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"Noi, come ho già detto, rispettiamo sempre il giudizio degli italiani, qualunque esso sia, anche quando non coincide con le nostre opinioni o con le nostre aspettative. Certo, rimane il rammarico di aver perso un’occasione, a nostro avviso storica, di modernizzare l’Italia, allineandola agli standard europei. Perché, colleghi, la riforma della giustizia rimane una necessità. E non sono io a dirlo, ma diversi esponenti della magistratura e della politica, compresi quelli che dopo aver preconizzato ogni possibile catastrofe, a sostegno delle ragioni del No, il giorno successivo al voto hanno candidamente dichiarato che la giustizia ha bisogno di essere riformata. Che serve un cambio di passo, che la deriva correntizia è un problema, che lo strapotere di una parte della magistratura è un rischio reale". Lo ha detto la premier Meloni in Aula alla Camera. Chigi (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Meloni: Con No al referendum persa occasione storica, ma riforma della giustizia resta necessità

“La presenza e la memoria di Cristoforo Colombo è un elemento di grande ricchezza per gli Stati Uniti. Il popolo americano vede in Colombo, e negli italiani che vivono in America, una presenza che ne ha arricchito l’identità da secoli, e questo ci rende tutti orgogliosi. Stati Uniti e Italia stanno lavorando fecondamente attraverso la cultura e la diplomazia culturale per rimanere uniti. E per fare in modo che la nostra Nazione sia il capofila, tra quelle europee, nel tenere stretto il rapporto con questo magnifico popolo”. Lo ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, negli Stati Uniti in visita istituzionale, deponendo una corona di fiori al monumento dedicato a Cristoforo Colombo a Columbus Circle. (Alexander Jakhnagiev)

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Giuli al monumento di Colombo a New York: Usa e Italia lavorano insieme attraverso la cultura

"Desidero ricordare un amico, un protagonista della storia politica italiana, che seppe, con il suo impegno, con la sua capacità sempre legata ai metodi della democrazia e della libertà, cambiare in qualche modo la realtà politica italiana, dando vita a un partito territoriale che, in maniera significativa, ha caratterizzato la vicenda politica italiana di quegli anni. Proprio nell'Aula di Palazzo Madama, come in quella della Camera, lo abbiamo visto a lungo venire con passione in difesa della sua visione dell'Italia, del suo Nord, ma sempre consapevole che fosse necessario un confronto, che fosse necessario portare la sua visione nell'ambito delle istituzioni democratiche. Dal 2000 in poi riuscì a dar vita ad un asse importante, a una coalizione che ancora oggi è presente e che seppe confrontarsi con gli altri senza mai venire meno al rispetto e alla considerazione del suo e dell'altrui ruolo. Parleremo di Umberto la prossima settimana o quando i Gruppi decideranno, ma oggi non potevo esimermi dal ricordarlo in maniera commossa, affettuosamente e in maniera ufficiale. Grazie Umberto", così il Presidente del Senato La Russa che ha poi invitato l'Assemblea ad osservare un minuto di silenzio, seguito dagli applausi. Senato (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Addio a Umberto Bossi, il minuto di silenzio in Senato per il fondatore della Lega Nord

"La strada da percorrere è quella di favorire una maggiore partecipazione dei padri alla cura dei figli, attraverso degli strumenti sostenibili per favorire la natalità e migliorare le condizioni di lavoro delle madri", così la Ministra del Lavoro Calderone durante il Question Time in Senato. Senato (Alexander Jakhnagiev)

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Calderone: Favorire coinvolgimento padri in cura figli per sostenere natalità

"Presidente, posi la clava, non è il caso, nella situazione in cui siamo, in una situazione drammatica, chi la guarda merita uno spettacolo diverso non merita la lotta nel fango in cui vuole portarci". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein intervenendo in Aula della Camera e rivolgendosi alla premier Meloni. Camera (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Schlein a Meloni: Posi la clava, l'Italia non merita la lotta nel fango

