Leggi il settimanale

Rogoredo, trasferiti i quattro colleghi di Cinturrino indagati

Ai quattro agenti indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso sono stati affidati incarichi non operativi. Il punto sulle indagini

Rogoredo, trasferiti i quattro colleghi di Cinturrino indagati
00:00 00:00

I quattro poliziotti indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Carmelo Cinturrino sono stati trasferiti in sedi diverse da quelle in cui prestavano servizio. Secondo quanto apprende l’Ansa da fonti investigative, agli agenti sono stati affidati incarichi non operativi. Intanto l’assistente capo del Commissariato di Mecenate, accusato di aver ucciso Abderrahim Mansouri il 26 gennaio scorso nel bosco della droga di Rogoredo, resta in carcere.

Il punto sulle indagini

Il trasferimento dei poliziotti indagati rappresenta un’ulteriore accelerazione nelle indagini relative alla drammatica vicenda. Gli investigatori della Squadra Mobile di Milano, coordinati dal procuratore Marcello Viola, proseguono nell’escussione di testimoni, dai cui racconti emergono nuovi dettagli sulle condotte opache di Cinturrino, conosciuto nelle principali piazze di spaccio del Milanese con gli pseudonimi di “Luca” e “Thor”. Le indagini dovranno trovare eventuali riscontri ai racconti di tossicodipendenti e pusher, talvolta ritenuti non attendibili. Nel frattempo proseguono anche gli adempimenti preliminari e l’istruttoria che dovrebbe portare, probabilmente già entro la prossima settimana, al primo consiglio di disciplina per il 41enne arrestato con l’accusa di omicidio volontario.

Cinturrino resta in carcere

Ieri il gip Domenico Santoro ha disposto la custodia cautelare in carcere per Cinturrino, ma non ha convalidato il fermo per mancanza del pericolo di fuga. Secondo il giudice, l’assistente capo avrebbe ammesso “solo aspetti che risultavano acclarati”, come l’aver “alterato la scena del crimine” deponendo una pistola giocattolo accanto al corpo della vittima. Anzi, avrebbe tacciato di “infamità” i colleghi che negli interrogatori da indagati si sono ravveduti, mentre i suoi “metodi intimidatori” nelle operazioni antidroga troverebbero “conferma in più testimonianze”. Infine il gip ha ravvisato, oltre ai gravi indizi di colpevolezza, il pericolo che l’indagato possa commettere altri reati “della stessa specie di quello per cui si procede, ovvero con l’uso di armi o di altri mezzi di violenza personale, se non di criminalità organizzata”.

“Pestava un disabile”

Quanto alle versione dei quattro agenti indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso, dopo presunte iniziali reticenze, si sarebbero mostrati collaborativi con gli investigatori della Squadra Mobile di Milano.

Uno di loro avrebbe raccontato davanti al pm Giovanni Tarzia che Cinturrino “pestava con accanimento un disabile che frequentava il bosco di Rogoredo”. Inoltre l’agente ha descritto l’assistente capo come “violento e poco raccomandabile”. Dal suo canto il 41enne respinge ogni accusa relativa a eventuali taglieggi

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica