Furto nella villa di Valentino, il vigilante era il basista: cos'è successo

Svolta nelle indagini sul tentato furto nella villa di Valentino Garavani a Roma: a orchestrare il colpo sarebbe stato proprio il vigilante incaricato della sicurezza

Valentino Garavani
Valentino Garavani
00:00 00:00

Una tentata rapina, una scena da film e una verità che sorprende: il furto nella villa romana di Valentino Garavani, avvenuto il 7 luglio scorso, si arricchisce di un colpo di scena clamoroso. Le indagini della Squadra Mobile di Roma hanno portato a identificare i due ladri che si erano introdotti nella proprietà dello stilista sull’Appia Antica e, soprattutto, a smascherare il presunto basista: sarebbe stato proprio il vigilante in servizio quella sera a facilitare l’ingresso dei malviventi.

Il furto mancato e la messinscena dello sparo

Quel pomeriggio, due uomini, uno dei quali identificato come un italiano classe 1991, riconoscibile per un occhio di vetro, si erano introdotti nel giardino della lussuosa residenza, passando attraverso un varco nella recinzione. L’obiettivo sembrava chiaro: mettere le mani su un bottino milionario, approfittando, secondo i piani, dell’assenza del proprietario.

Ma qualcosa è andato storto. Secondo la ricostruzione della polizia, Valentino era in casa, insieme ad alcuni collaboratori, e il vigilante, colto alla sprovvista, avrebbe simulato una reazione eroica per allontanare i complici. È stato infatti ripreso dalle telecamere mentre estraeva la pistola e sparava in aria alcuni colpi, facendo fuggire i due uomini a bordo di una Fiat Panda, la stessa con cui erano arrivati poco prima delle 19.00.

Un gesto che inizialmente era apparso come una pronta risposta alla minaccia, ma che le indagini hanno progressivamente smontato, evidenziando diverse incongruenze tra il racconto ufficiale e i dati raccolti.

Il sospetto ruolo del vigilante

L’ipotesi oggi più accreditata è che il colpo fosse pianificato da tempo, con il supporto interno del vigilante incaricato della sicurezza della villa. La sua funzione sarebbe stata quella di garantire l’accesso ai ladri, probabilmente in un momento in cui Valentino sarebbe dovuto essere solo o assente.

L’imprevisto, forse un cambio di programma improvviso dello stilista, avrebbe mandato all’aria i piani, lasciando il vigilante senza alternative. Per non compromettere la sua posizione, avrebbe quindi inscenato la “difesa”, sparando colpi in aria per fingere un intervento e salvare le apparenze.

Il vigilante, nel frattempo, si è autosospeso dall’incarico, ma resta al centro delle indagini. Le prove raccolte, spiegano fonti investigative, potrebbero portare presto a sviluppi decisivi, anche se non sono ancora stati emessi provvedimenti di fermo o arresto. È ancora in corso anche l’identificazione del secondo ladro.

Un’estate di furti nelle ville vip della Capitale

Il tentato furto nella villa di Valentino si inserisce in una lunga scia di episodi che hanno colpito il quadrante nord di Roma durante l’estate. In particolare, la zona della Camilluccia è stata teatro di numerosi colpi, alcuni dei quali ancora senza colpevoli.

Tra questi, si contano i furti nelle residenze di Villa Claudia, nella casa dell’avvocato Filippo De Jorio, ma anche nella villa dello showman Fiorello, episodio tuttora insoluto. E ancora, il caso della casa di Massimo Ferrero, dove si sospetta l’azione di una banda tutta al femminile, e quello della vedova di Domenico Modugno, Franca Gandolfi, seppur al momento considerato non collegato.

Le indagini proseguono su più fronti, ma l’episodio che ha coinvolto Valentino rimane

emblematico di un modus operandi studiato, che sfrutta complicità interne e conoscenze logistiche, con l’obiettivo di colpire ville abitate da personaggi famosi e, quindi, potenzialmente ricche di oggetti di valore.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica