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Tumori, alcuni conservanti aumentano il rischio di determinate forme: ecco quali

Un recente studio pubblicato sul British Medical Journal mette in evidenza l’associazione tra un ampio consumo di cibi ricchi di determinati tipi di conservanti e il rischio di ammalarsi di tumore, in particolare al seno e alla prostata

Tumori, alcuni conservanti aumentano il rischio di determinate forme: ecco quali
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I conservanti alimentari possono incidere sul rischio oncologico? Questa la domanda attorno a cui si è sviluppato un ampio studio francese pubblicato pochi giorni fa sul British medical journal.

I conservanti sono presenti in tantissimi prodotti: gli scienziati hanno quindi voluto mettere sotto la lente d’ingrandimento la loro incidenza sulla salute dei consumatori, in particolare sotto il profilo del rischio di sviluppare il cancro.

Che cosa sono i conservanti alimentari

Supermercato

I conservanti sono sostanze aggiunte ai prodotti confezionati per prolungarne la durata di conservazione: proteggono gli alimenti dal deterioramento dovuto a microrganismi, dall’ossidazione e dalla crescita di microrganismi patogeni.
Quando si fa la spesa è facile trovarli in diversi prodotti, dalle bevande ai dolci confezionati, dai piatti pronti agli snack.
Occorre quindi leggere sempre le etichette in modo da essere consapevoli della composizione degli alimenti con cui ci si intende nutrire. Talvolta gli additivi sono indicati con una sigla (il nitrito di sodio è indicato con la sigla europea E250, il sorbato di potassio è E202, per citarne un paio) oppure con il loro nome scientifico (acido acetico per esempio).

I termini dello studio

I ricercatori hanno analizzato i dati di 105.260 partecipanti dai quindici anni in su, con un’età media di 42 anni e in prevalenza donne (il 78,7 per cento) arruolati nello studio di coorte NutriNet-Santé.

Il lavoro ha preso in considerazione dati raccolti dal 2009 al 2023, basandosi, tra l’altro, su registri dietetici sulle 24 ore molto dettagliati.

Gli esperti hanno analizzato numerosi tipi di conservanti, sia antiossidanti sia non antiossidanti. In particolare, 17 sono stati studiati individualmente: si tratta, tra gli altri, di acido citrico, lecitine, solfiti totali, acido ascorbico, nitrito di sodio, sorbato di potassio, eritrobato di sodio, ascorbato di sodio, metabisolfito di potassio e nitrato di potassio.

I risultati della ricerca

Operazione chirurgica

Nel lasso di tempo preso in considerazione, 4226 partecipanti hanno ricevuto una diagnosi di cancro, di cui 1208 al seno (in prevalenza donne in post menopausa), 508 alla prostata, 352 al colon-retto, mentre 2158 hanno avuto una diagnosi di un altro tipo di tumore.

Dei 17 conservanti alimentari singolarmente analizzati, 11 non hanno legami con il rischio oncologico. Tuttavia, per alcuni conservanti (principalmente non antiossidanti) è stato riscontrato che chi ne assume in quantità più elevata ha un rischio superiore di andare incontro ad un tumore rispetto a chi non li assume o li assume in minori quantità.

L'associazione tra conservanti e forme di tumori

Quello che i ricercatori hanno osservato, si legge nell’opera pubblicata, sono state molteplici associazioni positive tra l'assunzione di conservanti ampiamente utilizzati negli alimenti industriali:

  • sorbato di potassio
  • metabisolfito di potassio
  • nitrito di sodio
  • nitrato di potassio
  • acido acetico
  • eritorbato di sodio

e una maggiore incidenza di cancro (in generale, al seno e alla prostata).

Gli autori stessi sottolineano che sono comunque necessari ulteriori studi e ricerche sperimentali anche perchè quello pubblicato è uno studio di tipo osservazionale: se però i risultati venissero confermati occorrerebbe rivalutare le normative che regolano l’uso degli additivi per migliorare la tutela dei consumatori.

Nel

frattempo, evidenziano, i risultati supportano le raccomandazioni ai consumatori di privilegiare alimenti freschi e minimamente trasformati.

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