L’olio di ricino è una sostanza nota fin dall’antichità, tra luci e ombre. Da un lato ci sono i semi - e altre parti della pianta - che sono tossici per esseri umani e animali, dall’altro c’è l’olio, che figura tra gli ingredienti di alcuni prodotti idratanti. Ma anche con l’olio di ricino non si deve esagerare: ecco cosa c’è da sapere.
Che cos’è il ricino
Il ricino è una pianta ritenuta infestante dal nome Ricinus Communis. Originaria dell’Africa settentrionale, si può trovare in diverse aree tropicali e sub-tropicali del pianeta Terra, ma molti prodotti a base di olio di ricino sono tuttavia realizzati in India. Si conosce fin dall’antichità: per esempio gli antichi Egizi lo utilizzavano come combustibile per lampade o per scopi medicinali, come si legge su HealthLine: tra questi scopi c’erano il trattamento per le irritazioni oculari - si favoleggia che Cleopatra lo usasse per rendere più bianco il bianco dei suoi occhi - e per indurre il travaglio nelle gravidanze a termine.
I benefici dell’olio di ricino
L’olio di ricino, come spiega WebMd, viene ricavato dai semi, neutralizzando la ricina, che è una sostanza altamente velenosa che inibisce la sintesi delle proteine. Cento millilitri di olio contengono 120 calorie e 14 grammi di grassi. Tra le altre sostanze contenute ci sono però vitamina E, acidi grassi omega-9 e acidi grassi omega-6.
Tra i benefici dell’olio di ricino si annoverano:
un potere lassativo. È utile occasionalmente contro la stitichezza e per ripulire l’intestino prima di un trattamento medico, ma non bisogna esagerare con le quantità e con l’utilizzo periodico, perché potrebbe provocare diarrea e forti crampi addominali;
un potere idratante. Il principio attivo dell’olio di ricino è l’acido ricinoleico, che è un acido grasso monoinsaturo utilizzato in alcuni prodotti cosmetici insieme ad altri ingredienti, per esempio l’olio di cocco come olio vettore;
l’accelerazione nella guarigione delle ferite, poiché previene la secchezza dell’epidermide e riduce l’infiammazione cutanea. Anche in questo caso l’olio di ricino non viene usato da solo ma in prodotti che lo contengono insieme ad altri ingredienti;
le capacità antifungine e antibatteriche nella pulizia e la conservazione delle protesi dentarie.
Secondo un luogo comune inoltre l’olio di ricino rinforzerebbe capelli e ciglia, tuttavia non ci sono prove scientifiche al riguardo: anzi talvolta può essere il responsabile di un fenomeno chiamato infeltrimento della chioma, che obbliga chi ne incappa a tagliarsi irrimediabilmente i capelli.
Le controindicazioni dell’olio e dei semi di ricino
Un’overdose da olio di ricino può portare ad allucinazioni, crampi addominali, dolore al petto, diarrea, vertigini, eruzioni cutanee e difficoltà respiratorie. In questi casi, così come quando persone o animali ingeriscono i semi di ricino, bisogna contattare il centro antiveleni. In generale, l’olio di ricino può comunque provocare allergie oppure indurre irritazioni sulle pelli sensibili, per cui è opportuno effettuare dei piccoli test prima dell’uso, in accordo con il proprio medico.
Su WeedWise vengono enumerati i sintomi dell’avvelenamento da semi di ricino, che consistono in:
bruciore a livello di gola e bocca;
vomito;
dolore addominale;
diarrea;
sanguinamento di occhi e mucose;
insufficienza respiratoria e cardiaca.
Se la linfa dell’albero di ricino entra in contatto con gli occhi, si può registrare una cecità temporanea, mentre il contatto della pelle con foglie e semi può generare dermatiti.
Perché l’olio di ricino non è tossico come i semi
Ma per quale ragione i semi di ricino sono tossici e l’olio di ricino non lo è in senso stretto? Il problema, come accennato, è nel contenuto di ricina nei semi: la ricina viene rilasciata se il seme viene schiacciato o masticato.
Tuttavia per produrre l’olio i semi vengono, come si legge su Poison, dapprima cotti, essiccati e pressati, e successivamente olio viene raffinato: tutti questi passaggi contribuiscono alla rimozione totale della ricina, rendendo l’olio di ricino quasi inoffensivo, se utilizzato in base alle modalità del consiglio medico.