Il viaggio tra le sette: "Il lavaggio del cervello parte dal comunismo"

Sette, psico-sette e movimenti religiosi: un po' di chiarezza oltre la cronaca. Dai gruppi satanisti ai morti causati dell'Fbi, un breve viaggio sulle dinamiche criminali

"Le sette? Il lavaggio del cervello parte dal comunismo"

Criminali che non hanno nulla a che fare con le religioni o la spiritualità. È in questi termini che, in cronaca, si dovrebbe parlare di quelle che vengono chiamate di solito sette o psico-sette. Da un lato i termini fanno pensare ai gruppi legati a un leader carismatico che la giustizia ha condannato per dei crimini, come Mamma Ebe, dall’altro fa pensare a piccoli gruppi religiosi che alcuni ritengono bizzarri e in particolare ai satanisti. Ma le cose stanno in maniera molto diversa.

“Ho passato la vita - spiega a IlGiornale.it Massimo Introvigne, sociologo italiano specializzato in nuovi movimenti religiosi, autore di una settantina di volumi e direttore del Centro Studi sulle Nuove Religioni (Cesnur) di Torino - a sostenere che la differenza tra sette e religioni non esiste. Faccio parte di un gruppo maggioritario di studiosi dei nuovi movimenti religiosi che fin dagli anni ’80-’90 si sono battuti per l'eliminazione del termine setta”.

Il satanismo, i Bambini di Satana e le Bestie di Satana

La parola "setta" è quindi ammantata da pregiudizio e si finisce per confinare in un calderone molti fenomeni diversissimi tra loro, lungo uno spettro che vede a un estremo la religione pura e all’altro estremo il crimine puro. Lo stesso satanismo organizzato italiano, che come afferma il dottor Introvigne “è fatto di gruppi piccolissimi”, è comunque un ricco puzzle che la cronaca ci ha restituito spesso in maniera non sempre aderente al vero.

I Bambini di Satana

Una di queste cronache ha a che fare con i Bambini di Satana, che nel 1996 furono accusati per violenza carnale su una minorenne e su un bambino, oltre che di sacrifici umani, come si legge sul sito del Cesnur. Dopo una lunga indagine, in cui tra l’altro svolse un lavoro memorabile lo scrittore Andrea G. Pinketts, il gruppo venne assolto. “Il fondatore dei Bambini di Satana, Marco Dimitri, è appena morto - racconta Introvigne - È un personaggio controverso, l'ho intervistato diverse volte sul satanismo. Aveva trovato, come si suol dire, un modo di vivere senza lavorare e si faceva intervistare a pagamento. Delle sue effettive motivazioni poi possiamo discutere. Certamente però Dimitri dalle accuse di crimini gravissimi è stato assolto dopo una lunga e ingiusta carcerazione preventiva, è stato condannato solo per evasione dell'Iva". Secondo Introvigne, questo è un caso paradigmatico di come sostenere tesi bizzarre ed estreme possa portare oggi, facilmente e ingiustamente, in carcere senza però aver commesso i reati per i quali si è accusati.

Le Bestie di Satana

Diversissima è invece la storia delle Bestie di Satana, che furono accusate di tre omicidi (quelli di Fabio Tollis, Chiara Marino e Mariangela Pezzotta), per cui vennero riconosciuti colpevoli. “Le Bestie di Satana - prosegue Introvigne - erano un piccolissimo gruppo che nasceva da una band di death metal ed effettivamente quello del metal estremo è un ambiente dove ci sono frange di satanismo e anche frange di satanismo criminale. Era un gruppo di 7-8 persone, per cui è difficile parlare di un movimento religioso. Affondava le sue radici in una sub-cultura musicale che ha dato anche adito in alcune frange a dei crimini, benché la stragrande maggioranza tra chi produce e ascolta questa musica non commetta alcun reato”.

Andrea Volpe delle Bestie di Satana

Charles Manson

Sfumature ancora differenti assume il ruolo della Manson Family, che nell’estate 1969 venne tristemente nota per gli omicidi Tate-LaBianca. Il capo Charles Manson ha trascorso tutta la vita in carcere, dove è morto il 19 novembre 2017. “Non è mai stato stabilito con certezza se il suo fosse un movimento religioso o una semplice attività criminale - chiarisce il dottor Introvigne - Manson ha ricostruito la sua esperienza con toni religiosi solo dopo essere stato arrestato". Nel carcere, l'uomo entrò in contatto con il mondo satanista. Alle sue spalle c'erano anni di riformatorio e una vita difficile e criminale. "In realtà - dice l'esperto - gli omicidi di Manson sono più collegati a partite di droga non pagate che a fenomeni di tipo rituale. Il discorso su Manson è quello che si fa su qualunque altro criminale, il satanismo c'entra al massimo in modo periferico”.

