Altro che difesa di Report, la vera mossa è politica. E sulla scacchiera della nuova sinistra è una variante destinata a cambiare gli equilibri del campo largo. La variante di Hannoun, facendo il verso al celebre romanzo di Paolo Maurensig dove il prigioniero ebreo e il suo aguzzino nazista si giocavano la vita dei deportati. Perché il movimento Cinque Stelle, dopo mesi di silenzi del suo leader Giuseppe Conte, scenderà in piazza a Milano il 10 gennaio per difendere Mohammad Hannoun, presidente dei palestinesi italiani, per gli amanti del woke, l'islamista più potente d'Italia arrestato a Genova con l'accusa di avere finanziato - assieme alla sua rete - i terroristi di Hamas, per chi invece si affida alla cronaca. L'adesione delle sezioni milanese e di Sesto San Giovanni è arrivata. E per la prima volta gli ex grillini sfileranno insieme ai palestinesi delle associazioni sotto accusa e al movimento di Dibba. L'ex premier tace. Ma acconsente. Obiettivo: cavalcare la piazza di Hannoun, che facendo il martire dalla cella va formando in una macedonia di sigle dai Carc ai No Tav passando per centri sociali (sgomberati e non) e il nascente partito islamista pronto a correre alle elezioni.
Un arrocco a Schlein, costretta a mediare con i riformisti del Pd. Conte tira dritto e lascia che il M5S stia al centro della rivolta. Che ieri era per Gaza. Oggi è per Maduro. Domani chissà. Tanto l'unica ossessione è Giorgia Meloni. Il resto è copione.