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"Poche volte, in tutta la mia vita e nella mia lunga attività pubblica, ho percepito e condiviso un dolore così straziante, un'angoscia così profonda", ha detto Tajani riferendosi alla sua esperienza sulla tragedia di Crans-Montana, parlando al Senato. Senato (Alexander Jakhnagiev)

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Tajani: A Crans-Montana angoscia e dolore raramente provati nella mia vita

Sono rientrati in Italia Alberto Trentini e Mario Burlò dopo la liberazione dal Venezuela. Ad attenderli a Ciampino, oltre ai familiari, la premier Meloni e il Ministro degli Esteri Tajani. “Hai abbracciato la mamma, è stata tanto in pensiero lo sai?”, ha detto Meloni a Trentini che, stringendole la mano, l'ha più volte ringraziata. Chigi (Alexander Jakhnagiev)

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Meloni a Trentini: "Hai abbracciato mamma? È stata tanto in pensiero"

"Io sono contento di quello che stiamo facendo. Sicuramente non è il momento per togliere i militari dalle strade e dalle stazioni, anzi è un momento in cui c'è bisogno di ancora più divise nelle strade e nelle stazioni. Poi ci sono militari, poliziotti, carabinieri, polizia locale. A me interessa che ci sia più presidio, più presenza, più sicurezza. È un errore in questo momento tagliare Strade sicure e togliere i militari delle strade". Lo ha detto il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, a un convegno sul turismo in Senato. Senato (Alexander Jakhnagiev)

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Salvini: Errore tagliare ora "Strade sicure". Impensabile togliere Forze ordine da strade e stazioni

È atterrato a Ciampino, a Roma, l'aereo partito da Caracas che ha riportato in Italia Alberto Trentini e Mario Burlò, rilasciati dopo oltre 14 mesi di detenzione in Venezuela. Ad accoglierli la premier Giorgia Meloni e il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, oltre ai famigliari dei due italiani: Trentini ha abbracciato sua mamma Armanda, Burlò i figli Gianna e Corrado. Fb Meloni (Alexander Jakhnagiev)

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Trentini abbraccia la mamma, Burlò i figli. Il rientro in Italia dopo la liberazione dal Venezuela

"Ho votato a favore della riforma sulla separazione delle carriere in entrambi i passaggi alla Camera, senza esitazioni. Non perché sia la riforma di Nordio, di Meloni o tantomeno di Berlusconi, ma perché è una riforma che affonda le sue radici nella tradizione pannelliana, radicale, liberale e socialista. È una riforma necessaria, che arriva tardi ed è portata avanti dalla maggioranza sbagliata: una maggioranza spesso manettara e lontana dal garantismo. Ma questo accade perché le maggioranze giuste non l’hanno fatta quando avrebbero potuto. Non possiamo regalare alla destra la bandiera di una riforma giusta e necessaria. Io voto Sì anche perché voglio dare un contributo alla costruzione di un’alternativa di governo credibile e vincente. Pensare di battere la destra rinchiudendo il campo progressista in un recinto identitario e giustizialista sarebbe un errore grave. Le elezioni si vincono solo se si riesce a costruire una proposta politica riformatrice, europeista, liberale e garantista: dobbiamo tenere dentro questo campo quegli elettori che, da tradizioni diverse, condividono battaglie di civiltà come la separazione delle carriere", lo ha detto Benedetto Della Vedova. Ig Della Vedova (Alexander Jakhnagiev)

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Referendum giustizia, Della Vedova: Non regalare alla destra bandiera di riforma giusta e necessaria

Alberto Trentini è stato liberato dal governo senza troppo chiasso. Il cooperante, però, tornerà in Italia e troverà quella che, con tutta probabilità, è la sua parte politica a contestare l’abbattimento del regime che lo teneva prigioniero. E a difendere con il silenzio il massacro di giovani ad opera degli ayatollah

Tommaso Cerno
Il bentornato della sinistra a Trentini: da Schlein alla Albanese in piazza per il carceriere Maduro

Data del referendum della giustizia fissata e già scoppiano le polemiche assurde contro il governo da parte dei soliti noti contro qualunque iniziativa che vuole modernizzare il Paese

Gabriele Barberis
Landini, Anm e forcaioli: il fronte del No che vuole bloccare l'Italia
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