L’errata accezione negativa di setta

Introvigne, che in passato, è stato il rappresentante dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Osce) per la lotta al razzismo, alla xenofobia e alla discriminazione religiosa e il coordinatore dell'Osservatorio sulla Libertà Religiosa istituito nel Ministero degli Esteri, ripercorre brevemente il pregiudizio storico che accompagna il concetto di setta. “La parola setta, a parte l’uso polemico che risale al Medioevo e alla lotta contro le eresie - illustra lo studioso - entra nella letteratura scientifica con due sociologi di lingua tedesca Max Weber e Ernst Troeltsch, che tra la fine dell’800 e l'inizio del ‘900 la definiscono come una religione in stato nascente. Un esempio che faceva Troeltsch, che era un pio cristiano, è che Gesù Cristo e gli Apostoli formavano una setta, quando poi la maggior parte dei cristiani non si erano più convertiti da adulti, ma erano nati nel Cristianesimo, allora la 'setta' cristiana diventa 'religione'. Per loro fra setta e Chiesa c’era la differenza che c'è tra il bambino e l'adulto e il termine setta non comportava nessun giudizio di valore negativo”.

Ma a un certo punto della storia le cose sono cambiate: è accaduto con l’avvento della criminologia. “Intorno all'epoca della Seconda Guerra Mondiale - prosegue Introvigne - ma con precedenti per esempio nel nostro Lombroso, il termine setta lo hanno iniziato a usare i criminologi, con il significato di gruppo religioso che ha commesso gravi reati o si può prevedere che li commetterà. È chiaro che a questo punto nasce un’ambiguità”. Ciò ha portato alla necessità di chiarezza. “Proprio per questa ambiguità - incalza il dottor Introvigne - dalla fine degli anni ’60, quando nasce prima negli Stati Uniti e poi anche in Europa la disciplina accademica dello studio dei nuovi movimenti religiosi, un caposaldo della disciplina è non usare parole come 'setta' o come il suo equivalente inglese 'cult', proprio perché comportano un giudizio di valore negativo. Da allora si parla nella gran parte della letteratura accademica di 'nuovi movimenti religiosi', non più di 'sette'". Introvigne spiega che in effetti esistono gruppi religiosi che commettono reati e per essi usa l'espressione "movimenti religiosi criminali": uno di essi è ad esempio Al Qaeda, che è parte di una delle grandi religioni monoteiste ossia l'Islam, ma commette appunto reati gravissimi.

Le truffe che si spacciano per religioni organizzate

La cronaca ci ha restituito spesso storie in cui si è parlato di psico-sette, ossia di gruppi in cui gli adepti venivano reclutati potenzialmente con fini criminosi. Anche la presentatrice Michelle Hunziker ha ammesso di aver fatto parte di uno di questi gruppi, a seguito di una crisi esistenziale che la colse giovanissima, crisi aggravata dalle preoccupazioni per il padre. La sua storia appare quasi da manuale ascoltando le parole che la psicologa e criminologa Lorita Tinelli ha spiegato a IlGiornale.it. “Accade - spiega la dottoressa - quando una persona può essere in uno stato di bisogno, di necessità o di fragilità. Può capitare a tutti noi, quando affrontiamo la vita, quando ci capita un lutto, una perdita, un abbandono, un lavoro che non funziona, una relazione che non funziona, e siamo più deboli, più fragili". Un qualsiasi gruppo truffaldino mette in atto una serie di azioni, come il love bombing, in cui si riceve, come spiega Tinelli, "un’eccessiva considerazione, un ascolto, un’accoglienza al nostro dolore, al nostro disagio del momento". Così inizia un percorso per il quale il neofita avverte di aver preso una strada spirituale per proprio conto, ma in realtà è stato raggirato appunto da criminali.

