Oldani ha creato un vero e proprio “villaggio del cibo”, dove qualità, stagionalità e attenzione ai dettagli si fondono con l’idea di una cucina etica e sostenibile. "Non sono un imprenditore, ma un artigiano intraprendente", ha spiegato. Tra i suoi riferimenti Gualtiero Marchesi: "Ci ha insegnato che la cucina si può spiegare a tutti. Oggi la comunicazione è fondamentale, ma serve consapevolezza anche sul fronte degli sprechi e delle scelte alimentari". Sul cibo del futuro resta aperto, ma prudente: "Cavallette? Non sono pronto. Il palato ha bisogno di tempo, come la cultura".
Quale sarà il cibo del futuro? Il dibattito all'evento del Giornale
Quale sarà il cibo del futuro? In un dibattito promosso dal Giornale si discuterà su come si baserà la nostra alimentazione: la sfida è prendere consapevolezza che la sensibilità umana sta cambiando, ma senza imposizioni dettate dall'alto.
Galoupet, Mediterraneo in rosa
La tenuta provenzale da qualche anno appartenente al gruppo LVMH si propone di realizzare il migliore rosato possibile in un territorio ricco di biodiversità che va rispettato e protetto. Il G de Galoupet 2024 è un assemblaggio di Grenache, Cinsault, Rolle, Syrah e Tibouren esuberante ed espressivo, che si presta a moltissimi abbinamenti gastronomici

























