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“Vorrei ricordare che cinquant'anni fa, quando sono entrato in legislatura, una delle mie prime inchieste è stata sulla colonna veneta delle Brigate Rosse e quel fenomeno, di cui moltissimi di voi hanno conoscenza diretta, ma sicuramente conoscete cosa sia accaduto, era nata proprio per una insufficiente attenzione anche da parte dello Stato verso queste forme di aggressività odiosa, soprattutto verso le forze dell'ordine che era stata in un primo momento trascurata anche da parte della cosiddetta società civile. Tutti noi ricordiamo, ma potete andarlo a vedere sui telegiornali dell'epoca, le espressioni compagni che sbagliano, sedicenti brigate rosse, finché Rossana Rossanda ha detto c'è l'album di famiglia in quelle Brigate Rosse. Ecco, noi cerchiamo adesso con un'attività di prevenzione e con un'attività di repressione di evitare che questi momenti si ripetano” così il ministro della giustizia Nordio nella conferenza stampa al termine del Cdm, riferendosi alle norme introdotte con il decreto sicurezza. Chigi (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Decreto sicurezza, Nordio: Vogliamo evitare il ritorno delle Brigate rosse

"Confermo che viene introdotta la previsione del fermo di prevenzione. Preciso che l'interlocuzione con il Quirinale è stata sempre molto proficua, da ultimo ieri, ma è stata sempre molto proficua. Non è una legge liberticida, è prevista in quasi tutti i Paesi europei. Ci sono state giuste sottolineature ma il testo esce come era stato proposto sin dall'inizio" così il Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi presentando il nuovo dl Sicurezza nella conferenza a seguito del Consiglio dei Ministri. (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Dl Sicurezza, Piantedosi: "Su fermo preventivo colloquio proficuo con il Colle, non è liberticida"

"Più sbirri morti, più orfani, più vedove". Questa scritta comparsa all'università di Torino prima dei disordini non è una goliardata, ma il pensiero di chi va al corteo col martello. È un manifesto terroristico che non va sottovalutato

Gabriele Barberis
Questa scritta fa piu paura delle botte

Nonostante tutti i privilegi di cui ha potuto godere, Vannacci ha deciso all'improvviso di uscire dalla Lega che lo aveva praticamente allevato e vuole fondare un suo partito, di cui non si conoscono le basi. Sappiamo che è una manovra velleitaria, ma vedremo cosa succederà. Per il momento non ci rimane che ridere. Il commento del direttore Vittorio Feltri

Vittorio Feltri
Il generale con la testa da caporale

Il video, pubblicato sulla pagina Instagram del deputato leghista Luca Toccalini, in cui si vede la contestazione degli studenti del liceo Visconti per impedire il volantinaggio

Francesca Galici
La Lega giovani allontanata dal liceo Visconti

"Io sleale? È stato Matteo Salvini, o meglio il suo partito, nel quale ero che continua a promuovere determinate idee e concetti e poi allo stato dei fatti quando si tratta di votarli va in un'altra direzione. Non solo sulle armi all'Ucraina, ma anche sui princìpi di famiglia, e sulla legge Fornero. Salvini è quello che per anni ha detto che andava demolita invece poi china il capo, si mette in posizione prona in una coalizione che invece la promuove e la conferma". Così Roberto Vannacci in un colloquio con Repubblica. "È Salvini che ha tradito le promesse in qualche modo", aggiunge.

Ansa
Vannacci: "Dalle armi a Kiev alla legge Fornero, i traditori sono nella Lega"

“La sicurezza è un valore non negoziabile, entro i limiti della costituzione. Questo sforzo comune è la dimostrazione, nonostante le provocazioni della destra, l'utilizzo dei numeri parlamentari come muscoli alternativi anche al confronto unitario che è stato più volte chiesto. Lo diciamo perchè noi abbiamo messo sul tavolo delle proposte chiare, che tra l'altro non nascono nemmeno oggi. Le proposte unitarie delle opposizioni sulle necessità di togliere i fondi ai centri in Albania e concentrarli sulle forze dell’ordine, è una mozione unitaria dell’opposizione sulla quale non ha mai risposto questo governo. Lì ci sono proposte chiare. L’unica cosa che non possiamo consentire a Giorgia Meloni è di utilizzare come clava quello che è successo Torino per intervenire contro lo Stato di diritto con strumenti che hanno già deciso di essere la loro strategia” così il senatore Boccia in un punto stampa al Senato. Courtesy: Augusto Cantelmi (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Boccia (Pd): Il Dl Sicurezza è un decreto fuori dalla Costituzione, lo avverseremo

“Sabato sera, dopo aver seguito velocemente il percorso concordato, giunto nei pressi del quartiere Vanchiglia, il corteo si è fermato e in quel frangente circa 1.500 soggetti si sono distaccati e sfruttando l'oscurità, la scarsa visibilità dovuta all'accensione di fumogeni e la massa degli altri manifestanti che in alcune circostanze hanno offerto loro uno scudo visivo, si sono travisati con caschi e passamontagna, deviando dal tragitto prefissato per dirigersi con scudi di lamiera verso il dispositivo di sicurezza delle forze di polizia. All'indirizzo delle stesse iniziato il rito lanci di pietre, bottiglie, bombe carta, artifici pirotecnici, materiale recuperato dalla sede stradale, che hanno visto protagonisti e costretto le forze dell'ordine a ricorrere a idranti, lacrimogeni e mirate azioni di alleggerimento. Nello stesso contesto i facinorosi hanno aggredito anche una troupe televisiva, distruggendone le attrezzature di riprese ed è stato anche dato alle fiamme un veicolo della polizia, mentre, come documentato dalle immagini circolate sui media, un operatore del reparto mobile di Padova, dopo essere stato privato di casco e di scudo, è stato circondato ed atterrato da una decina di manifestanti travisati e colpito ripetutamente con calci, pugni, mazzonate e colpi di martello” così il ministro dell'Interno Piantedosi al Senato. Senato Tv (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Piantedosi: 1500 soggetti si sono sganciati dal corteo aggredendo forze dell’ordine

La Regione Toscana e il Comune di Pitigliano hanno presentato a Roma, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, il progetto “Voci a Pitigliano”, un laboratorio collettivo dedicato all’ascolto, al confronto e alla responsabilità civica. Alla conferenza stampa alla Camera dei Deputati sono intervenuti il presidente Eugenio Giani, l’assessora Cristina Manetti, il sindaco di Pitigliano Giovanni Gentili e il giornalista Simone Marrucci. (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
"Voci a Pitigliano", l'iniziativa della Regione Toscana presentata a Montecitorio con Giani
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