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"Siamo diventati uno dei Paesi più forti nella manifattura e nell'esportazione, capace di esaltare il genio della creatività in tantissimi settori. Siamo apprezzati in tutto il mondo per i nostri stili di vita, per la bellezza dei nostri territori, per i tesori artistici che custodiamo. Per la cultura del cibo e del vino, che diventa patrimonio internazionale". Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio di fine anno, al Quirinale. Quirinale (Alexander Jakhnagiev)

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Mattarella: Italia apprezzata per lo stile di vita, col cibo patrimonio internazionale

"Nessun ostacolo è più forte della nostra democrazia. Desidero ricordarlo a tutti noi e rivolgermi, particolarmente, ai più giovani. Qualcuno, che vi giudica senza conoscervi davvero, vi descrive come diffidenti, distaccati, arrabbiati: non rassegnatevi. Siate esigenti, coraggiosi. Scegliete il vostro futuro. Sentitevi responsabili come la generazione che, ottanta anni fa, costruì l’Italia moderna. Auguri" così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel tradizionale discorso di fine anno. (Alexander Jakhnagiev)

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Mattarella: "Giovani, non rassegnatevi, scegliete il vostro futuro"

""La nostra vera forza, la coesione sociale nella libertà e democrazia, ci ha consentito di fare dell’Italia il grande Paese che è oggi. Le legittime dialettiche tra le varie posizioni hanno contribuito a concrete realizzazioni che hanno cambiato in meglio la vita delle persone. Diritti e doveri sono diventati progressivamente fatti e non sono rimasti astratte affermazioni. Riflettere su ciò che insieme abbiamo conquistato è la premessa per poter guardare al futuro con fiducia e con rinnovato impegno comune. La consapevolezza di questa storia può conferirci forza per affrontare con serenità le sfide e le insidie del nostro tempo. Vecchie e nuove povertà, che ci sono e vanno contrastate con urgenza, diseguaglianze, ingiustizie, comportamenti che feriscono il bene collettivo come corruzione, infedeltà fiscale, reati ambientali: crepe che rischiano di compromettere proprio quella coesione sociale che consideriamo un bene prezioso di cui disponiamo. Un bene che, tuttavia, non è mai acquisito definitivamente. Un bene per cui siamo chiamati a impegnarci, ognuno secondo il suo livello di responsabilità, senza che nessuno possa sentirsi esentato. Perché la Repubblica siamo noi. Ciascuno di noi" così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel tradizionale discorso di fine anno. (Alexander Jakhnagiev)

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Mattarella: "La vera forza dell'Italia è la coesione sociale"

"Nessun ostacolo è più forte della nostra democrazia”. Così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiudendo il suo messaggio di fine anno, pronunciato in piedi con alle spalle il manifesto simbolo del referendum del 2 giugno 1946, quello della scelta repubblicana. Sulla scrivania la Costituzione. Alla fine il Capo dello Stato si rivolge ai giovani: “Qualcuno che vi giudica senza conoscervi davvero vi descrive come diffidenti, distaccati, arrabbiati. Non rassegnatevi. Siate esigenti. Coraggiosi. Scegliete il vostro futuro. Sentitevi responsabili come la generazione che, ottant’anni fa, costruì l’Italia moderna” Quirinale (Alexander Jakhnagiev)

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Mattarella: La Repubblica siamo noi. Ai giovani dico, non rassegnatevi. Siate coraggiosi

"Nell’anno che si presenta ricorderemo gli ottant’anni della Repubblica. Ottant’anni sono pochi se guardati con gli occhi della grande storia ma sono stati decenni di alto significato. Sfogliamo velocemente un album immaginario della storia della Repubblica, come talvolta si fa quando ci si ritrova in famiglia. Il primo fotogramma del nostro viaggio è rappresentato dalle donne. Il segno dell’unità di popolo, infatti, fu simbolicamente impresso dal voto delle donne, per la prima volta chiamate finalmente alle urne. Quel segno diede alla Repubblica un carattere democratico indelebile, avviando un percorso, ancora in atto, verso la piena parità". Lo ha affermato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel discorso di fine anno. Quirinale (Alexander Jakhnagiev)

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Mattarella: Repubblica ha 80 anni, primo voto donne carattere indelebile democrazia

"La Repubblica è uno spartiacque nella nostra storia. Non uno Stato che sovrasta i cittadini ma uno Stato che riconosce i diritti inviolabili, la libertà delle persone, le autonomie della comunità" così il Presidente Mattarella nel tradizionale discorso di fine anno. Courtesy: Quirinale (Alexander Jakhnagiev)

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Mattarella: "La Repubblica è uno spartiacque nella storia d'Italia"

"Nell'anno che si presenta ricorderemo gli ottant'anni della Repubblica. Ottant'anni sono pochi se guardati con gli occhi della grande storia ma sono stati decenni di alto significato. Sfogliamo velocemente un album immaginario della storia della Repubblica, come talvolta si fa quando ci si ritrova in famiglia. Il primo fotogramma del nostro viaggio è rappresentato dalle donne. Il segno dell'unità di popolo, infatti, fu simbolicamente impresso dal voto delle donne, per la prima volta chiamate finalmente alle urne. Quel segno diede alla Repubblica un carattere democratico indelebile, avviando un percorso, ancora in atto, verso la piena parità" così il Presidente Mattarella nel tradizionale discorso di fine anno. Courtesy: Quirinale (Alexander Jakhnagiev)

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Mattarella: "Nel 2026 ricorderemo 80 anni della Repubblica, iniziata con primo voto delle donne"

"La pace è un modo di pensare: quello di vivere insieme agli altri, rispettandoli, senza pretendere di imporre loro la propria volontà, i propri interessi, il proprio dominio. Il modo di pensare, la mentalità, iniziano dalla vita quotidiana. Riguardano qualunque ambito: quello internazionale, quello interno ai singoli Stati, a ogni comunità, piccola o grande. Per ogni popolo inizia dalla sua dimensione nazionale". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio agli italiani di fine anno Quirinale (Alexander Jakhnagiev)

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Mattarella: La pace non è imporre il proprio dominio o i propri interessi

"L'Assemblea costituente, eletta contestualmente al referendum che sancì la scelta repubblicana, fu capace di trovare una sintesi di alto valore mentre la dialettica politica si sviluppava tra convergenze e contrasti, anche molto forti. Di mattina i costituenti discutevano - e si contrapponevano - sulle misure concrete di governo, nel pomeriggio, insieme, componevano i tasselli della nostra Carta costituzionale. La Costituzione italiana, che ha ispirato e guidato il Paese per tutti questi decenni". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio agli italiani di fine anno. Quirinale (Alexander Jakhnagiev)

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Mattarella: Costituenti crearono Costituzione superando una forte dialettica

"Di fronte all'interrogativo: 'cosa posso fare io?' dobbiamo rimuovere il senso fatalistico di impotenza che rischia di opprimere ciascuno. L'affermazione della libertà, la costruzione della pace sono nell'atto fondativo della nostra Repubblica, che esprime la volontà di realizzare il futuro insieme, attraverso il dialogo. Raffigura la responsabilità di essere cittadini" così il Presidente Mattarella nel tradizionale discorso di fine anno. Courtesy: Quirinale (Alexander Jakhnagiev)

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Mattarella: "No al fatalismo, serve responsabilità di tutti i cittadini"
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