Tav, l'incontro tra il governo e le associazioni per il sì delude gli imprenditori

Al termine dell'incontro, le associazioni favorevoli al Tav si sarebbero espresse negativamente sulle decisioni dell'esecutivo: "Il governo vuole dilazionare, ulteriormente, il proseguimento dei lavori. Si tratta di un atteggiamento che va contro gli interessi del mondo della produzione e del lavoro". Intanto fissata a dicembre 2018 la scadenza sull'analisi costi benefici

Tav, l'incontro tra il governo e le associazioni per il sì delude gli imprenditori

Un incontro molto atteso. E l'eterna questione del sì o del no. Tra chi spinge perché il Tav si faccia e chi, invece, vorrebbe sospendere l'imponente opera pubblica. Si è svolto in queste ore, ed è appena terminato, il meeting tra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il vice Primo Ministro, Luigi Di Maio, il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, e i rappresentanti del sistema delle imprese, del lavoro, della cooperazione e delle professioni favorevoli alla realizzazione della Torino-Lione. Che, però, non sembrano essere rimasti soddisfatti delle decisioni dell'esecutivo: "L'incontro ha dimostrato l'ulteriore volontà del Governo di dilazionare il proseguimento dei lavori relativi alla realizzazione della Tav. Si tratta di un atteggiamento che va contro gli interessi del mondo della produzione e del lavoro".

Gli imprenditori: "Il Tav non si fermi"

La riunione è stata convocata dopo la lettera indirizzata a Conte e consegnata al prefetto di Torino il 10 novembre scorso, in occasione della manifestazione di piazza Castello. E la richiesta degli imprenditori è sempre stata semplice: "I cantieri del Tav riaprano al più presto e l'alta velocità non si fermi". Al tavolo, con il presidente del consiglio, circa 13 sigle in rappresentanza di 33 associazioni. "Io sono dalla parte delle imprese", aveva detto il presidente Conte alla vigilia dell'incontro. Così come Matteo Salvini, che aveva ribadito la sua posizione per il sì.

Gli auspici espressi dai pro Tav alla vigilia

"Il tema delle infrastrutture, della logistica e dei collegamenti internazionali deve essere affrontato in maniera positiva e propositva", scrivevano nel comunicato gli imprenditori per il sì prima di incontrare la delegazione dell'esecutivo, composta da una delegazione pentastellata (all'incontro era presente anche il vice ministro dell'Economia, Laura Castelli). Che nella loro nota aggiungevano: "Occorre che le infrastrutture siano considerate come fondamentali per ogni politica di crescita e di sviluppo del nostro Paese e, in particolare, del Piemonte e di Torino. In questo contesto, la realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione costituisce uno degli assi d'azione prioritari e fondamentali e non è e non può essere merce di scambio con altre opere".

I tempi dell'analisi costi benefici

Ma se prima le scadenze dell'analisi costi benefici non sembravano essere certe, a chiusura dell'incontro almeno la deadline sarebbe stata decisa per dicembre 2018. A confermarlo Corrado Alberto, presidente di Api Torino, proprio al termine dell'incontro a Palazzo Chigi. Per l'analisi costi-benefici "definitiva ci hanno detto che ci vorranno altri tempi", avrebbe riferito Alberto. Che avrebbe poi aggiunto: "Stiamo rinviando la partenza dei lavori a non si sa quando, bloccando 3,5 miliardi di investimenti pronti". Intanto, nella nota congiunta firmata da Conte, Toninelli e Di Maio si legge anche che quella in atto è "un'analisi puntuale e non ideologizzata e che al termine di questa istruttoria si tireranno le fila".

Il Governo: "Agiremo in tempi celeri"

"Abbiamo ribadito l'impegno ad agire in tempi congrui ma celeri", si legge nella nota di governo. Che ha scelto delle parole chiave per caratterizzare l'azione: "Trasparenza, ascolto, equilibrio e approccio pragmatico".

Commenti