Referendum, il No in vantaggio. E lo spread torna a mordere l'Italia

Piazza Affari perde il 2,51%. Il "termometro spread" vola ai massimi dal dopo Brexit, poi recupera. Forza Italia: "Non sia usato come ricatto". E la Lega: "Temono il volere del popolo"

Referendum, il No in vantaggio. E lo spread torna a mordere l'Italia

Sul referendum si addensa un nuovo incubo. È lo spread che rialza la testa e torna a minacciare l'Italia. Dopo il balzo in avanti di ieri, che aveva visto il differenziale col Bund tedesco chiudere in forte rialzo a 158 punti base, lo spread sui Btp decennali è tornato a salire questa mattina, in apertura di contrattazioni arrivando a toccare i 162 punti base. Un picco che va ben oltre i livelli raggiunti nel dopo Brexit, quando arrivò a un massimo di 160 punti. A pesare è l'incertezza sull'esito del referendum del 4 dicembre dove i sondaggisti danno in netto vantaggio il "no".

Lo spread torna a mordere l'Italia. La Borsa di Milano registra una seduta in forte calo con il Ftse Mib che perde il 2,51% e l'All Share che scende del 2,41%. Il prossimo mese rischia di essere un periodo di passione per i mercati. Agli speculatori sembra non piacere l'eventualità che negli Stati Uniti possa vincere davvero Donald Trump e che in Italia Matteo Renzi prenda una sonora scoppola al referendum sulle riforme costituzionali. Così hanno risfoderato l'arma dello spread. Si riaffaccia per l'Italia lo stesso scenario del 2011 quando i mercati internazionali hanno spianato la strada a Mario Monti che, grazie all'aiuto dell'allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e della cancelliera Angela Merkel, è riuscito a prendere il posto di Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi.

Già ieri sera il Btp a dieci anni aveva segnato i massimi da febbraio scorso. Oggi ha sfondato quella soglia psicologica che aveva toccato dopo che il Regno Unito aveva votato l'uscita dall'Unione europea. E così, mentre gli italiani si avvicinano al referendum sulle riforme costituzionali volute da Renzi, gli speculatori allungano la mano sull'Italia. E scommettono contro. Il rendimento del decennale è così schizzato all'1,74%, mentre il differenziale tra Bonos e titoli di stato tedeschi si è attestato a 116 punti con un tasso dell'1,29%. "Già una volta, purtroppo, si è usato lo spread come arma politica impropria per far cadere nel 2011 l'ultimo governo democraticamente eletto dai cittadini - commenta Deborah Bergamini, responsabile Comunicazione di Forza Italia - non vorremmo che ora lo si usasse come ricatto per tentare di far rimanere in sella un governo non eletto da nessuno". Secondo Roberto Calderoli, vice presidente del Senato, la finanza e gli speculatori "temono il volere del popolo". E, guarda caso, "con il No dato in vantaggio in ogni sondaggio sincero, ecco che lo spread casualmente torna ad impennarsi".

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