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"Chi non conosce la nostra storia stia zitto". La venezuelana che smonta le piazze pro Mad

Tra le tante testimonianze di chi ha sofferto a causa del regime di Maduro, una è diretta a tutti gli italiani inviperiti per il crollo del dittatore e sbatte loro in faccia la realtà

"Chi non conosce la nostra storia stia zitto". La venezuelana che smonta le piazze pro Mad
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Subito dopo la cattura di Nicolàs Maduro da parte delle forze speciali Usa, dai soliti noti - sindacati, partiti di sinistra, centri sociali e pro Pal - è arrivata una raffica di accuse contro Trump, accompagnata da richieste rivolte al nostro governo affinché condanni l'azione di Washington. Aver ribaltato un regime sanguinario, evidentemente, alle piazze e ai frequentatori dei salottini dei "compagni" non va bene. Ma i diretti interessati, il popolo venezuelano, sta festeggiando da poco più di 24 ore la sua liberazione.

Tra le tante testimonianze di persone che hanno vissuto la crudeltà della dittatura di Maduro sulla propria pelle, una si rivolge direttamente agli italiani inviperiti per il rapido crollo del loro nuovo beniamino. "Per quelli che adesso fanno i leoni da tastiera, che non capiscono cosa sta succedendo sulla Terra e che non conoscono la nostra storia, e tanti italiani la sanno, perché sono stati parte della nostra cultura e della nostra crescita come Paese, e che adesso dicono che gli Stati Uniti ci stanno invadendo e vogliono tutto il nostro petrolio, vi ricordo che fino ad ora la mia gente mangiava dalla spazzatura mentre il governo si arricchiva". A parlare in un video caricato su Instagram è una donna venezuelana nata a Caracas, e che vive a Milano. "I venezuelani nascevano e morivano senza vedere una goccia di petrolio. Chiedete ai vostri parenti lì com'era bello, com'è stato bello crescere insieme. A noi va bene (che sia caduto il regime di Maduro, ndr). E a chi non va bene e non è venezuelano, zitto".

La donna racconta che il suo popolo aspettava da 26 anni questo momento e che lei, da quando è rimasta incinta di sua figlia ora 16enne, non è più potuta tornare in patria. "Adesso tornerò, per farla conoscere a mia figlia".

Una testimonianza forte e autentica, questa, che mette a tacere tutti coloro che sono già scesi nelle nostre strade e vogliono continuare a farlo per chiedere

la liberazione del dittatore. E non importa quante volte la verità sia sbattuta loro in faccia. Ormai accecati da quello stesso "privilegio bianco" che giurano di combattere, si schiereranno sempre dalla parte sbagliata della storia.

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