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Mfe, Pier Silvio Berlusconi: pubblicità in ripresa da marzo nonostante l’incertezza della guerra

Nonostante le tensioni internazionali e l’incertezza legata alla guerra, la raccolta pubblicitaria di Mfe-MediaForEurope tiene e da marzo registra un netto aumento. Il gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi si prepara inoltre a chiudere il bilancio con un utile più che raddoppiato

Mfe, Pier Silvio Berlusconi: pubblicità in ripresa da marzo nonostante l’incertezza della guerra

Durante un incontro con la stampa negli studi di Cologno Monzese, Pier Silvio Berlusconi ha fatto il punto sull’andamento del mercato pubblicitario e sui risultati del gruppo Mfe-MediaForEurope, sottolineando come il contesto internazionale resti complesso ma con segnali incoraggianti.

L’impatto della guerra su economia e pubblicità

Nel suo intervento, l’amministratore delegato e presidente del gruppo ha ricordato come l’instabilità geopolitica continui a influenzare il settore dei media. “Passa il tempo e succedono cose, dall’ultima volta che ci siamo visti ahimè è scoppiata un’altra guerra. Una cosa terribile per il mondo, ma che ha anche un impatto inevitabile sull’economia e sui media che vivono di pubblicità. Non possiamo mai stare tranquilli”, ha spiegato. Secondo Berlusconi, la pubblicità rimane infatti uno dei comparti più sensibili alle tensioni economiche e internazionali. Nonostante questo, al momento il gruppo non registra segnali di particolare allarme. “Ad oggi tolte le reazioni di borsa prevedibili, non abbiamo grandi warning dal punto di vista pubblicitario. Nei primi tre mesi del mercato c’è stata una raccolta molto faticosa in Italia, Germania e Spagna, ma già a marzo ci sono segnali positivi con una graduale ripresa”. Una ripresa che resta comunque condizionata da un grande elemento di incertezza. “Tutto questo con un punto interrogativo gigantesco che riguarda la guerra, che speriamo si risolva il prima possibile per tanti motivi”, ha aggiunto.

Utile più che raddoppiato rispetto all’anno scorso

Nel corso dell’incontro Berlusconi ha anticipato anche alcune indicazioni sui conti del gruppo, che verranno ufficializzati con la chiusura del bilancio prevista per il 15 aprile. Il risultato più significativo riguarda l’utile. “Chiuderemo il bilancio il 15 di aprile e possiamo dire che l’utile, considerato tutto, è più che raddoppiato rispetto a quello dell’anno scorso che era stato di 138 milioni di euro”, ha spiegato. Sul fronte dei ricavi, invece, la situazione resta più legata all’andamento generale del mercato. “Per quanto riguarda i ricavi c’è il mercato che detta la linea, ad oggi non possiamo dire granché, mentre sul fronte dei costi abbiamo già superato l’obiettivo di tutto il 2026. Siamo ben soddisfatti”. Berlusconi ha inoltre ricordato come il 2025 fosse già stato un anno molto positivo per il gruppo. Proprio per questo il risultato atteso per il nuovo bilancio rappresenta un esito superiore alle previsioni iniziali. “Sapevamo che il 2025 è stato un anno straordinario, ma se mi avessero detto questo risultato a inizio anno non ci avrei creduto, chiudiamo il bilancio il 15 aprile e non posso dire di più”, ha spiegato. L’amministratore delegato ha infine sottolineato che il dato finale tiene conto di tutte le componenti economiche del gruppo: “L’ultima linea è quella che conta di più e mi fa comunque piacere potervi dire che considerando tutto, cioè il risultato gestionale, tutte le valutazioni e svalutazioni e tutte le voci one off, il gruppo ottiene un utile più che raddoppiato”.

La trasformazione di Mfe in media company

All’inizio di marzo il gruppo aveva annunciato una riorganizzazione profonda della propria struttura. Mfe-MediaForEurope aveva infatti deciso di superare il modello di semplice holding finanziaria per trasformarsi in una vera media company operativa. In questa nuova configurazione Pier Silvio Berlusconi aveva assunto anche la carica di presidente oltre a quella di amministratore delegato, mentre lo storico numero uno del gruppo Fedele Confalonieri era diventato presidente non esecutivo. L’obiettivo della riorganizzazione era rendere la struttura più integrata a livello internazionale, passando da un modello verticale a uno più orizzontale capace di coordinare direttamente tutte le società del gruppo nei diversi Paesi. Dal riassetto organizzativo era atteso anche un beneficio economico stimato in circa 300 milioni di euro sul budget 2026, frutto delle razionalizzazioni avviate nel corso del 2025. La nuova struttura aveva previsto una redistribuzione delle responsabilità manageriali: Marco Giordani aveva mantenuto la supervisione finanziaria e lo sviluppo internazionale del business, mentre Simone Sole era stato nominato chief financial officer. Pasquale Straziota aveva assunto il ruolo di general counsel con il coordinamento delle attività legali del gruppo. Tra le altre nomine, Stefano Sala era stato confermato alla guida della raccolta pubblicitaria globale attraverso Mfe Advertising, Niccolò Querci aveva assunto la responsabilità di organizzazione, risorse umane e operations, mentre Gina Nieri e Mauro Crippa erano stati incaricati rispettivamente degli affari istituzionali e della comunicazione corporate.

Innovazione digitale e intelligenza artificiale

Il nuovo assetto prevedeva anche la creazione di strutture dedicate allo sviluppo tecnologico e digitale. Una delle prime aree di lavoro riguardava l’innovazione legata alle piattaforme digitali e all’intelligenza artificiale, con il coinvolgimento delle competenze già presenti nella sede tedesca di ProSiebenSat1. La direzione dedicata alla strategia digitale era stata affidata a Dirk Voigtlanger con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento del gruppo in un mercato sempre più competitivo. Parallelamente, nel marketing strategico Federico Di Chio era stato nominato Data and Media Currency Director per analizzare e misurare i dati relativi alle performance editoriali e commerciali su televisione e piattaforme digitali. Secondo Berlusconi, la nuova organizzazione avrebbe consentito al gruppo di diventare più efficiente e coordinato su scala internazionale.

Il controllo di ProSiebenSat1

La riorganizzazione si inseriva inoltre in una strategia di espansione europea. Nel settembre 2025 l’autorità finanziaria tedesca Bafin aveva certificato che Mfe aveva raggiunto il 75,61% del capitale del broadcaster tedesco ProSiebenSat1 e il 75,67% dei diritti di voto. Per arrivare a questa quota il gruppo aveva investito complessivamente circa 755 milioni di euro, tra liquidità e azioni, valutando l’intero broadcaster circa 1,8 miliardi di euro.

Il superamento della soglia del 75% aveva garantito a Mfe una posizione di controllo dominante, permettendo al gruppo di indirizzare la governance della società attraverso la nomina del consiglio di sorveglianza e, di conseguenza, del management operativo.

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