"Meloni ha detto bene, non è come noi: siamo diversi, a me non sarebbe mai venuto in mente di paragonare l’attacco di un drone americano per reazione all’attacco all’ambasciata Usa a Baghdad al silenzio complice di un genocidio per 20mila bambini palestinesi. Un presidente del Consiglio non può dichiarare ‘non condanno nè condivido, non ho elementi. E’ sconcertante sentirlo dire dal leader di un paese del G7. Quando si tratta di attaccare i magistrati Meloni diventa una provetta giurista, esperta di fascicoli, ma quando si tratta di discutere e affrontare la crisi più drammatica degli ultimi anni fa la bella addormentata nel bosco”. Così il presidente del M5S Giuseppe Conte, durante le dichiarazioni di voto sulle comunicazioni della premier Meloni. M5s (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Conte: Meloni bella addormentata nel bosco, ma su magistrati provetta giurista

"Le manca il coraggio e la schiena dritta perché sopraffatta dall'essere subordinata a Trump". Lo ha detto il leader M5s Giuseppe Conte in Aula della Camera rivolgendosi alla premier Meloni in dichiarazione di voto sulle risoluzioni sulle comunicazioni della presidente del Consiglio. M5s (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Conte a Meloni: Le manca la schiena dritta, è subordinata a Trump

"Quando gli Stati Uniti effettuarono il raid contro il generale Soleimani, questa fu la mia dichiarazione da leader dell’opposizione: ‘La complessa questione mediorientale non merita tifoserie da stadio ma necessita di grande attenzione. Non dissi: ‘Complimenti Giuseppe Conte’, come ha fatto il M5s in questi giorni parlando di rincaro dei prezzi e facendo credere che la crisi fosse colpa mia, non chiesi a Conte di condannare l’attacco e non lo definii un vigliacco o un servo, per fare un po’ di propaganda a buon mercato su una crisi che non dipendeva da Conte", lo ha detto la premier Meloni nella replica sulla crisi in Iran alla Camera. Camera (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Meloni: Mai detto a Conte "vigliacco" o "servo". Contenta di non essere come voi

"Quando, nel gennaio del 2020, e al Governo c’era Giuseppe Conte con alcuni ministri del Partito democratico, gli Stati Uniti uccisero il generale iraniano Soleimani, fuori dalle regole del diritto internazionale, allora nessuno, né Conte e neanche i ministri del Pd, dichiarò che quella scelta ordinata dal presidente Trump era contraria al diritto internazionale e nessuno la condannò, come chiedete di fare a me oggi. Lo dico solo perché sia chiaro quanta propaganda ci sia in quello che viene detto e quanta incoerenza ci sia tra quello che si faceva al governo e quello che si pretende dall’opposizione”. Lo ha affermato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in Aula alla Camera, in sede di replica al termine della discussione sulle comunicazioni della stessa premier in vista della riunione del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo 2026, nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. Camera (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Meloni: “Quando gli Usa uccisero Soleimani non dissi che Conte era un vigliacco”

"Quando, nel gennaio del 2020, e al Governo c’era Giuseppe Conte con alcuni ministri del Partito democratico, gli Stati Uniti uccisero il generale iraniano Soleimani, fuori dalle regole del diritto internazionale, allora nessuno, né Conte e neanche i ministri del Pd, dichiarò che quella scelta ordinata dal presidente Trump era contraria al diritto internazionale e nessuno la condannò, come chiedete di fare a me oggi. Lo dico solo perché sia chiaro quanta propaganda ci sia in quello che viene detto e quanta incoerenza ci sia tra quello che si faceva al governo e quello che si pretende dall’opposizione”. Lo ha affermato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in Aula alla Camera, in sede di replica al termine della discussione sulle comunicazioni della stessa premier in vista della riunione del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo 2026, nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. Camera (Alexander Jakhnagiev)

Agenzia Vista
Meloni: Da Conte e Pd propaganda a buon mercato. Molto contenta di essere diversa da voi

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