Il gioco di sponda dell'ex premier: "Molti del Pd sono con me"
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Il gioco di sponda dell'ex premier: "Molti del Pd sono con me"
Meloni tentata dal riproporre le preferenze. Al Senato ok in Commissione entro l’estate i punti
Montecitorio approva con 217 voti favorevoli. Il provvedimento ora passa al Senato. Dall'indicazione del premier ai fuorisede: ecco come voteremo alle Politiche
Il capogruppo Galeazzo Bignami: si tornerà a votare soltanto a fine 2027
Il ddl dem impone il linguaggio “non discriminatorio” negli atti pubblici e riscrive persino i codici. L’ennesima battaglia woke lontana dai problemi reali degli italiani: “Il maschile non è neutro”
"Se passerà questa legge la nostra meravigliosa nazione non potrà permettersi di stare 90 giorni senza governo, perderemmo la credibilità che abbiamo costruito nel periodo del governo Meloni, saremmo esposti alle speculazioni internazionali, avremmo Partiti in perenne campagna elettorale costretti a elargire mancette con bonus vari. Con questa legge non torneremo alle maggioranze che hanno una stabilità inferiore alle coppie di Temptation Island". Lo ha detto Giovanni Donzelli (FdI) intervenendo in Aula alla Camera nell'ambito delle dichiarazioni di voto sulla legge elettorale. Camera (Alexander Jakhnagiev)
"Capisco che la verità vi turbi ma non siete sempre nella redazione unica dei vostri giornali. Fratelli d'Italia avrebbe votato anche i vostri emendamenti sulle vostre preferenze li avete ritirati vigliaccamente: vergognatevi, se avevate il coraggio di difendere le preferenze portavate le preferenze in Aula e sarebbero passate". Lo ha detto Giovanni Donzelli (FdI) intervenendo in Aula alla Camera nell'ambito delle dichiarazioni di voto sulla legge elettorale. Camera (Alexander Jakhnagiev)
“Oggi sta andando in onda di nuovo uno scambio vergognoso. Mentre al Senato votiamo il parere sulle pre-intese dell’autonomia differenziata che riteniamo illegittime e completamente anticostituzionali, a Montecitorio è stata approvata una legge elettorale incostituzionale di cui non solo il Paese non aveva bisogno, ma che ha impedito alla Camera di occuparsi dei problemi veri degli italiani. Dopo lo scambio tra autonomia e Premierato, e dopo la scomparsa sotto il tappeto del Premierato per lo schiaffo che gli italiani hanno dato al governo con il referendum, la Presidente del Consiglio ha costruito un secondo scambio politico, ancora più esplicito e ancora più grave: l’autonomia differenziata è tornata a essere la moneta di scambio per mantenere in equilibrio la maggioranza e accompagnare il percorso della nuova legge elettorale. La Costituzione è diventata il terreno sul quale regolare i rapporti di forza tra gli alleati di Governo”. Lo ha detto Francesco Boccia, presidente del gruppo del Pd, parlando in Aula in dichiarazione di voto sull’autonomia differenziata. Senato (Alexander Jakhnagiev)
L'Aula della Camera ha approvato la riforma della nuova legge elettorale con 217 voti a favore, 152 contrari e due astenuti. Il voto è stato segreto, il provvedimento passa al Senato. Camera (Alexander Jakhnagiev)
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