Il love bombing fu anche subito da Hunziker, che spiegò come proprio la sua famiglia le venne alienata subito dal gruppo settario. “Una volta che il neofita è stato coinvolto - prosegue Tinelli, che è stata spesso minacciata, per il suo lavoro, da pseudo-guru e capi di questi gruppi - uno dei passaggi successivi è quello di rompere i legami con il suo passato e quindi con la sua famiglia, con i suoi amici, con il suo contesto lavorativo qualche volta, perché serve indurre un’ulteriore fragilità nella persona per poterla ancorare ancor più nel rapporto settario. Se si riesce a far questo, la persona è già dentro e incomincia un percorso di maggiore coinvolgimento, che porta a non avere più una capacità di ragionamento critico, prende per buona tutta la verità che il gruppo propone". Ci sono delle tecniche di coinvolgimento precise, per cui un neofita perde la sua identità precedente e assume l'identità del gruppo.

Michelle Hunziker ha raccontato di essere stata coinvolta in un gruppo settario da giovane

Hunziker ha raccontato anche di aver dovuto rispettare delle regole, per esempio sull’igiene e sull’alimentazione. Spesso questi gruppi si servono di circoli viziosi fatti di punizioni. "Il primo ingresso nella setta è quello che io definisco la ‘luna di miele’ - aggiunge la dottoressa Tinelli - Una persona entra nel gruppo perché trova il suo mondo, trova risposta alle sue domande, trova l’accoglienza, trova l’amore e la considerazione di cui ha bisogno. Successivamente si adopera in tutti i modi possibili per essere all’altezza della scelta che ha fatto il gruppo nei suoi confronti perché si sente un prescelto. Il gruppo induce queste percezioni dell’appartenenza". Il percorso poi si trasforma, tra sensi di colpa e l'aspirazione a non deludere il leader, che potrebbe togliere un ruolo all'uno e darlo a un altro, lasciando pensare che si tratti di una punizione. "Col senno di poi - dice la psicologa - i fuoriusciti da quel contesto, razionalizzando, riescono a riconoscere che queste sono punizioni fortemente lesive dei loro diritti, della loro dignità, e ci sono anche quelli che noi chiamiamo abusi psicologici”.

Per fortuna esistono anche degli strumenti per uscire da questo circolo vizioso. “C’è una figura, che viene fuori dall’esperienza di uno psicologo americano - illustra Lorita Tinelli - quella dell’exit counselor. Sarebbe un ‘consulente d’uscita’, uno psicologo capace di conoscere molto bene le dinamiche settarie". Questa figura crea una rete tra famigliari e amici dell'adepto: si tratta di un percorso lungo, perché agisce nel pieno rispetto della persona, e non sempre è di buona riuscita ma può portare comunque a benefici.

Il dibattito sul plagio

In base al punto di vista legato al concetto di setta scaturisce anche un differente pensiero sul plagio. Esiste, non esiste? Sicuramente non esiste per la legge italiana. “Siamo in un vuoto legislativo - dice la psicologa Tinelli - che non ci permette di affrontare da questo punto di vista il problema delle sette, sebbene molti di questi gruppi compiono azioni illecite, che vanno dalla truffa all’abuso della professione. Io ritengo che le psico-sette siano più diffuse e capillari, colpiscono maggiormente tante persone, mentre i gruppi satanici sono più elitari, è più difficile raggiungerli e aderirvi. Le psico-sette arrivano dappertutto, non vengono riconosciute perché è difficile dire che una psico-setta è tale, mentre i gruppi satanici sono più riconoscibili per la dottrina che promulgano. Questo fa sì che le psico-sette entrino con più facilità nelle istituzioni, come nelle scuole, raggirando i ragazzi, illudendoli di poter potenziare capacità e così fanno più adepti, maggiori danni alla psiche, oltre che economici e alle famiglie, e reati più concreti”.

Sicuramente quello che colpisce nelle storie di cronaca è la questione relativa ai cosiddetti leader carismatici che guidano questi gruppi. “Il profilo tipico è quello del narcisista - chiosa la criminologa - È una persona piena di sé che si autoproclama, da un giorno all’altro dice di avere dei poteri, di avere acquisito delle capacità superiori, di possedere una verità assoluta e di voler salvare il mondo. Di fatto poi salva soltanto i propri interessi”.

