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"Parteciperà il Governo di Cipro, che ha la presidenza dell'Unione Europea. Poi Grecia, Romania, Slovacchia, la Croazia e l'Austria. Vorrei ricordare altri Paesi, Albania, Argentina, Armenia, Azerbaigian, Bahrein, Cambogia, Egitto, El Salvador, Indonesia, Kazakistan, Kosovo, Pakistan, Paraguay" così il Ministro Tajani rispondendo in replica sulla sulla sua informativa alla Camera sul Board of Peace venendo ripetutamente interrotto dalle opposizioni. (Alexander Jakhnagiev)

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Board of Peace, il Ministro Tajani elenca i Paesi partecipanti interrotto dalle opposizioni

"È dovere della politica sostenere e incoraggiare questo impegno spontaneo, senza cedere a visioni partigiane che non hanno ragion d’essere di fronte al bene supremo della pace. Ce lo ha ricordato anche il Presidente Mattarella, che lo scorso 10 ottobre a Tallinn ha sottolineato quanto sia indispensabile sostenere gli sforzi ulteriori dei Paesi mediatori verso una vera pace, perché l’alternativa sarebbe devastante. Questo è il nostro impegno quotidiano. Questo è l’impegno del Governo per la pace e la stabilità di Gaza e del Medioriente" così il Ministro Tajani intervenendo alla Camera nell'informativa sul Board of Peace. (Alexander Jakhnagiev)

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Board of Peace, Tajani: "No a visioni partigiane davanti a bene supremo della pace"

"L'assenza dell'Italia a un tavolo in cui si discute di pace nel Mediterraneo sarebbe non solo politicamente incomprensibile, ma anche contrario alla lettera e allo spirito dello stesso articolo 11 della nostra Costituzione, laddove sancisce il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie. Il Governo ha ritenuto opportuno accettare l'invito dell'amministrazione Usa a presenziare, in qualità di Paese osservatore, alla prima riunione del Board of Peace. Questa è certamente una soluzione equilibrata e rispettosa dei nostri vincoli costituzionali" così Tajani intervenendo alla Camera nell'informativa sul Board of Peace. (Alexander Jakhnagiev)

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Board of Peace, Tajani: "Non partecipare sarebbe politicamente incomprensibile"

"Siamo stati invitati questa riunione come osservatore. Non potremmo prendervi parte come membri, perché lo statuto del Board of Peace è in contrasto con l'articolo 11 della Costituzione, ma abbiamo ritenuto opportuno esserci. Siamo uno dei Paesi occidentali che ha fatto di più per Gaza. Martedì ci sarà un dibattito in Parlamento e spiegheremo perché andiamo" così il ministro Tajani, nella conferenza stampa congiunta con la minisra canadese Anand alla Farnesina, dopo l'incontro bilaterale. (Alexander Jakhnagiev)

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Board of Piece, Tajani: "Siamo stati invitati come osservatori, ma non siamo membri"

"Stiamo preparando un nuovo pacchetto di sanzioni contro cittadini russi che lavorano per la guerra e mettono lo sport al servizio del conflitto. I documenti sono già pronti. Questo pacchetto di sanzioni ucraino deve essere un segnale per il resto del mondo, un segnale che non si può semplicemente chiudere gli occhi davanti al sostegno all’aggressione, mentre agli ucraini viene persino vietato di ricordare le vittime dell’aggressione russa. Questo è senza dubbio un arretramento globale rispetto alla giustizia. Noi ristabilirermo la giustizia. Il decreto sulle sanzioni arriverà a breve" così il Presidente dell'Ucraina Zelensky in un video sui suoi social. Courtesy: Telegram Zelensky (Alexander Jakhnagiev)

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Zelensky: Sanzioni contro cittadini russi che lavorano per la guerra e usano anche lo sport

Undici nuove province e record di oltre 900 passaporti rilasciati in un solo giorno. Dal nord al sud, continua a espandersi il servizio di rilascio e rinnovo dei passaporti firmato Poste Italiane. Nei piccoli comuni grazie al Progetto Polis, ma anche nelle grandi città, il Gruppo ha erogato ben 15600 passaporti nel solo mese di gennaio, superando il precedente picco di 13600 del marzo 2025. In totale, sono circa 159mila le richieste, 117mila delle quali negli uffici Polis, nei quali i cittadini hanno scelto, nel 79% dei casi, il servizio di consegna a domicilio di Poste Italiane. Courtesy: TgPoste (Alexander Jakhnagiev)

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Poste Italiane estende il servizio passaporti a 5100 uffici postali, il servizio

"Per cinque secoli, fino alla fine della Seconda guerra mondiale, l’Occidente era stato in espansione: missionari, pellegrini, soldati ed esploratori si riversavano dalle sue coste per attraversare gli oceani, colonizzare nuovi continenti e costruire vasti imperi estesi in tutto il globo. Ma nel 1945, per la prima volta dall’epoca di Colombo, iniziò a contrarsi. L’Europa era in rovina. Metà di essa viveva dietro una Cortina di ferro e il resto sembrava destinato a seguirla presto. I grandi imperi occidentali erano entrati in una fase di declino terminale, accelerata da rivoluzioni comuniste atee e da rivolte anticoloniali che avrebbero trasformato il mondo e steso il martello e la falce rossi su ampie porzioni della mappa negli anni a venire. In quel contesto, come oggi, molti arrivarono a credere che l’epoca del dominio occidentale fosse finita e che il nostro futuro fosse destinato a essere un’eco debole e sbiadita del passato. Ma insieme i nostri predecessori capirono che il declino era una scelta, ed era una scelta che si rifiutarono di fare. Questo è ciò che facemmo insieme una volta, ed è ciò che il presidente Trump e gli Stati Uniti vogliono fare di nuovo oggi, insieme a voi. Per questo non vogliamo alleati deboli, perché la loro debolezza rende più deboli anche noi. Vogliamo alleati in grado di difendersi, affinché nessun avversario sia mai tentato di mettere alla prova la nostra forza collettiva. Per questo non vogliamo alleati incatenati dal senso di colpa e dalla vergogna. Vogliamo alleati orgogliosi della propria cultura e della propria eredità, consapevoli di essere eredi della stessa grande e nobile civiltà e, insieme a noi, pronti e capaci di difenderla. Ed è per questo che non vogliamo alleati che razionalizzino uno status quo fallimentare invece di confrontarsi con ciò che è necessario per correggerlo. Perché noi, in America, non abbiamo alcun interesse a essere i cortesi e ordinati custodi di un declino gestito dell’Occidente" così Marco Antonio, segretario di Stato degli Stati Uniti d'America, intervenendo al veritce Ue sulla sicurezza a Monaco. Courtesy: X (Alexander Jakhnagiev)

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Rubio: "Non vogliamo alleati deboli perché indebolirebbero anche noi"
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