I fatti sono avvenuti in zona Torino Sud: gli stranieri, accampati abusivamente con camper e roulotte, erano in possesso di machete
Le notizie esclusive sui casi di omicidio ancora aperti e fatti di cronaca recenti in Italia. Leggi gli articoli delle nostre firme per restare informato sulle news del momento: delitto di Garlasco, inchieste, immigrazione. Tutte le ultime notizie di oggi di cronaca, ma anche approfondimenti dedicati che puoi sfogliare nella rubrica Scena del crimine, dove affrontiamo casi di cronaca più famosi.
I fatti sono avvenuti in zona Torino Sud: gli stranieri, accampati abusivamente con camper e roulotte, erano in possesso di machete
"Ringrazio la nostra classe dirigente, del centrodestra marchigiano, che è stata unita e coesa nella sfida di una terra, In questi cinque anni abbiamo iniziato ad affrontare in maniera approfondita, cercando una discontinuità. E' stato un lavoro importante". Sono le prime parole di Francesco Acquaroli, dopo la riconferma alla presidenza delle Marche. Fb Francesco Acquaroli (Alexander Jakhnagiev)
"La vittoria è il segno distintivo del lavoro fatto, concreto, su tutto il territorio. Francesco vince e governa bene con il centrodestra", così Arianna Meloni Grande nelle Marche a fianco del Presidente rieletto Francesco Acquaroli. Fb Francesco Acquaroli (Alexander Jakhnagiev)
Alcune migliaia di persone hanno sfilato oggi a Torino per il corteo pro Palestina organizzato dal coordinamento "Torino per Gaza", con l'obiettivo dichiarato di raggiungere e bloccare l'aeroporto Sandro Pertini di Caselle. In apertura un lungo striscione con la scritta "Blocchiamo tutto". Tra gli obiettivi del corteo anche una sede piemontese di Leonardo. La marcia, partita da piazza Crispi, e' stata fermata da un ingente schieramento di polizia lungo strada dell'Aeroporto. Dopo momenti di tensione, cori di protesta e lo schieramento degli idranti, le forze dell'ordine hanno effettuato una carica di alleggerimento contro i manifestanti, che sventolavano bandiere palestinesi e gridavano "Vergogna". (Immagini di Romano)
Con due cariche, la polizia ha fermato i manifestanti che avrebbero voluto raggiungere l'aeroporto e la sede di Leonardo a Torino
I manifestanti chiedono alla polizia di lasciar passare verso l'aeroporto: poco dopo sono stati dispersi
Poste Italiane ha tagliato il traguardo dei 100mila passaporti erogati dopo poco più di un anno dall’avvio del servizio. Il numero record è stato raggiunto in Abruzzo, con il documento rilasciato dall’ufficio postale “Pescara 6” del capoluogo adriatico. Il servizio di rilascio e rinnovo dei passaporti negli uffici postali è partito, a marzo dello scorso anno, a seguito di una convenzione firmata tra Poste italiane, Ministero dell’Interno e Ministero delle imprese e del made in Italy. Dopo una prima fase di avvio nei Comuni con meno di 15 mila abitanti, inclusi nel progetto Polis, il servizio è stato esteso ai grandi centri urbani. Poste (Alexander Jakhnagiev)
Leno, 28 settembre 2002. Desirée Piovanelli ha 14 anni, esce di casa dicendo che andrà da un’amica… ma non ci arriverà mai. Sei giorni dopo, il suo corpo viene ritrovato in una cascina abbandonata, con 33 coltellate, legata e coperta da un telo sporco.Per la giustizia i colpevoli hanno un nome e un volto: tre minorenni e un adulto condannati. Ma per la famiglia di Desirée la verità non è mai stata detta fino in fondo. Ci sono due DNA maschili mai identificati. Ci sono fascette usate per immobilizzarla. C’è un SMS inviato da una cabina pubblica con una scheda rubata, per far credere a un allontanamento volontario. Ci sono telefonate misteriose partite dal cellulare del presunto esecutore materiale subito prima e subito dopo l’omicidio. E ci sono minacce ricevute negli anni dalla famiglia. Troppe domande restano aperte. Troppi tasselli non combaciano. Perché Desirée merita ancora giustizia.È online l’analisi completa a cura del giornalista investigativo Alessandro Politi, direttore del Laboratorio di Giornalismo Investigativo dell’Università degli Studi di Milano
Leno, 28 settembre 2002. Desirée Piovanelli ha 14 anni, esce di casa dicendo che andrà da un’amica… ma non ci arriverà mai. Sei giorni dopo, il suo corpo viene ritrovato in una cascina abbandonata, con 33 coltellate, legata e coperta da un telo sporco.Per la giustizia i colpevoli hanno un nome e un volto: tre minorenni e un adulto condannati. Ma per la famiglia di Desirée la verità non è mai stata detta fino in fondo. Ci sono due DNA maschili mai identificati. Ci sono fascette usate per immobilizzarla. C’è un SMS inviato da una cabina pubblica con una scheda rubata, per far credere a un allontanamento volontario. Ci sono telefonate misteriose partite dal cellulare del presunto esecutore materiale subito prima e subito dopo l’omicidio. E ci sono minacce ricevute negli anni dalla famiglia. Troppe domande restano aperte. Troppi tasselli non combaciano. Perché Desirée merita ancora giustizia