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Caccia e portaerei spaziali: cosa sappiamo del progetto Nantianmen

Nato come esercizio visionario, il Nantianmen torna al centro dell’attenzione dopo le dichiarazioni di esperti militari cinesi. I progressi tecnologici e i concept mostrati suggeriscono un possibile cambio di paradigma nella guerra aerea e spaziale

Caccia e portaerei spaziali: cosa sappiamo del progetto Nantianmen
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La Cina torna a far parlare di sé nel campo della supremazia aerea e spaziale, rilanciando ambizioni che fino a poco tempo fa sembravano confinate alla fantascienza. La notizia è da prendere con estrema cautela. In ogni caso, in recenti interventi sui media statali, esperti militari cinesi hanno affermato che l'obiettivo strategico di Pechino consiste nel trasformare in realtà velivoli e sistemi ispirati all'immaginario sci-fi, per garantire il dominio nei cieli e nello spazio. Al centro di questa visione c'è di nuovo il Progetto Nantianmen, un'iniziativa concettuale nata nel 2017 per esplorare il futuro della guerra aero-spaziale. Ecco di che cosa stiamo parlando.

La "portaerei spaziale" della Cina

Secondo analisti intervenuti sul canale militare della CCTV, il passaggio dai modelli teorici ai sistemi operativi sarebbe ormai solo una questione di tempo, grazie ai progressi tecnologici accumulati negli ultimi anni. Da questo punto di vista, il Progetto Nantianmen comprende una vasta gamma di concept di dimensioni imponenti e dalle capacità eccezionali. Inizialmente presentato come un programma di ricerca e comunicazione culturale, oggi appare sempre più come un possibile banco di prova per lo sviluppo di nuovi sistemi d'arma.

Tra i modelli più noti figurano la “Baidi”, o “Imperatore Bianco”, un caccia futuristico pensato come fulcro del sistema di combattimento, e la “Luanyao”, una gigantesca portaerei aero-spaziale concepita come nave madre per droni e velivoli avanzati. A questi si aggiungono idee ancora più radicali, come armi elettromagnetiche e sistemi a particelle basati nello spazio. Alcuni concept, come il caccia a decollo e atterraggio verticale “Purple Fire”, mostrato all’Expo Internazionale degli Elicotteri di Tianjin, sono stati giudicati dagli esperti più come dimostratori tecnologici che come progetti pronti alla produzione, ma hanno comunque contribuito ad alimentare l’attenzione globale.

Un progetto fantascientifico

La percezione del Nantianmen come semplice esercizio di immaginazione è cambiata con le recenti dichiarazioni di Wang Mingzhi, analista della PLA Air Force Command College. Intervenendo in televisione, Wang ha spiegato che questi concept riflettono le aspettative concrete della Cina per la futura superiorità aerospaziale. L'obiettivo sarebbe integrare tecnologie chiave come velocità ipersonica, propulsione a doppia modalità, stealth avanzato e sistemi multi-dominio in un unico velivolo del futuro.

Secondo l'analista, la vera incognita non è se queste tecnologie verranno realizzate, ma quale sarà sviluppata per prima e con quale rapidità potrà essere integrata.

Le animazioni mostrate dalla CCTV, con flotte di caccia avanzati e navi madri nei cieli, suggeriscono che Pechino voglia preparare l’opinione pubblica a un cambio di paradigma. Se anche solo una parte delle idee del Nantianmen dovesse concretizzarsi, l’equilibrio della guerra aerea e spaziale potrebbe subire una trasformazione profonda.

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