Un appello e una richiesta di aiuto per il Centro sportivo XXV Aprile, struttura storica per l'atletica leggera di via Cimabue, ai piedi del Monte Stella, che negli anni ha sfornato campioni. Sono quelli che arrivano con una lettera aperta al sindaco, all'assessore allo Sport a Fidal, Coni e FederCusi, firmata da Alessandro Castelli, presidente di Cus Milano.
La premessa è che negli anni Ottanta il Coni ha ceduto l'impianto al Comune, che l'ha dato in gestione a Milano Sport. Nel 2014 la Federazione di atletica ha chiesto di poter gestire l'impianto tramite alcune società affiliate. Da settembre 2015 è stato affidato a Fidal/Cus Milano/Milano Atletica ed è stato di fatto sempre aperto ai cittadini. La gestione di Milano Sport, si legge, "costava al Comune di Milano oltre 200mila euro di disavanzo all'anno". In questi dieci anni "la città di Milano ha beneficiato di circa 2,5 milioni", tra assenza di perdite da ripianare e un notevole "investimento di miglioramento delle strutture". Cosa succede ora? Nel 2023 il Comune ha attivato "una procedura chiedendo una manifestazione di interesse per la riqualificazione del XXV Aprile secondo l'iter PPP (Partenariato Pubblico Privato), non considerando la disponibilità di Fidal e delle Società Sportive a proseguire nella gestione con espressa volontà di investimento". Cus Milano ha presentato "un piano che mantiene l'assoluta priorità di utilizzo del Centro Sportivo a favore dell'atletica leggera con spazi riqualificati che tengono conto anche dell'utenza fragile". La denuncia: "Ci dispiace dover constatare che quanto fatto in questi dieci anni appare del tutto inutile e non preso in considerazione". Il Comune "sembra orientato a scegliere un progetto di una non ancora costituita ATI (Associazione Temporanea di Impresa) che privilegia il tennis, ipotizza l'abbattimento di piante e cubature esistenti ed ignora (crediamo azzeri) l'impianto indoor di atletica, che ricordiamo per inciso è in costruzione da oltre 10 anni ed ad oggi non è ancora finito. Il progetto targato ATI ipotizza altri campi da tennis, demolizioni di parte della cubatura storica del campo scuola, sradicamento di alberi con oltre mezzo secolo di vita, club house, forse ristorante ovviamente stellato...". Secondo la lettera, l'idea di Palazzo Marino "penalizza la destinazione prioritaria dell'impianto che come sopra ricordato è sempre stata a favore dell'atletica leggera".
Il Cus chiede che il Comune blocchi l'iter e che venga tutelata "la continuità di gestione del Centro Sportivo che vede una costante, continua e numerosa
richiesta di utilizzo degli spazi sia per l'atletica leggera che per il tennis secondo le tariffe comunali e non in una logica di Club Privato ed esclusivo di cui la città e la zona in particolare hanno già abbondante offerta".