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Chi sono le gemelle Cappa: il legame con Chiara Poggi e cosa fanno oggi

Convocate come testimoni nella nuova indagine su Sempio, tornano sotto i riflettori del caso Garlasco le cugine di Chiara Poggi: ecco chi sono, il loro legame con la giovane e cosa fanno oggi

Chi sono le gemelle Cappa: il legame con Chiara Poggi e cosa fanno oggi

Ha suscitato molto clamore la notizia che le gemelle Cappa, Paola e Stefania, torneranno a essere ascoltate nell’ambito dell’inchiesta sul delitto di Garlasco. Le due, insieme a Marco Poggi, sono state convocate come persone informate sui fatti e saranno sentite mentre l’indagine si avvia verso le fasi conclusive. Le due, note come “Gemelle K”, sono le cugine di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella sua abitazione di Garlasco. Figlie di Mariarosa Poggi, sorella del padre della vittima Giuseppe Poggi, sono quindi parenti di primo grado della giovane. All’epoca dei fatti avevano 23 anni e vivevano nello stesso contesto della famiglia Poggi. Nei giorni immediatamente successivi all’omicidio, il loro nome iniziò a circolare con insistenza sui media, pur non essendo mai state indagate. Fin dall’inizio sono state considerate persone informate sui fatti, senza mai risultare coinvolte sul piano giudiziario.

Il rapporto con Chiara Poggi

I rapporti tra le gemelle Cappa e Chiara Poggi non risultavano particolarmente stretti negli anni precedenti al delitto, anche a causa di una certa distanza tra i due rami familiari. Tuttavia, secondo quanto emerso dalle testimonianze, nei mesi immediatamente precedenti alla tragedia i rapporti si erano fatti più intensi. In particolare, Stefania frequentava più spesso la casa dei Poggi e aveva riallacciato un contatto più diretto con la cugina. In una dichiarazione resa agli inquirenti, aveva affermato: “Premetto che io e mia cugina avevamo un ottimo rapporto. Nell’ultimo mese addirittura ci vedevamo quasi tutti i giorni”. Questa ricostruzione è stata oggetto di attenzione nel tempo, anche perché altri elementi emersi nel corso delle indagini hanno restituito un quadro più sfumato dei rapporti tra le due famiglie.

Il fotomontaggio e l’esposizione mediatica

Uno degli episodi che contribuì a rendere note le gemelle fu la divulgazione di un fotomontaggio che le ritraeva insieme a Chiara Poggi. L’immagine, che non corrispondeva a uno scatto reale, venne collocata davanti alla casa della vittima, tra i fiori e i messaggi lasciati in suo ricordo. Accanto alla fotografia era presente una dedica delle due cugine: “Ciao Chiara, sei il nostro cuore”. Il gesto suscitò reazioni contrastanti e fu ampiamente ripreso dai media, contribuendo ad alimentare l’attenzione sulle due sorelle. In quel periodo le gemelle rilasciarono anche alcune interviste, nelle quali difesero le proprie intenzioni, sostenendo: “Solo infamie, fango. Ci hanno frainteso”.

Gli elementi emersi nel tempo

Nel corso delle indagini, soprattutto il nome di Stefania Cappa è stato più volte citato in relazione a testimonianze poi ritenute non attendibili o successivamente ritrattate. Tra queste, quella di un operaio, Marco Muschitta, che dichiarò inizialmente di aver visto una ragazza in bicicletta allontanarsi dalla zona del delitto con un oggetto metallico in mano, indicando il nome di Stefania. La testimonianza venne però ritrattata e non fu considerata attendibile. Anni dopo, un cosiddetto “supertestimone” ha riferito di aver visto una donna gettare un oggetto simile a un attizzatoio in un corso d’acqua. Anche queste dichiarazioni sono state oggetto di verifiche, senza portare a sviluppi concreti. Stefania Cappa ha sempre sostenuto di trovarsi a casa la mattina del 13 agosto 2007, fornendo una ricostruzione dettagliata delle sue attività: “Dalle ore 7 alle 9.20 ho studiato diritto penale… dalle 9.30 alle 10.15 sono stata al telefono con una mia amica… ho ripreso a studiare fino alle 11.30”.

L’episodio dell’intercettazione in caserma

Tra gli elementi emersi negli anni c’è anche un’intercettazione ambientale registrata pochi giorni dopo il delitto, all’interno di una caserma, durante un incontro tra Stefania Cappa e Alberto Stasi. Nel dialogo, i due si scambiano alcune parole mentre si trovano in attesa: “Non mi lasciano stare”, dice Stefania. “Chi?”, chiede Stasi. “Tutti quanti”, risponde lei. Il giovane replica: “Neanche a me… mi hanno detto di tutto”. In un altro passaggio, Stefania chiede: “Com’era Chiara?”. Stasi risponde: “Era a pancia in giù sulle scale… ho visto solo un attimo e sono scappato”. Frasi che sono state lette sotto luci diverse nel corso del tempo.

Il progressivo allontanamento dalla scena pubblica

Dopo la fase iniziale, caratterizzata da una forte presenza, Paola e Stefania Cappa hanno progressivamente scelto di mantenere un profilo riservato. Da anni non rilasciano interviste e non partecipano a trasmissioni televisive, evitando l’esposizione pubblica. Questa scelta ha segnato una netta discontinuità rispetto ai primi momenti successivi al delitto, quando erano state tra le figure più visibili del contesto familiare della vittima.

Cosa fanno oggi Stefania e Paola Cappa

Oggi le due sorelle hanno intrapreso percorsi professionali distinti. Stefania Cappa è avvocato. Si è laureata in giurisprudenza presso l’Università di Pavia e ha conseguito un master in diritto penale societario presso la scuola “Just Legal Services” di Milano. È abilitata alla professione forense dal 2012 nel Foro di Milano e si è specializzata in diritto penale societario e diritto sportivo. Nel corso della sua carriera ha ricoperto diversi incarichi in ambito sportivo, tra cui giudice sportivo per federazioni nazionali e ruoli all’interno di organismi federali. È inoltre presidente fondatrice di AINER, un’associazione dedicata ai neonati con reflusso. Nella vita privata è sposata dal 2017 con Emanuele Arioldi, legato alla famiglia Rizzoli, e ha due figli. Paola Cappa, invece, ha seguito un percorso completamente diverso. Oggi lavora nel settore della comunicazione gastronomica come food blogger, fotografa e food writer. Sul suo blog si presenta come “fotografa di cibo, food writer e stylist” e racconta di realizzare reportage nelle cucine di chef e pasticceri.

Descrive il proprio approccio alla cucina come una passione per il cibo naturale e per la convivialità, scrivendo: “Deliziosamente ossessionata dal buon cibo naturale… organizza pranzi e cene per gli amici, vietando agli ospiti di astenersi dal sorridere”.

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