Metabolismo, mix di molecole trasforma il grasso cattivo in energia

Gli scienziati non escludono che una patologia multifattoriale come l'obesità possa essere trattata con successo

Metabolismo, mix di molecole trasforma il grasso cattivo in energia

Uno studio internazionale a cui hanno preso parte gli scienziati dell'Università Tor Vergata e dell'IRCCS San Raffaele di Roma assieme ai colleghi dell'Università Federico II di Napoli ha dimostrato che un mix di sostanze naturali favorisce la trasformazione del grasso bianco in grasso bruno. In parole più semplici si può "hackerare" il metabolismo. Il grasso bianco, distribuito in tutto il corpo, è un deposito costituito da cellule aventi una grande goccia lipidica, un nucleo schiacciato in periferia e pochi mitocondri. Esso, accumulandosi, rende difficoltoso il dimagrimento.

Il grasso bruno, invece, è caratterizzato da una cellula ricca di piccole gocce lipidiche, un nucleo centrale e numerosi mitocondri. Prevalentemente presente nei neonati e scarsamente distribuito negli adulti, il suo compito è quello di produrre calore alle basse temperature al fine di bruciare le calorie e produrre energia. La ricerca, condotta su modelli murini e pubblicata su Cell, spiana la strada a un composto naturale e sicuro già disponibile in commercio che consente di contrastare l'aumento di peso.

Cos'è il metabolismo

Con il termine metabolismo si indica l'insieme delle reazioni chimiche che avvengono nell'organismo necessarie per trasformare il cibo in energia, quest'ultima indispensabile per il buon funzionamento delle cellule e, più in generale, per la sopravvivenza. Dunque proteine, carboidrati e grassi possono essere ossidati per produrre energia sotto forma di calore oppure, in caso di assunzione eccessiva, possono essere immagazzinati sotto forma di trigliceridi.

I meccanismi del metabolismo sono complessi e contemplano in special modo due particolari processi: il catabolismo e l'anabolismo. Il catabolismo include tutte quelle reazioni metaboliche che scompongono le molecole introdotte con il l'alimentazione in altre molecole più facilmente utilizzabili dall'organismo. Lo scopo è quello di ottenere energia chimica (ATP) ed energia termica. Fanno parte del catabolismo la glicolisi, il ciclo dell'urea, l'idrolisi delle macromolecole, la respirazione cellulare e la beta ossidazione degli acidi grassi.

L'anabolismo, invece, è l'insieme delle reazioni finalizzate a ricavare le molecole maggiormente complesse a partire da quelle più semplici. Tale processo assolve a diversi compiti: far crescere organi e tessuti, ripararli in caso di distruzione, immagazinare e depositare le molecole, conservare e ottimizzare l'energia. L'anabolismo, infine, è implicato nella duplicazione del DNA e nella sintesi dei carboidrati, dei lipidi e dell'acido ribonucleico.

Tipologie di metabolismo

Esistono due tipologie di metabolismo, basale ed energetico. Il metabolismo basale fa riferimento alla quantità minima di energia necessaria a ciascun individuo sveglio, ma in totale stato di riposo, per preservare le funzioni vitali. Il dispendio energetico in questione è connesso all'attività della massa magra che è costituita dai muscoli e dagli organi, in particolare cervello, cuore, fegato e reni.

Il metabolismo energetico, al contrario, è dato dall'attività fisica svolta quotidianamente e dalla termogenesi indotta dagli alimenti. La sua percentuale di consumo è minore rispetto a quella del metabolismo basale, a meno che non si pratichi uno sport ad alto impatto.

Si è soliti poi parlare di metabolismo lento non solo in relazione alla difficoltà di perdere peso, ma anche in presenza di altre condizioni quali astenia, ipotensione, intestino pigro, aumentata sensibilità al freddo, secchezza di pelle e capelli. Numerose le cause: sedentarietà, sesso, menopausa, squilibri ormonali, intolleranze alimentari, età, dieta restrittiva e digiuno.

Lo studio

Per l'indagine gli scienziati hanno utilizzato cellule murine trattate con il composto SIRT500, un potente mix di pterostilbene, politadina, onochiolo, zinco e cromo. Dopo dieci giorni di osservazione è emerso che questa combinazione di molecole naturali ha ridotto significativamente l'accumulo intracellulare di lipidi rispetto al campione di cellule usate come controllo. Allo stesso modo SIRT500 ha inibito la proliferazione degli adipociti e il rilascio di molecole pro-infiammatorie come l'interleuchina-6 e la leptina, l'ormone responsabile della sensazione della fame.

«Ma cosa ancora più straordinaria - ha affermato David Della Morte Canosci, autore dello studio e professore di Medicina Interna presso il Dipartimento di Medicina dei Sistemi dell'Università di Tor Vergata - il composto ha promosso la trasformazione del grasso bianco in grasso bruno attraverso l'aumento dei livelli di espressione di alcuni geni legati al grasso buono, come ad esempio UCP1».

Prospettive future

I ricercatori hanno quindi dimostrato che un composto del tutto naturale è in grado di aiutare a prevenire alcuni processi cellulari associati all'obesità, riducendo principalmente l'accumulo di lipidi e aumentando l'imbrunimento dei grassi. Tuttavia, come sottolinea Francesca Pacifici, co-autrice e ricercatrice dell'IRCCS San Raffaele di Roma, sono necessari ulteriori approfondimenti per capire meglio come sfruttare al meglio le molecole testate per contrastare l'aumento di peso.

In passato sono stati condotti diversi studi su SIRT500 che hanno evidenziato la sua capacità di stimolare la produzione delle "proteine della longevità", le sirtuine. Della Morte ha specificato che l'azione sinergica delle molecole contenute in SIRT500 può avere molti effetti benefici.

Oltre a favorire il corretto funzionamento del metabolismo, può agire da scudo contro le malattie neurodegenerative (si pensi al morbo di Parkinson e all'Alzheimer) e favorire il recupero da patologie come l'ictus. Sulla base di queste evidenze, gli scienziati hanno già messo a punto una nuova formulazione di SIRT500 che agisce come booster naturale per il metabolismo.

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