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Prosegue il percorso di sviluppo sostenibile di Autostrade per l’Italia, che rafforza il proprio impegno nella forestazione e nella riqualificazione ambientale dei territori attraversati dalla rete. Nel biennio 2024-2025, Autostrade per l’Italia ha già realizzato interventi di sistemazione del verde e nuove piantagioni per circa 30 ettari lungo la propria rete. Entro la fine del 2026, la superficie complessivamente riforestata raggiungerà i 632 mila metri quadrati, pari a circa 63 ettari. Le attività si concentrano principalmente nelle aree adiacenti a carreggiate, svincoli e spazi infrastrutturali oggetto di riqualificazione paesaggistica, attraverso nuove piantagioni e il rafforzamento delle fasce verdi esistenti. (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Autostrade per l'Italia accelera sul green, entro fine anno oltre 60 ettari saranno riforestati

Sulla rete Anas, società del Gruppo Fs, per il maxi ponte di Primavera, in occasione della Festa della Liberazione e del 1° maggio, sono previsti circa 95 milioni di veicoli da oggi fino al 3 maggio. Rispetto all’ordinario andamento settimanale del traffico oggi si stima una crescita del +6%; domani, venerdì 24 aprile, del +6% e sabato 25 aprile un calo del -11%, giornata in cui tutte le destinazioni saranno raggiunte. (Alexander Jakhnagiev)

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Esodo ponte di primavera, Anas prevede 95 milioni di spostamenti

"L'obiettivo è di chiudere il ciclo e fare in modo che non ci siano più viaggi della disperazione che trasportano rifiuti in altre parti d'Italia e all'estero, quindi che ci sia una capacità di fare riciclo e di avere target ambiziosi. È un piano rifiuti ambizioso che risolve alcune criticità che abbiamo ereditato, che prendiamo di petto e affrontiamo, senza polemica. È stato un peso importante che avevamo sulle spalle e sul quale dovevamo lavorare con serietà". Queste le parole del Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, a margine della presentazione del nuovo Piano di Gestione dei rifiuti della Regione Lazio. (Alexander Jakhnagiev)

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Rocca (Lazio) su gestione rifiuti: Anni precedenti ci sono state criticità, nuovo piano le risolve

Un cioccolatino può uccidere. E a volte lo fa due volte, a distanza di cinquant’anni. Nel 1937, a Genova, una bambina di 12 anni muore dopo aver mangiato un cioccolatino alla stricnina. Quel dolce non era destinato a lei, ma a sua madre, Maria Maddalena Berruti. Due giovani, in cerca di denaro, avevano progettato di avvelenare la donna. Lei non lo mangia. Lo porta a casa. E lo offre alla figlia. La bambina muore tra convulsioni violente, soffocata dal veleno. Cinquant’anni dopo, nel 1987, la storia si riapre. Maria Maddalena Berruti ha 82 anni. Vive sola. Viene trovata morta nel suo appartamento. Nessuna effrazione. Nessun furto. Solo un cordino stretto attorno al collo. Un omicidio inspiegabile. L’assassino entra senza forzare la porta. Usa un oggetto trovato in casa. Sposta il corpo. E lascia dietro di sé qualcosa di ancora più enigmatico: macchie di vernice verde sui muri, sui mobili, persino su un mazzo di chiavi. Una firma? Un messaggio? Le piste non portano a nulla. Non è una rapina. Non è un gesto impulsivo. È un delitto che sembra nascere da lontano. Nel 2013, Don Gallo racconta di aver raccolto la confessione dell’assassino. Ma il nome resta coperto dal segreto confessionale. Due omicidi. Una madre e una figlia. Lo stesso filo oscuro che attraversa mezzo secolo. È adesso online l’analisi investigativa del docente dell’Università degli Studi di Milano e dell’Insubria Alessandro Politi.

Alessandro Politi
Il cioccolatino che uccise due volte

Continuità del comando, ma evoluzione del sistema. L’operazione antimafia di ieri a Brancaccio e Sperone, a Palermo, lo conferma: tra i 32 fermati a seguito delle indagini del Nucleo investigativo dei carabinieri, della Squadra mobile e della Sisco, coordinate dalla Dda di Palermo, c’è Nino Sacco, boss storico del mandamento, scarcerato nel maggio del 2024 e tornato subito a comandare

Valentina Raffa
Il blitz antimafia di carabinieri e polizia a Palermo
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