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Albanese ha il mal francese

La quasi-avvocatessa che se ne va in giro per conferenze a insultare gli ebrei e accusare Israele di ogni male, spiegandoci che lei, e solo lei, sa la verità sul Medio Oriente

Albanese ha il mal francese
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In Italia ha un medagliere di cittadinanze onorarie appuntate al petto da sindaci rossi da fare invidia agli ori olimpici di Milano-Cortina. E lei, Francesca Albanese, sghignazza perché ha trovato la sinistra perfetta qui in Italia. Quella talmente ossessionata da Giorgia Meloni da lasciare il palcoscenico a lei. La quasi-avvocatessa che se ne va in giro per conferenze a insultare gli ebrei e accusare Israele di ogni male, spiegandoci che lei, e solo lei, sa la verità sul Medio Oriente. Il tutto sotto l'egida di quell'ormai baraccone anti occidentale chiamato Onu. Ma chissenefrega, tanto la simpatizzante di Hamas che fa l'occhiolino agli ayatollah iraniani - quelli che impiccano gli omosessuali e chiudono le donne in schiavitù -, sa come vanno le cose da Schlein e compagni ed è già pronta per prendersi la poltrona alle prossime elezioni. Come già Ilaria Salis che, per lo stesso schema di gioco, siede all'Europarlamento, mentre i suoi compagni di caccia col martello a Budapest si beccano otto anni di galera. Non lo dice il Giornale, non lo dice quel fascista omofobo di Cerno, lo dice la Francia di Emmanuel Macron. Il grande alleato «antifa» che, fra una cinquina della moglie Brigitte e un selfie mentre telefona a Donald Trump, non tocca più palla nell'Europa dei socialisti e dei verdi. Quello che rosica quando Giorgia Meloni dice un «no» e Bruxelles si adegua.

Quello che sta studiando in fretta il tedesco per chiedere a Merz cosa ci faccia sempre a Roma e mai a Parigi. Se perfino questa Francia, bollita e senza un governo, ha chiesto all'Onu di cacciare l'Albanese, sono certo che in Italia invece stanno già stampando i manifesti per portarla come una Madonna in campagna elettorale.

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