Introvigne invece invoca le giuste precauzioni del caso: se vengono commessi dei crimini si parla di criminali, se si tratta invece di spiritualità va garantita la libertà di religione, altrimenti si sarebbe in dittatura. Senza contare che il lavaggio del cervello (o brainwashing) segue una storia ben precisa. “Ho appena consegnato un libro alla Cambridge University Press dal titolo ‘Brainwashing: realtà o mito?’ - racconta - Quando noi facciamo delle scelte e aderiamo a delle dottrine che alla maggioranza della società sembrano stranissime o bizzarre, fin da tempi molto antichi viene il dubbio alla società che noi quelle scelte non le abbiamo fatte ma ci siano state imposte". Nel Medioevo si parlava di magia, dall'800 in poi di ipnotismo. "Con la Guerra Fredda - aggiunge lo studioso - nasce la teoria del lavaggio del cervello anche per spiegare conversioni religiose ma inizialmente soprattutto per spiegare il comunismo. L’espressione ‘lavaggio del cervello’ è stata coniata dalla Cia, originariamente per spiegare come qualcuno potesse aderire a una così strana ideologia come il comunismo, e poi venne applicata sia alla religione in genere sia ad alcune religioni specifiche. Ma si tratta di una teoria pseudo-scientifica: non esiste nessuna forma di persuasione magica o ipnotica che costringa qualcuno ad aderire a religioni che a noi sembrano strane”.

I gruppi religiosi storici e i loro fraintendimenti

Ci si è spesso riferiti a gruppi religiosi come sette in senso dispregiativo (o come addirittura criminali) a torto. E non sempre nell’immaginario collettivo è stato restituito il giusto.

David Koresh e i Davidiani

Uno dei casi emblematici fu quello dei Davidiani, guidati da David Koresh: su di loro, negli anni ’90, l’Fbi svolse numerose indagini, formulando diverse ipotesi di reato. Finché il 28 febbraio 1993 i Federali assediarono con le armi il Mount Carmel Center di Waco, la loro sede, per 50 giorni. Il 19 aprile di quell’anno, l’Fbi cercò di penetrarvi: ci fu un incendio in cui morirono 76 Davidiani. “Nel caso di David Koresh - racconta Introvigne - si trattava di uno dei tanti movimenti religiosi che in Texas sono armati. Non vi fu nessun suicidio: l'Fbi, sbagliando, ha fatto quello che chiamava un 'ingresso dinamico', sparando dei colpi, che hanno preso un deposito di benzina con il risultato che sono morti quasi tutti i membri del movimento, compresi i bambini. Lì la responsabilità dei morti è dell’Fbi, non del movimento religioso". Introvigne fu invitato a interagire con l'Fbi a Quantico, spiegando che i fatti di Waco erano esattamente il contrario di quello che si deve fare quando ci si trova di fronte a un movimento religioso di tipo apocalittico.

Heaven's Gate

Il 26 marzo 1997 invece avvenne il suicidio di massa del gruppo Heaven’s Gate. “Heaven’s Gate - prosegue il dottor Introvigne - è un culto dei dischi volanti sul quale ho scritto un libro. Una cosa che pochi sanno: quando Heaven’s Gate commise il famoso suicidio il suo archivio fu lasciato in eredità a me, al Cesnur di Torino, perché i membri temevano che se l’avessero lasciato a un’istituzione americana sarebbe finito sotto sequestro e invece in questo modo è rimasto accessibile agli studiosi. Era un gruppo curioso, fondato da un professore universitario, che comprendeva persone di livello sociale alto o in alcuni casi altissimo, che seguivano un’utopia dei dischi volanti e credevano che il mondo fosse destinato comunque a finire tra eventi apocalittici e sofferenze atroci, per cui dal loro punto di vista fu una scelta razionale quella di suicidarsi. Tanto più che queste persone pensavano che attraverso il suicidio l’anima immortale avrebbe poi preso un altro corpo e si sarebbe reincarnata su altri pianeti”.

Jonestown nel 1979

Jim Jones e Jonestown

A proposito di eredità. Introvigne ha narrato un’insolita storia che riguarda Jim Jones e la sua Jonestown, società utopistica al centro di un suicidio di massa che riguardò oltre novecento persone il 18 novembre 1978. “Quello di Jim Jones e di Jonestown - conclude Massimo Introvigne - che ho studiato molto a lungo, è un caso curioso, perché il Tempio del Popolo non era un nuovo movimento religioso, ma un movimento laicale ufficialmente riconosciuto da una denominazione protestante storica, i Discepoli in Cristo, che si caratterizzava per una forma estrema di teologia della liberazione di tipo marxista. Quando si trasferisce in Guyana, il Tempio del Popolo si evolve in una comune marxista-leninista e abbandona gli elementi religiosi. I non modesti denari del Tempio del Popolo, quando avviene il suicidio collettivo, sono lasciati in eredità al Partito Comunista dell'Unione Sovietica, che peraltro accetta l'eredità. In un discorso, Jim Jones affermava che il suo modello di riferimento erano le Brigate Rosse italiane”.

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