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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata dell'Unità nazionale, della Costituzione, dell'inno e della bandiera, celebrata il 17 marzo, ha reso omaggio al Milite ignoto, all’Altare della Patria a Roma. Il Capo dello Stato, accompagnato dal Ministro della Difesa, Guido Crosetto, dopo aver ricevuto gli onori militari, ha deposto una corona d'alloro sul sacello del Milite Ignoto. Alla cerimonia hanno preso parte il Presidente del Senato Ignazio La Russa, il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, e il Presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso. Erano presenti inoltre autorità civili e militari, rappresentanti Interforze e delle Associazioni combattentistiche e d'Arma. Quirinale (Alexander Jakhnagiev)

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Giornata dell'Unità d'Italia, l'omaggio di Mattarella al Milite Ignoto all'Altare della Patria

Nelle immagini della riunione del Consiglio Supremo di Difesa, presieduta dal Presidente della Repubblica Mattarella con la premier Meloni e i Ministri, i partecipanti avevano a disposizione delle speciali custodie per riporre il telefono, le "Faraday bag", per evitare intercettazioni. Basatesul principio della gabbia di Faraday, queste speciali custodie bloccano i campi elettromagnetici e impediscono ai segnali radio di entrare o uscire. I dispositivi quindi non agganciano più la rete cellulare, il Wi Fi, il Bluetooth e il GPS, scomparendo dalle reti. Quirinale (Alexander Jakhnagiev)

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Custodie per telefoni schermate "Faraday bag" al Consiglio Supremo di Difesa contro intercettazioni

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella arriva all'Altare della Patria a Roma, in occasione della Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera. La cerimonia ha previsto la deposizione di una corona d’alloro da parte della prima carica dello Stato. (Alexander Jakhnagiev)

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L'arrivo di Mattarella all'Altare della Patria per la Giornata dell'Unità Nazionale

Le Frecce Tricolore hanno sorvolato l’Altare della Patria a Roma, in occasione della Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera. La cerimonia ha previsto la deposizione di una corona d’alloro da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Presenti, tra gli altri, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il Presidente del Senato Ignazio La Russa e il Ministro della Difesa Guido Crosetto. (Alexander Jakhnagiev)

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Le Frecce Tricolore sorvolano l'Altare della Patria per la Giornata dell'Unita Nazionale

"Vi è una condizione complessiva che richiede a tutti voi del Corpo un impegno particolare, un sovrappiù di impegno professionale. E io vi ringrazio per la dedizione con cui svolgere i compiti che vi sono affidati. Naturalmente vi sono tanti problemi che tutti conosciamo e conoscete voi meglio di ogni altro. Il primo dei quali è la piaga dei suicidi dei detenuti, che non si attenua. Ciascuno di questi casi è una sconfitta dello Stato cui sono affidate le vite dei detenuti. Vi è inoltre un’esigenza che va sviluppata sempre di più e che voi conoscete meglio di ogni altro, perché la vivete giorno per giorno: la finalità di reinserimento, di recupero dei detenuti; per tutti, particolarmente per i più giovani. È non soltanto un obbligo costituzionale, ma è una scelta di civiltà, ed è anche un investimento per la sicurezza della cittadinanza, perché l’opera di recupero, quando svolta, conduce a una recidiva estremamente bassa e, quindi, è una responsabilità che la Repubblica ha, da coltivare concretamente il più possibile", lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricevendo rappresentanti dell Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e alla Polizia penitenziaria al Quirinale. Quirinale (Alexander Jakhnagiev)

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Mattarella: Piaga dei suicidi in carcere non si attenua. È una sconfitta dello Stato

"Incoraggiamo fortemente le altre nazioni, le cui economie dipendono dallo Stretto molto più della nostra... sapete, noi riceviamo meno dell'1% del nostro petrolio dallo Stretto, mentre alcuni paesi ne ricevono molto di più: il Giappone riceve il 95%, la Cina il 90%, molti europei ne ricevono una buona parte, la Corea del Sud riceve il 35%. Quindi vogliamo che vengano ad aiutarci con lo Stretto. Lo abbiamo mantenuto in ottime condizioni. I paesi, come ho detto, ci siamo già occupati dell'Iran, ma ora, a causa del fatto che letteralmente un singolo terrorista può mettere qualcosa in acqua o sparare qualcosa o lanciare un missile, un piccolo missile — ed è a una distanza piuttosto ravvicinata perché è un'area ristretta — ed è uno dei motivi per cui l'hanno sempre usato come arma. L'Iran l'ha sempre usato come un'arma economica, e non potrà essere usato ancora per molto", così il Presidente degli Stati Uniti in una conferenza stampa alla Casa Bianca. Courtesy: Casa Bianca (Alexander Jakhnagiev)

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Guerra in Iran, Trump: Incoraggiamo fortemente gli alleati ad aiutarci nello Stretto di Hormuz

“La nostra posizione è che noi non siamo in guerra, non vogliamo entrare in guerra, non entreremo in guerra. L’Italia continuerà a proteggere Cipro perché è un Paese dell’Unione europea che è stato attaccato”. Ebs (Alexander Jakhnagiev)

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Crisi Iran, Tajani: Non siamo in guerra e non ci entreremo

"La verità è che non abbiamo bisogno di nessuno. Siamo la nazione più forte del mondo, abbiamo di gran lunga l'esercito più potente del mondo. Non abbiamo bisogno di loro.Tuttavia, è interessante... in alcuni casi lo faccio quasi non perché ne abbiamo bisogno, ma perché voglio vedere come reagiscono. Dico da anni che se mai avessimo bisogno di loro, non ci sarebbero. Non tutti, ma molti non ci sarebbero. Sono rimasto molto sorpreso dal Regno Unito", così il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump in una conferenza alla Casa Bianca. Courtesy: Casa Bianca (Alexander Jakhnagiev)

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Guerra in Iran, Trump sugli alleati: Non ci sono quando servono, lo dico da anni
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