Benessere

Riflessologia plantare, cos'è e quali sono i suoi benefici

Questa tecnica, nota sin dall'antichità, si basa sull'ipotesi che sulle estremità si trovino riflessi tutti gli organi e le ghiandole del corpo. Numerosi sono i suoi benefici

Riflessologia plantare, cos'è e quali sono i suoi benefici
Tabella dei contenuti

La riflessologia plantare è una tecnica di massaggio che viene effettuata principalmente con i pollici della mano per la stimolazione di precisi punti del piede. Questa terapia olistica si basa sull'ipotesi che sulle estremità si trovino riflessi tutti gli organi e le ghiandole del corpo. Il massaggio, dunque, dovrebbe avere un'influenza positiva sull'organo corrispondente al riflesso stimolato. Finalità della riflessologia plantare è quella di contribuire a riequilibrare l'intero organismo e di favorirne la capacità di autoguarigione.

Dall'ansia al mal di schiena, dalla cistite all'indigestione, sono tanti i disturbi che questa tecnica può contrastare. Tuttavia è bene ricordare che in Italia essa non rientra in un inquadramento legislativo. Il riflessologo può esercitare l'attività a patto di attenersi ai principi del codice deontologico dell'AIMO, secondo i quali l'operatore di riflessologia non può formulare diagnosi e prescrivere farmaci.

La storia della riflessologia plantare

La storia della riflessologia plantare affonda le radici nell'antichità. I primi trattamenti furono praticati in Cina e in India nel 5000 a.C. Una chiara testimonianza della pratica è la "Tomba dei Medici" a Saqquara, in Egitto, sulle cui pareti è raffigurata una scena di massaggio ai piedi e alle mani. Lo stesso era ampiamente usato nella medicina ayurvedica, una delle più antiche tradizioni mediche del mondo. Fu poi per merito di Ippocrate se la riflessologia plantare si diffuse anche in occidente. Il famoso medico greco, infatti, insegnò ai suoi discepoli il massaggio ai piedi. Nel 1834 Pehr Henrik Ling, un ricercatore svedese, notò per primo il collegamento fra i dolori provenienti da alcuni organi e determinati punti del piede.

Negli anni venti del XX secolo la riflessologia venne finalmente reinventata da un medico di Boston, William Fitzgerald, il quale scoprì che, esercitando delle pressioni sui piedi, non sarebbe stata necessaria l'anestesia per piccoli interventi. Quando il medico newyorkese Edwin F. Bowers conobbe Fitzgerald, volle diffondere la pratica negli Stati Uniti mediante trattati che illustravano i suoi principi.

In Italia pionieri della tecnica furono il neurologo Giuseppe Calligaris e il dottor Nicola Gentile. Entrambi nei primi decenni del '900, nonostante lo scetticismo di gran parte del mondo accademico italiano, realizzarono numerosi studi e pubblicarono materiali molto innovativi per l'epoca.

Come funziona la riflessologia plantare

Riflessologia plantare

Secondo la riflessologia plantare ogni punto del piede riflette un'altra zona del corpo. Massaggiando l'area corretta, si va ad agire positivamente sull'organo o sull'apparato interessato. I riflessologi, che non si servono di oli o di altre sostanze per il massaggio, hanno avanzato diverse teorie per spiegare i principi che governano l'efficacia terapeutica della pratica:

  • Teoria della stimolazione nervosa. Esisterebbe un collegamento nervoso tra le varie zone dei piedi, gli elementi anatomici del corpo e il cervello. La pressione di una determinata zona dei piedi migliorerebbe la comunicazione nervosa tra il cervello e l'organo riflesso, con conseguenti benefici per lo stesso
  • Teoria del drenaggio linfatico. Scopo del sistema linfatico è quello di eliminare dal corpo la linfa e le tossine. La riflessologia plantare stimolerebbe il sistema linfatico a funzionare con più efficienza e celerità
  • Teoria della liberazione ormonale. Poiché il cervello controlla parte del sistema endocrino, il massaggio stimolerebbe il cervello a rilasciare ormoni ad azione terapeutica.

In linea generale è possibile affermare che gli alluci corrispondono all'area della testa, quindi all'ipofisi e alle tempie. La zona laterale esterna (sotto l'alluce) coincide con la cervicale. La parte centrale del piede è connessa alla milza, allo stomaco, al pancreas, ai reni e alla vescica. Il tallone è connesso all'intestino e l'area tra le dita, invece, ai dotti linfatici. La base dell'alluce, infine è legata ai bronchi e ai polmoni.

Tecniche di riflessologia plantare

Zen

Il riflessologo, prima della seduta vera e propria, consiglia al paziente un massaggio preparatorio in modo che quest'ultimo si rilassi e si abitui in maniera graduale al contatto. Il professionista, inoltre, può valutare la presenza di eventuali tensioni e capire quali sono le aree da stimolare in base alle problematiche di ciascun individuo. Numerose sono le tecniche contemplate dalla riflessologia plantare, tuttavia solo tre sono le più comunemente utilizzate:

  • Tecnica a "lombrico" o del movimento a scatto. Con il polpastrello del pollice il riflessologo effettua lievi stimolazioni ravvicinate con un movimento, appunto, che ricorda quello del lombrico. Esso è in grado di trasmettere impulsi alle zone nervose sintonizzati con i ritmi naturali del corpo;
  • Tecnica statica. Il riflessologo non ruota il pollice, ma lo tiene fermo sul punto per alcuni minuti;
  • Tecnica del movimento circolare. Il riflessologo preme il punto da trattare con il pollice e lo muove in senso orario ed antiorario varie volte.

I benefici della riflessologia plantare

Riflessologia plantare

La riflessologia plantare offre innumerevoli benefici. Oltre a depurare, riequilibrare l'energia e a migliorare la circolazione linfatica e sanguigna, essa allevia:

  • i disturbi provocati dallo stress: tensioni muscolari, mal di stomaco, cervicalgia;
  • l'irritabilità, l'ansia e il cattivo umore;
  • la sindrome del colon irritabile;
  • la stitichezza;
  • l'asma;
  • l'eczema;
  • i problemi vescicali;
  • la cistite;
  • i sintomi della menopausa;
  • la sciatica;
  • la cefalea.

La riflessologia plantare, tuttavia, presenta alcune controindicazioni. Non è indicata durante le mestruazioni abbondanti tipiche dei primi giorni, in gravidanza, in caso di diabete, problemi alla tiroide, piastrinopenia, gotta. Ancora epilessia, vasculite alle gambe, trombosi venosa profonda, piede d'atleta, diverticolite e ulcera gastrica.

Commenti