Sono tutti asintomatici i quattro residenti in Italia che si ritrovano in isolamento dopo essere entrati a contatto con una donna poi deceduta in Sudafrica per aver contratto l’hantavirus. Le persone finite in quarantena non presentano alcun sintomo, la conferma del capo del Dipartimento prevenzione del ministero della Salute, Mara Campitiello.
“È negativo il test della persona in isolamento” in Veneto, ha spiegato la Campitello ai microfoni di Rai Radio 1: “Questo non significa che non si potrebbe un domani positivizzarsi, ma ci lascia ben sperare perché è asintomatico, ha un test oggi negativo, ricordando che la misura di sanità pubblica è sicuramente sempre la quarantena e la sorveglianza, però ci lascia buone speranze”. "Voglio ribadire che non abbiamo predisposto alcuna quarantena obbligatoria", ha aggiunto: "L'isolamento fiduciario è semplicemente un consiglio che gli operatori di sanità pubblica danno al passeggero che in quel momento è asintomatico, ma che potrebbe presentare dei sintomi, per evitare che ci sia una diffusione del virus. Ricordiamo che ad oggi il virus sembra avere una contagiosità sì molto bassa, ma soprattutto sembra averla in presenza di sintomi".
La direttrice del Dipartimento prevenzione del ministero della Salute ha rimarcato che ad oggi la letteratura scientifica evidenzia "che il virus si diffonde solo quando ci sono sintomi, anche perché c'è necessità della trasmissione per il tramite delle particelle aeree": "E poi ricordiamo che nella maggior parte dei casi questo virus si trasmette con gli escreti dell'urina e della saliva dei roditori, non a livello interumano. Esiste una piccola percentuale di casi di trasmissione, ma l'individuo dev'essere sintomatico e deve stare in ambienti ristretti e prolungati per molto tempo: una nave per esempio può essere uno spazio ristretto, o un aereo ma non per 5 minuti". Secondo la Campitiello l'Italia può contare su "un sistema italiano sanitario pronto" e "che sta seguendo tutte le le procedure sanitarie possibili": "L'Europa ha risposto bene perché abbiamo avuto un meccanismo di controllo. Però io dico sempre che i virus non hanno un passaporto, quindi secondo me è necessario non allarmarci, sicuramente però essere prudenti e vigilare. E quando non ci sono notizie complete, perché noi stiamo avendo notizie ogni giorno diverse, è necessario il principio di massima cautela. Per esempio l'Italia, pur non avendo dei contatti ad alto rischio, li ha considerati come tali per prudenza".
Tra gli italiani in isolamento c'è il venticinquenne Federico Amaretti. Il giovane si trova nella sua casa a Villa San Giovanni e non presenta alcun problema di salute: “Io sto bene, più che altro mi annoio. Ma che devo dire? Sono stato solo sfortunato”, le sue parole a Repubblica. "La quarantena è giusta, poi in un certo senso sono abituato.
Per lavoro sto su una nave quattro mesi l’anno, anche quello è una sorta di isolamento”, ha aggiunto Amaretti, di professione marittimo: “Fino a quando dovrò stare in isolamento? Stando a quanto mi hanno detto, il virus ha un periodo di incubazione di 40-45 giorni quindi per il 9/10 giugno dovrei essere fuori. Inizialmente pensavo decorressero dall’inizio della quarantena, ma il calcolo va fatto dal momento del possibile contagio, quindi meglio. Sono quasi a metà, diciamo”.