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Hoara Borselli introduce l'evento "Non c'è sicurezza senza giustizia", organizzato da Fratelli d'Italia a Bologna: "Se gli agenti fanno il loro lavoro e poi c'è una magistratura che libera i delinquenti, non è colpa delle forze dell'ordine e non è colpa di questo governo"

Hoara Borselli
"L'agente pestato a Torino simbolo del doppio pesismo delle toghe"

"La nuova Argentina ha adottato una posizione chiara in politica estera. Difendiamo in modo incrollabile il diritto alla vita, alla libertà e alla proprietà e le sue istituzioni derivate: l'uguaglianza di fronte alla legge, la libertà di espressione e il libero commercio. La difesa di questi diritti non è negoziabile; è un prerequisito per la pace. Ma non tutti gli attori internazionali giocano con le stesse regole. Ci sono coloro che rifiutano questi diritti, li calpestano e beneficiano di ciò che gli altri rispettano. Di fronte a questo, la buona volontà non basta. Abbiamo bisogno di istituzioni con la volontà e la capacità di far valere le regole. Una pace duratura non si costruisce su consensi che cedono sui principi fondamentali. Si costruisce sulla determinazione di difenderli: Si vis pacem, para bellum (se vuoi la pace, prepara la guerra). L'Argentina partecipa a questo Consiglio con la convinzione che la pace richieda decisione politica e un'architettura istituzionale capace di sostenere soluzioni reali nel tempo. Il Presidente Trump ha predicato con l'esempio, mediando l'accordo di pace a Gaza, accordo che è stato poi ratificato dalla Risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Il Consiglio della Pace nasce come espressione di quella leadership, con il mandato di eseguire un piano di pacificazione e ricostruzione, e i meccanismi per farlo, tra cui una forza internazionale di stabilizzazione. In questa fase iniziale, l'Argentina è pronta a contribuire. Mettiamo a disposizione la collaborazione dei nostri Caschi Bianchi. La nostra esperienza nelle operazioni di pace è un capitale collaudato che mettiamo al servizio della forza di stabilizzazione. Crediamo in una diplomazia che si assume rischi per raggiungere la pace. Crediamo nella leadership che affronta sfide complesse con determinazione, come quella del Presidente Trump. E crediamo che l'unica pace che valga la pena costruire sia quella che poggia sui diritti inalienabili dell'uomo. Il Consiglio della Pace offre un quadro per avanzare in questa direzione. L'Argentina lo sostiene”, così il presidente dell’Argentina Javier Milei intervenuto al Board of Peace a Washington. Courtesy: Casa Bianca (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Board of Peace, Milei: "Pace si costruisce con forza e libertà"

"La sfida geopolitica più forte oggi è quella che potremmo definire l'unità dell'Occidente. Questa unità purtroppo oggi l'abbiamo persa col conflitto in Ucraina di cui cadrà il quarto anniversario tra qualche giorno, che è un conflitto tra due nazioni con radici cristiane all'interno dell'Europa. E anche con una forte dialettica esistente tra le due sponde dell'Atlantico. Questa è la dimensione su cui lavorare maggiormente, e su cui il governo sta lavorando" così il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Mantovano, intervistato da Mario Sechi in un evento di Libero Quotidiano a Roma. (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Mantovano: "Sfida oggi è mantenere unità Occidente persa con guerra Ucraina e dialettica Usa-Ue"

Tra un mese circa gli italiani saranno chiamati a esprimere il voto per il referendum giustizia. In tanti sono convinti che votare sì significhi spezzare il sistema della giustizia, ma non è così. Separare le carriere significa dividere i percorsi di quelli che indagano da quelli che giudicano, per non mischiare troppo le carte. E per questa battaglia la premier Giorgia Meloni si sta battendo come un leone. Il commento di Vittorio Feltri

Vittorio Feltri
Separare le carriere è giusto. E Meloni si sta battendo come un leone

The Board su Camera con Vista su La7 L'anticipazione di Camera con Vista, il programma di Alexander jakhnagiev in onda su La7 la Domenica alle 09.40 e in replica Lunedì in terza serata. Nella nuova puntata riflettori accesi sul Board of Peace di Donald Trump e la prima riunione tenutasi a Washington mentre Gaza sopravvive tra le macerie. (Alexander Jakhnagiev)

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'The Board' su Camera con Vista su La7 di Alexander jakhnagiev

"L’Ungheria è l’unico Paese a essere rappresentato qui al massimo livello tra i membri fondatori dell’Unione Europea. Rappresento un Paese che vive da quattro anni nelle vicinanze di una guerra più ampia. Sappiamo tutti che questa guerra non sarebbe scoppiata se il Presidente Trump fosse stato in carica in quel momento. Tuttavia, il ritorno del Presidente Trump alla guida offre una grande opportunità per moltiplicare gli sforzi di pace non solo a Gaza, ma anche in Ucraina. Signor Presidente, siamo orgogliosi di essere tra i membri fondatori e siamo felici di trovarci in una compagnia così prestigiosa" così il primo ministro ungherese all'apertura del Board of Peace. (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Board of Peace, Orban: "Un onore per l'Ungheria essere stati invitati qui"

"Prima volta che la Polizia di Stato apre un proprio presidio presso una stazione metropolitana, la stazione Termini, e chiaramente un nodo nevralgico per la mobilità della città di Roma. Ed è un nodo nevralgico anche per cambiare, diciamo, la modalità di accesso da parte dei cittadini verso il servizio di pubblico di trasporto. Sicuramente noi dobbiamo aumentare la qualità, la quantità del trasporto, però è fondamentale l'aspetto della sicurezza" così il dg di Atac Paolo Aielli, a margine dell'inaugurazione della sede della Polmetro a Termini. (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Nuova sede Polmetro a Termini, Aielli (Dg Atac): "Possiamo migliorare servizio, ma serve sicurezza"

"In tutti questi missili e droni russi utilizzati oggi ci sono migliaia di componenti che la Russia non produce da sola. Cinque missili Iskander-N contengono almeno 75 componenti critici di produzione non russa. Tre missili Kh-101 includono quasi 160 componenti che la Russia non è in grado di sostituire autonomamente. Ogni drone Shahed contiene centinaia di componenti di questo tipo, importati in Russia da altri Paesi, e non solo da aziende cinesi, tra l’altro. Per l’Europa, per l’America, per il Giappone, non si tratta solo di noi in Ucraina: è importante per la sicurezza globale che i partner blocchino realmente le catene di approvvigionamento verso la Russia dei componenti critici necessari alla produzione di armi. Ed è altrettanto importante che le stesse aziende controllino meglio dove finiscono i loro componenti. Senza questi legami con il mondo, la Russia non può fare nulla: non è in grado di essere forte in un isolamento totale. Proprio per questo blocchi e pressioni possono davvero spingere l’aggressore a cambiare politica. Ma tutto dipende dalla determinazione del mondo" così il Presidente dell'Ucraina Zelensky, in un video sui suoi social. Courtesy: Telegram Zelensky (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Zelensky: "Missili russi hanno componenti che arrivano anche da America ed Europa"
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