Ecco il video fatto con l'Ai e postato sui social ufficiali della Casa Bianca per celebrare la "Golden age", con dollari che piovono e aquile americane che volano sulla casa Bianca. X (Alexander Jakhnagiev)
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Ecco il video fatto con l'Ai e postato sui social ufficiali della Casa Bianca per celebrare la "Golden age", con dollari che piovono e aquile americane che volano sulla casa Bianca. X (Alexander Jakhnagiev)
"Sta facendo un pessimo lavoro, ma no, non sto parlando di licenziare Jerome Powell. Fortunatamente, potremo fare un cambio nei prossimi otto mesi circa, e sceglieremo qualcuno di bravo, e sceglieremo qualcuno. Voglio solo un lavoro onesto. Vogliamo vedere tassi di interesse più bassi. Il nostro Paese se lo merita. Non escludo nulla, ma penso che un licenziamento di Jerome Powell sia altamente improbabile", così Donald Trump alla casa Bianca parlando con i cronisti. X (Alexander Jakhnagiev)
Donald Trump ha firmato alla Casa Bianca una legge bipartisan volta a limitare il flusso illecito di fentanyl negli Stati Uniti, circondato dai famigliari delle vittime di questa pericolosa droga. X (Alexander Jakhnagiev)
"È un bilancio per una nuova era che corrisponde alle ambizioni dell'Europa, che affronta le sfide dell'Europa. Che rafforza la nostra indipendenza. Si tratta del più ambizioso di sempre, del valore di duemila miliardi di euro", così Ursula von der Leyen presentando il bilancio Ue. Ebs (Alexander Jakhnagiev)
“Non riesco a spiegarmi come la vicenda di Jeffrey Epstein possa interessare qualcuno. È davvero noiosa. È morto da molto tempo e non è mai stato una figura di rilievo nella vita. Su questa storia viaggiano molte fake news di persone cattive. Si parla di cose che non esistono, incredibili. Comunque, ritengo che tutti i file credibili debbano essere pubblicati. Se sono così interessati a questa storia, avranno i loro file". Così Donald Trump parlando con i crosisti del caso Epstein. X (Alexander Jakhnagiev)
“Noi vogliamo la pace, ma dobbiamo convincere Putin e, per farlo, bisogna mandargli un messaggio forte. L’Italia e l’Europa stanno inviando armi insieme all’America, e per questo serve un’unica strategia per la protezione dell’Ucraina, per raggiungere la pace. Ma senza un messaggio forte a Putin, è difficile avviare i negoziati tra Putin e Zelensky". L’ha detto il Ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani. (Alexander Jakhnagiev)
“L’incontro con Rubio è stato molto positivo, c’è una identità di vedute sulle grandi questioni internazionali, noi sosteniamo anche l’azione americana per raggiungere la pace in Ucraina. Bene il messaggio del presidente Trump a Putin, che deve cessare questo attacco soprattutto contro la popolazione civile, bisogna raggiungere quanto prima un accordo”. Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani nel punto stampa all”ambasciata italiana a Washington dopo l’incontro con il segretario di stato Usa Marco Rubio. “Anche sulla questione mediorientale ci troviamo d’accordo per un cessate il fuoco in Palestina e a Gaza per gli aiuti della popolazione civile. C’è una visione comune anche per quanto riguarda la situazione dell’Indo-Pacifico. Abbiamo affrontato anche della situazione in Libia, per quello che si può fare insieme. Le relazioni transatlantiche sono positive, stiamo lavorando anche per trovare un accordo sui dazi, ci sono state rassicurazioni politiche. Una guerra dei dazi non conviene a nessuno”, ha aggiunto. (Alexander Jakhnagiev)
"Non vogliamo lo scontro con gli Stati Uniti, ma vogliamo difendere le nostre aziende, la nostra industria e i nostri lavoratori. Dobbiamo trattare a testa alta. Questa fase di incertezza deve terminare, le nostre aziende hanno bisogno di certezze, devono lavorare negli Stati Uniti in un quadro chiaro". Così Tajani a Washington dopo l'incontro con Rubio. (Alexander Jakhnagiev)
Il nuovo caso che agita la cultura è il concerto di Gergiev. Io, pur essendo liberale, mi schiero dalla parte di chi ha dubbi sull'invitare un tiranno della cultura a esibirsi come fosse solo un grande direttore d'orchestra
Coldiretti scende in piazza per denunciare il tentativo dei tecnocrati europei, guidati da Ursula von der Leyen, di distruggere l’agricoltura, la produzione di cibo e la sicurezza alimentare in Europa, mettendo a rischio le fondamenta stesse della democrazia. Una protesta che arriva a pochi giorni dall'annuncio della stangata sui dazi che vede ancora una volta la Von der Leyen indiziata numero uno di un immobilismo che sta affossando l'economia europea con rischi ora per l'agricoltura dieci volte più gravi dei danni che potrebbero causare i dazi di Trump. Questi potrebbero essere gli effetti delle nuove proposte di bilancio che la Commissione presenterà domani, a partire da un fondo unico tra politiche di coesione e politica agricola. Per la prima volta dal 1962 l’Europa non avrebbe più un budget destinato con chiarezza al sostegno della produzione di cibo e alla sicurezza degli approvvigionamenti alimentari. Così, con un messaggio chiaro “Abbiamo bisogno dell’Europa come il pane, ma questa non è l’Europa che vogliamo”, Coldiretti ha dato vita ad un’azione coordinata da Bruxelles a Roma, per dare il benvenuto a “Vonderland”, una landa autocratica che vede un’Europa sempre più distante dalla realtà, dai cittadini e dalla terra. L’iniziativa ha coinvolto centinaia di giovani agricoltori di Coldiretti, che hanno esposto striscioni raffiguranti Ursula von der Leyen nella sua “Vonderland” appunto, accompagnati da messaggi chiari come: “non spegnere la democrazia!”, "non spegnere la salute" "non spegnere l'agricoltura" sempre più minacciata da una Commissione Europea che ignora sistematicamente le scelte del Parlamento europeo e agisce senza confronto democratico. Gli striscioni, oltre ad essere stati esposti dal palazzo di Farm Europe a Bruxelles a pochi passi da quello di Berlaymont sede della Commissione Europea, sono stati alzati in cielo anche in alcuni luoghi iconici di Roma come il Colosseo e Fontana di Trevi, e con valore anche politico come Palazzo Chigi e il Senato. Coldiretti (Alexander Jakhnagiev)