Con l’avvento della terza fase della vita diventa sempre più importante abbracciare uno stile di vita sano, curato e che comprenda visite e controlli di routine. Il corpo inizia lentamente a invecchiare, il metabolismo rallenta, la massa muscolare si riduce come la densità delle ossa. Le stesse articolazioni risultano meno elastiche e anche il sistema cardiocircolatorio si avvia verso una fase di invecchiamento, con un minor afflusso di sangue al cervello. Il cuore, motore principale della vita, subisce a sua volta una serie di cambiamenti significativi.
Le pareti tendono a ispessirsi e aumenta leggermente il volume, si segnala un aumento della pressione arteriosa e un irrigidimento delle arterie. Una condizione da non sottovalutare, in particolare se si abbraccia uno stile di vita ricco di stress, con poco movimento e combinato con un’alimentazione sbilanciata. Per prevenire problematiche e malattie è fondamentale monitorare lo stato di salute personale, a partire dal cuore con esami e controlli periodici da sottoporre all’attenzione del medico di fiducia.
Cuore, come funziona e quali le problematiche
Muscolo involontario dell’organismo, il cuore, svolge il ruolo di una doppia pompa che aspira e preme per immettere il sangue in circolo in tutto l’organismo. È diviso in quattro parti: atrio destro e sinistro, ventricolo destro e sinistro.
Le fasi principali del funzionamento del cuore sono due: sistole o contrazione e diastole o rilassamento. L’atrio destro del cuore riceve il sangue povero di ossigeno, attraverso le vene cave, viene immesso tramite il ventricolo destro in direzione dei polmoni per ricaricarsi di ossigeno. Questo sangue, tramite le vene polmonari, raggiunge l’atrio sinistro e attraversando il ventricolo sinistro viene pompato con forza nell’arteria aorta che ha il compito fondamentale di immetterlo nel resto del corpo.
Con l’avanzare degli anni anche il cuore tende a invecchiare e, come accennato, la sua anatomia cambia con pareti più strette e camere più ampie. Questa condizione lo espone a molteplici problematiche come le malattie aterosclerotiche ma anche l’ipertensione, la fibrillazione atriale fino allo scompenso cardiaco e l'infarto. Prevenire queste problematiche risulta fondamentale, ecco perché è importante effettuare controlli annuali di routine così da monitorare lo stato di salute del cuore.
Controlli medici da effettuare dopo i 60 anni
Un controllo annuale di routine può risultare utile per verificare lo stato di salute del cuore, così da individuare per tempo anche la presenza di problematiche. Una necessità utile a ogni età, ma che può rivelarsi fondamentale superati i 60 anni.
ECG
ECG o elettrocardiogramma, si tratta di un esame rapido ed efficace, utile a monitorare il ritmo del cuore e la sua funzionalità. Si effettua applicando degli elettrodi sulla zona del torace, delle braccia e delle gambe. Il paziente è sdraiato, durante l’esame vengono rilevati gli impulsi elettrici prodotti dal cuore e trasformati in un tracciato che verrà analizzato dal cardiologo.
Analisi del sangue
Un esame che andrebbe effettuato almeno una volta all’anno e che, superata la soglia dei 60 anni, potrebbe rivelarsi molto utile, per monitorare nel dettaglio lo stato di salute del cuore e quello generale. Il medico dovrebbe prescrivere l’analisi del colesterolo e del profilo lipidico, della glicemia, la funzionalità renale e degli elettroliti. Ma anche il controllo della lipoproteina (a) che può indicare la presenza di un rischio cardiovascolare, seguita da omocisteina oltre agli indici infiammatori quali VES, PCR, CPK, LDH.
Pressione
Da controllare ogni tre mesi così da prevenire infarto e ictus. Da misurare con il supporto dello sfigmomanometro sia in versione digitale che manuale. La valutazione si effettua stando seduti, in una condizione di tranquillità e serenità, evitando di bere, fumare o assumere caffè nei 15 minuti antecedenti. Il braccio deve risultare rilassato e appoggiato a un supporto, e per questo non sollevato o sospeso. I valori di riferimento di una pressione ottimale, per un over 60, è pari a 120 mmHg (sistolica) e 80 mmHg (diastolica) con un margine di tolleranza di 130-139/70-80 mmHg. La pressione va misurata sempre alla stessa ora, preferibilmente al mattino prima di colazione.
Ecocardiogramma o ecocolordoppler cardiaco
L’esame monitora la struttura del cuore e la sua funzionalità, lo spessore delle pareti e le fasi di contrazione. Oltre a mappare i movimenti del sangue e la direzione. L’esame non è invasivo e non procura dolore, si effettua con il paziente sdraiato sul lettino in posizione supina o appoggiato sul fianco sinistro. Il cardiologo applica sul torace un gel specifico e necessario per facilitare la trasmissione degli ultrasuoni, per poi passare l’apposita sonda ecografica che capta le immagini del cuore da tutte le angolazioni.
Esami e approfondimenti richiesti dal medico
In presenza di anomalie il medico potrebbe richiedere una serie di esami aggiuntivi per approfondire la condizione quali ecocardiocolordoppler, test da sforzo o elettrocardiogramma dinamico (Holter), per verificare lo stato di salute delle carotidi si effettua l’eco-doppler dei tronchi sovraortici, e anche la TAC coronarica.
Il monitoraggio dello stato di salute del cuore è consigliabile ogni anno e diventa d’obbligo in caso di familiarità con problematiche cardiache, diabete, ipertensione e fumo. Uno stile di vita sano ed equilibrato può rivelarsi utile per ridurre la possibilità di sviluppare problematiche e affaticare il cuore.