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"L'Italia non è in guerra con nessuno e non sarà in guerra con nessuno. Gli sviluppi nel Golfo e in Medioriente suscitano in tutti una profonda preoccupa, ma difendere i nostri partner regionali significa difendere la libertà dei nostri cittadini delle nostre imprese". Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri Tajani in Aula alla Camera. Camera (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Crisi Iran, Tajani: L'Italia non è e non sarà in guerra con nessuno

"Vogliamo evitare assolutamente un allargamento del conflitto. Stiamo incoraggiando tutte le parti a esercitare la massima moderazione, tenendo aperti i canali di dialogo con l'Iran, senza tradire la nostra posizione: l'Iran non può dotarsi di armi nucleari e disporre di sistemi missilistici in grado di rappresentare una minaccia esistenziale per Israele, per la regione e per l'Europa". Così il Ministro degli Affari esteri Antonio Tajani durante le comunicazioni alla Camera dei deputati, in merito all'evoluzione del quadro internazionale. Camera (Alexander Jakhnagiev)

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Tajani: Iran non può dotarsi di nucleare per minacciare Israele e Ue

"È da questo banale presupposto che muove l’azione italiana, in Patria e ovviamente a livello internazionale, in particolare verso il continente africano. Lo abbiamo declinato con il Piano Mattei, un programma di investimenti nei Paesi africani che disegna una strategia di cooperazione, ma cooperazione tra pari, costruita su una visione chiara: aiutare a creare le condizioni strutturali affinché nelle Nazioni africane si sviluppino filiere produttive, imprese locali forti, occupazione stabile e dignitosa. Affinché l’Africa possa crescere e prosperare processando le sue risorse, coltivando le sue terre, valorizzando al meglio il suo capitale umano". Così la premier Giorgia Meloni intervenendo al convegno 'Laying the groundwork for jobs in Africa: core infrastructure & business environments', organizzato presso la sede centrale della Banca d’Italia a palazzo Koch dalla Banca Mondiale e dalla presidenza del Consiglio dei Ministri. Chigi (Alexander Jakhnagiev)

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Piano Mattei, Meloni: È un programma di cooperazione tra pari

"Uno dei segnali più concreti di questa collaborazione è stata, in questi mesi, l'apertura a Roma dell'ufficio dell'International Finance Corporation. La presenza stabile dell'International Finance Corporation nella nostra Capitale non è un fatto simbolico. È una scelta strategica. Significa creare un ponte operativo tra il sistema produttivo italiano, i mercati africani e gli strumenti finanziari del Gruppo Banca Mondiale. Vuol dire facilitare l'incontro tra imprese, investitori e progetti bancabili. Significa rafforzare la capacità di mobilitare capitale privato verso iniziative ad alto impatto occupazionale. Vogliamo che Roma diventi uno snodo europeo per gli investimenti in Africa, un luogo nel quale pubblico e privato lavorano insieme per trasformare buone idee in posti di lavoro. Perché il punto centrale, per noi, di nuovo, è questo: il lavoro. Lavoro dignitoso, stabile, di qualità. Lavoro che consenta ai giovani africani di costruire il proprio futuro nella propria terra". Così la premier Giorgia Meloni intervenendo al convegno 'Laying the groundwork for jobs in Africa: core infrastructure & business environments', organizzato presso la sede centrale della Banca d’Italia a palazzo Koch dalla Banca Mondiale e dalla presidenza del Consiglio dei Ministri. Chigi (Alexander Jakhnagiev)

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Piano Mattei, Meloni: L'Italia vuole essere hub europeo per investimenti in Africa

Sui navigli, nel cuore della movida Milanese, si piange la morte del terrorista Khamenei. Nel centro islamico Imam Ali, uomini e donne, rigorosamente coperte dai burqa, hanno commemorato la dipartita dell'ex Guida suprema dell'Iran. E oltre a questo, stiamo assistendo alla saldatura tra i pro-Pal, quindi sunniti, agli sciiti che guardano alla Repubblica islamica. Un asse pericoloso. E il problema lo abbiamo anche in casa

Giulia Sorrentino
Abbiamo i pro-Khamenei in casa

“La posizione del governo spagnolo si riassume in quattro parole: no alla guerra. Il mondo, l'Europa e la Spagna ci sono già passati 23 anni fa, quando un'altra amministrazione statunitense ci trascinò in una guerra in Medio Oriente, una guerra che in teoria, secondo quanto affermato allora, era volta a eliminare le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, portare la democrazia e garantire la sicurezza globale, ma che in realtà ha prodotto l'effetto contrario, scatenando la più grande ondata di insicurezza che il nostro continente abbia subito dalla caduta del muro di Berlino. La guerra in Iraq ha generato un drastico aumento del terrorismo jihadista, una grave crisi migratoria nel Mediterraneo orientale e un aumento generalizzato dei prezzi dell'energia e del costo della vita”. Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez in una dichiarazione istituzionale dal Palazzo della Moncloa. Moncloa (Alexander Jakhnagiev)

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Crisi Golfo, Sanchez risponde a Trump su no uso basi in Spagna: Non ripeteremo errori dell'Iraq

Dopo gli aumenti dei costi di fertilizzanti ed energia che avevamo avuto con lo scontro bellico fra Russia e Ucraina e che non è più rientrato +46%, questo ulteriore scontro bellico rischia di far esplodere nuovamente i costi di gestione per tutta la filiera agricola e agroalimentare. Per reagire, servirà essere tempestivi anche con misure di carattere comunitario a sostegno delle nostre imprese. L’Europa si deve render conto che deve essere in grado di essere veloce e tempestiva anche nella cancellazione di alcune tasse come il Cbam, che rischia oltre all’aumento dei costi di aggiungerne altri su prodotti che noi non produciamo all’interno del contesto europeo”. Così il Presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, a margine della mobilitazione organizzata dalla Coldiretti al Palapartenope di Napoli. (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Crisi Golfo, Prandini (Coldiretti): Conflitto rischia fare esplodere costi agroalimentare
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